Il Bolognino

Lunedì, 02 Novembre 2015 12:04

Grazie Pierpà

Scritto da 
Pier Paolo Pasolini Pier Paolo Pasolini Wikimedia

Grazie di essere esistito. Grazie per la ricchissima opera che ci hai lasciato, e per quello che mi ha insegnato. Mi ha formato e sono certo ancora in futuro mi riserverà spunti di riflessione, perché ancora a trent'anni suonati non ne ho che letta/vista la metà.


Grazie per quello che hai significato e per essere stato il primo - più moderno tra i moderni - a capire i vizi e le virtù di questa povera patria, di cui io e per fortuna - persino tu - facevi parte. Mi hai insegnato a non seguire il branco, l'idea più facile, la semplificazione inaccettabile, a prendere parte -politica o culturale che sia e non vederne poi i difetti - come fanno tutti o quasi. 

Leggerti e guardare le tue opere è sempre stato un esercizio di libertà. E come tale, difficile, impegnativo. I festeggiamenti per il quarantesimo anno dal tuo omicidio, caduto a Ostia tra la notte del primo e del 2 novembre del 75, so per certo che non li avresti digeriti. Pazienza PPP, guardiamo il volto positivo ed ermetico delle cose, come ci hai insegnato tu: la ricorrenza aiuterà alcuni che non ti hanno mai letto a incuriosirsi e forse domani a leggerti. Se anche un solo giovane in più avrà letto un tuo libro, visto un tuo film, letta una tua poesia o un tuo articolo allora la ricorrenza non sarà stata solo questa enorme e brutta foglia di fico che abbiamo steso sule coscienze di una nazione che non ha mai voluto sapere i mandanti del tuo omicidio. Il giovane che ti leggerà - senza aver conosciuto quello che c'era prima della nostra società dei consumi, ne rimarrà salubremente turbato. Grazie per aver capito che la cultura è una cosa morta senza la politica e che la politica è morta senza cultura. Grazie ancora per non essere mai stato un salottiere, per aver amato gli ultimi e per aver sempre costituito per la Chiesa una spina nel fianco, proprio perché tu amavi gli ultimi e molti uomini di Chiesa no.
 
Grazie per averci turbato, per non esserti mai schierato sempre e comunque con qualcosa o qualcuno, grazie per averci insegnato ad essere liberi, ma non individualisti. 
 
La nostra Italia è ancora del tutto simile alla tua. Ancora bigotta, ancora qualunquista, sempre pronta a schierarsi col più forte per piaggeria e vigliaccheria. Solo che oggi è tutto più complicato rispetto alla realtà che conoscesti tu. Oggi se sei scomodo e importante ti fanno una campagna di denigrazione stampa come quella che hai subito tu, ma se non sei importante fanno anche di peggio: non ti fanno lavorare e ti mettono in un silenzio, il quale Pierpa, è assai peggio della morte. Oggi forse non saresti mai diventato Pasolini, con le condizioni e la mentalità che c'è oggi. Già mi immagino un surreale colloquio in cui ti chiedono perché vorresti lavorare in un quotidiano, tu che non hai mai fatto una scuola di giornalismo e hai un passato di insegnante. "Signor PP, vedo che lei ha esperienze nel campo culturale e nella formazione, ma nessuna nel campo dei media. Le faremo sapere".
Chissà cosa avresti risposto tu. Chissà cosa avresti detto e scritto di questa Italia. A saperlo. Ce lo hanno impedito, uccidendoti quando ancora tanto potevi darci. Però con la tua opera ti sentiamo ancora vicino. 
 
Ciao Pierpà.
Letto 2480 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Novembre 2015 12:53

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