Il Bolognino

Giovedì, 20 Settembre 2012 12:31

20 settembre, breccia di Porta Pia

Scritto da  Maurizio Cecconi
breccia di Porta Pia breccia di Porta Pia

Provate a immaginare le truppe italiane del Regno d'Italia da una parte e quelle dello Stato Pontificio dall'altra. Siamo alle porte di Roma. I francesi, fino a ieri protettori del Papa, hanno adesso altri problemi a cui pensare. E' il momento che Cavour aveva tanto atteso e che purtroppo non vide avverarsi. Pio IX mette le mani avanti e fa sapere al re Vittorio Emanuele II e agli italiani che chi imbraccerà le armi contro le truppe papali sarà automaticamente scomunicato.

 

La minaccia funziona, l'esercito italiano è paralizzato: nessuno vuole vedersi quella condanna appesa al collo per il resto della vita. Provate a immaginare la paura, il disorientamento che dovevano provare quei soldati, tutta povera gente, contadini timorosi di Dio e dell'autorità, abituati a venerare il Papa e a temere gli ordini della Chiesa Cattolica. Non si sa chi ebbe l'idea, forse il generale Cadorna, comandante delle forze italiane, forse qualche consigliere del re, forse invece qualcuno si offrì volontario e fu accolto a braccia aperte. Fatto sta che il primo a sparare, lì alle porte della Città Eterna, fu un soldato italiano ebreo; da ebreo, non temeva la scomunica papale. Il suo nome è Giacomo Segre; alla sera, vinta la battaglia, prese carta e penna e scrisse alla sua fidanzata: "Mia amatissima Annetta, Roma è nostra". Roma è nostra. Da intendere: noi ebrei, noi protestanti, noi valdesi, noi laici, noi anticlericali, noi italiani, noi parte di un paese che ha conosciuto il sangue dell'Inquisizione, della repressione, del totalitarismo cattolico, abbiamo infine uno Stato in cui riconoscerci e che ci riconoscerà la libertà d'essere e per il quale stiamo combattendo. E' stato, infatti, grande il contributo che le minoranze religiose hanno dato all'unità d'Italia e che continuano a dare, affinché il nostro sia un paese più laico e più secolare; quella secolarizzazione che invece vediamo tradita ogni giorno dalla moltiplicazione delle ingerenze vaticane. Così oggi, 20 settembre, ultimo giorno d'estate e anniversario della presa di Roma, non facciamoci prendere dall'astio e dall'amarezza nell'osservare il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio dei Ministri offendere la storia e andare a braccetto col Papa. Loro sono il passato, noi lavoriamo per un nuovo Risorgimento italiano.

Buona breccia di Porta Pia a tutti.
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