Il Bolognino

Lunedì, 12 Marzo 2018 14:36

Inutili autodafé

Temo che la normale procedura che si segue dopo aver perso le elezioni, non sia più granché utile. Parlo dell'autodafé, anche detta autocritica. Autocritica invocata in questi giorni dai molti che la chiedono al PD e sopratutto a Renzi, già dimesso. Questi richiedenti autocritica sono proprio da chi non ha votato PD, il che come minimo è strano o sospetto. Sembra che dietro quella di richiesta non ci sia una vera necessità di autocritica, ma piuttosto una voglia molto porcina e inconfessabile di chiedere la pubblica gogna dopo aver finalmente aver scornato il toro.

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Ne sentiremo di tutti i colori. Molti, con fare da saggi vi diranno che non si possono fare analisi affrettate. Ignorateli. I dati sono talmente chiari e netti da mettere sul piatto una lettura. Alcune mie valutazioni sulle elezioni di ieri, 4 marzo 2018:

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E' chiaro che le persone scelte per rappresentarci spesso non ci piacciano o comunque ci sia un sentore piuttosto generalizzato di fregatura. "I soliti raccomandati" leggevo oggi. Non si tratta solo di polemica politica, ma anche di seria preoccupazione per la qualità della democrazia che come cittadini sappiamo esprimere.

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C'è un filo che lega Italia e Francia. Non è solo la comune identità romanza, l'amore per il vino, le belle donne, l'arte e la cultura. Si tratta di una dinamica politica molto simile, dove pare rinascere e riprendere vigore la teoria politica della maggiore possibilità di vittoria se si occupa lo spazio politico detto centro. Macron, da ieri sera il più giovane Presidente della Repubblica Francese, ne è un indizio.

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Negli ultimi due anni a questa parte stiamo assistendo a un evoluzione imprevista dell'informazione e temi che dovrebbero essere a-politici stanno diventando delle carte tornasole della collocazione politica della redazione. Una di queste cartine tornasole è di certo il tema vaccini.

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Il referendum è fallito, il governo Renzi si è dimesso e in meno di 48 ore si è già conclusa la crisi di governo più breve della storia della Repubblica, con l'avvio del governo Gentiloni, per molti versi simile al precedente. Il referendum è stato visto dagli italiani come occasione per cambiare governo, ma non ne è stata percepita la vera essenza: si trattava di scegliere tra due visioni alternative di democrazia, la democrazia dell'alternanza se avesse vinto il SI, e l'attuale democrazia, quella ideata dai padri costituenti e tanto odiata da buona parte dell'elettorato, cioè la democrazia del compromesso o della coalizione, se avesse vinto il No. Con il No, ha vinto la democrazia del compromesso, e il governo Gentiloni ne è il frutto più evidente, ma non l'unico.

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Secondo appuntamento con l'approfondimento curato da Riccardo Patrian. Buona lettura.


Avere senatori eletti indirettamente (cioè scelti dai consiglieri regionali invece che dagli elettori come adesso) è grave? E che i nuovi senatori siano rappresentati dei Consigli Regionali o sindaci è un problema?

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Viviamo nell'epoca della comunicazione. Per quel che riguarda le tematiche dell'attualità, della politica e della scienza. assistiamo con sconsolante e crescente capacità di penetrazione tra sempre più ampie fasce di popolazione a ciò che negli ultimi anni si sono definite come "bufale", cioè delle informazioni errate, fraudolente o palesemente inventate.

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Il 20 aprile si è verificato, nel Dipartimento di Farmacologia di Milano, un episodio molto grave: un gruppo di attivisti del movimento “Coordinamento Fermare Green Hill” è riuscito a entrare nello stabulario che ospita gli animali da laboratorio e si è incatenato il collo alle maniglie delle porte di ingresso, impedendo a chiunque l’ingresso, fino a quando non sono iniziate le trattative con la direttrice del Dipartimento per liberare gli animali presenti.

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In questi mesi ho ragionato se fosse opportuno scrivere una delle tante analisi sul prossimo voto referendario, ma poi ho pensato che comunque alla mia analisi è preferibile quella dei professori e degli estensori della riforma. Mi limito perciò a spiegare le ragioni personali che mi hanno convinto della bontà della riforma costituzionale che a breve dovremmo tutti votare con referendum.

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