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Sabato, 12 Marzo 2016 17:15

Blu cancella i suoi murales, no alla privatizzazione dell'arte

Scritto da  Redazione
Uno dei murales di Blu, questo in collaborazione con Ercailcane Uno dei murales di Blu, questo in collaborazione con Ercailcane

Riportiamo una dichiarazione di Blu, artista autore di murales memorabili a Bologna ed altre città, riconosciuto anche a livello internazionale. Blu sta cancellando i propri disegni, le proprie opere d'arte, e lo sta facendo perché una fondazione bancaria, presieduta dall'ex rettore dell'università Roversi Monaco, ha deciso di organizzare una mostra sulla street art e vuole utilizzare la sua arte e l'arte dei writer a beneficio di alcuni, invece che a beneficio di tutti.


Natalino Balasso ha così commentato la notizia: "La fondazione guidata da Roversi Monaco ha fatto quello che sempre fanno i musei: ha tolto l'arte dal suo contesto per esporla, anestetizzata, in uno spazio circoscritto a beneficio dei visitatori e per gloria degli organizzatori. La borghesia coltiva l'arte come si coltiva un campo di patate, scriveva Henri Laborit, a consumo di chi ama vederla come prodotto asettico, commerciabile, fuori dai contesti. Questo si fa da sempre, ma nel caso di opere così dette di street art, la cosa diventa eclatante"

Ecco la dichiarazione dell'artista di street art Blu, che abbiamo ripreso dal blog Giap dei Wu Ming:

"La mostra "Street Art" è il simbolo di una concezione della città che va combattuta, basata sull'accumulazione privata e sulla trasformazione della vita e della creatività di tutti a vantaggio di pochi. Di fronte alla tracotanza da landlord, o da governatore coloniale, di chi si sente libero di prendere perfino i disegni dai muri, non resta che fare sparire i disegni. Agire per sottrazione, rendere impossibile l'accaparramento. Non stupisce che ci sia l'ex-presidente della più potente Fondazione bancaria cittadina dietro l'ennesima privatizzazione di un pezzo di città. Questa mostra sdogana e imbelletta l'accaparramento dei disegni degli street artist, con grande gioia dei collezionisti senza scrupoli e dei commercianti di opere rubate alle strade. Non stupisce che sia l'amico del centrodestra e del centrosinistra a pretendere di ricomporre le contraddizioni di una città che da un lato criminalizza i graffiti, processa writer sedicenni, invoca il decoro urbano, mentre dall'altra si autocelebra come culla della street art e pretende di recuperarla per il mercato dell'arte".

 

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