Il Bolognino

Basta, non se ne può più. Si dice che, se sbagliare è umano, perseverare sarebbe diabolico. A prima vista non si direbbe che Rosario Priore possieda fattezze luciferine. Eppure l’insistenza di questo magistrato che, da sei anni a questa parte, non perde occasione per ravvivare, a mezzo stampa, il dolore dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, è umanamente incomprensibile.

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Stasera la trasmissione de La7 “Bersaglio mobile” farà vedere ed ascoltare ai telespettatori l'ultima intervista rilasciata da Licio Gelli, di cui il Tg7 ha dato una breve anticipazione. A mio parere è vergognoso che, persino da cadavere, si conceda un megafono ad un tale delinquente.

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Ieri sera un’amica settantenne lamentava che giornali e telegiornali cibombardano solo di brutte (bruttissime) notizie e di gossip: “Ti fanno passare la voglia di comprare i giornali”. Come darle torto. Eppure ogni giorno contiene sì rabbie e disperazioni, ma anche gioie ed orgogli. Sono trascorsi cinque anni dall’omicidio di Angelo Vassallo, “sindaco pescatore” di Pollica. Doveroso ricordarne l’esempio e il sorriso, anche se ci costa una lacrima in più. Però oggi potremmo (dovremmo?) anche festeggiare il compleanno virtuale del magistrato Antonino Caponnetto, che avrebbe compiuto 95 anni: chissà se qualche direttore di testata ricorderà a lettori e telespettatori che, in mezzo a tante disgrazie, l’Italia ha avuto la fortuna e l’onore di poter contare sul contributo di uomini così grandi.

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Adesso parlano loro, gli studenti, chiamati a scegliere il nome di un nuovo portale dedicato alla ricostruzione della storia della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e di quelle dei treni Italicus e Rapido 904, ma anche dei fatti di terrorismo e di violenza politica che hanno colpito l’Emilia-Romagna negli anni ’70-’80 del Novecento. Lo potranno fare partecipando a un referendum on line, collegandosi anche al sito dell’Assemblea legislativa regionale o a quello dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980: in entrambi i siti è attivo nella home page il banner #adessoparlatevoi, dove esprimere le proprie preferenze. La consultazione web andrà avanti fino al prossimo 20 marzo, quando si chiuderanno le urne virtuali.

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L’anno prossimo trascorreranno quarant’anni – senza giustizia – dalle bombe esplose nel 1974; prima a Brescia durante una manifestazione antifascista in Piazza della Loggia (28 maggio); poi, dopo un paio di mesi, sulla vettura n°5 dell’espresso Italicus mentre transitava nella galleria all’altezza di San Benedetto Val di Sambro (4 agosto).

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La Presidente della Camera Laura Boldrini ha scelto di celebrare la “festa” del Lavoro a Portella della Ginestra. E’ forse l’unico evento politico positivo delle ultime settimane. Ritornare sul luogo del delitto. Un delitto che costò la vita non solo alle 11 vittime di quell’eccidio, ma che strozzò nella culla anche la nascente democrazia italiana. Un infanticidio non a caso commesso in quella Sicilia in cui ebbe inizio la strategia politico-militare volta ad escludere la sinistra dal governo. Esclusione che a 66 anni di distanza, dopo l’illusoria parentesi della Seconda Repubblica, torna ad essere il tratto distintivo – pardòn: “divisivo” – della politica italiana.

 

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Sabato sono stato a Firenze e ho partecipato alla Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie (anticipato quest’anno il 16 marzo per i 20 anni della strage dei Georgofili, n.d.r.).

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Mercoledì 30 gennaio ricorre il 25° anniversario della morte di Giampiero Picello, guardia giurata, ucciso dalla banda della “Uno bianca” nei pressi del supermercato Coop, in via XXIII settembre.

Per ricordare Picello e le altre 23 vittime di quei terribili sette anni di terrore verrà deposta una corona d'alloro in presenza di Rosanna Zecchi, presidente dell' ”Associazione Vittime della Uno bianca”, delle autorità civili cittadine e delle forze dell'ordine e di sicurezza.

La cerimonia avrà luogo mercoledì 30 gennaio, alle ore 11.30, presso il monumento dedicato alle vittime della Uno bianca sito nei pressi dell'ingresso del supermercato Coop “I Portici” in via XXIII settembre.

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Giovedì, 26 Luglio 2012 15:23

Stragi e mandanti: lo Stato connivente

Stamattina alle 11 alla sala d'aspetto della Stazione dei treni di Bologna si è svolta la presentazione del libro "Stragi e mandanti" edito da Aliberti e scritto dal Presidente dell'associazione Stragi Paolo Bolognesi e dal giornalista Rai Roberto Scardova.

Non intendiamo fare pubblicità alla pubblicazione, inoltre come saprete, Il bolognino non tratta di cronaca, tuttavia abbiamo colto l'occasione per rendere di nuovo palese, ciò che non è conosciuto ai più ed è relegato alle pagine dei faldoni dei processi; abbiamo perciò lo stesso obiettivo che si sono prefigurati gli autori del testo: trovare una linea conduttrice che delinei la verità, e non solo la verità processuale, sulla stragione delle Stragi, che parte dalla spesso dimenticata strage di Portella della Ginestra del 1947, trova il suo acme criminoso con la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, e che lega anche la più recente Strage di Capaci e la nuova ondata terroristico -mafiosa del quinquennio 90-94.

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Lo scorso anno la partecipazione al ricordo della strage alla stazione di Bologna fu straordinaria: molte più persone che nel  2010, quando ricorreva il 30° anniversario del più tremendo atto terroristico tra quelli che, dalla nascita della Repubblica ad oggi, hanno sconvolto l’Italia. Il 2 agosto 2011, tra gli altri, c’erano ottantacinque giovanissimi cittadini: vestiti di bianco, parteciparono al corteo che ogni anno attraversa il centro di Bologna e, una volta raggiunta piazza Medaglie d’Oro, piantarono nell’aiuola antistante l’ingresso della stazione le 85 gocce di carta (vedi foto), una per ogni vittima, che avevano tenuto in mano fino a quel momento. Poi, poco prima delle 10.25, due di loro iniziarono a leggere, dal palco delle autorità, una poesia scritta per l’occasione da Roberto Roversi: “Mai più”. Infine, al termine del minuto di silenzio, 85 palloncini bianchi raggiunsero il cielo sopra Bologna.

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