Il Bolognino

Venerdì, 15 Giugno 2012 14:37

Fenomenologia del moderato estremista (prima parte)

Scritto da  Michele Cosentini
Il muro di dialogo Il muro di dialogo

Categoria tutta italiana, i moderati estremisti costituiscono un interessante fenomeno sociologico. Si distinguono per posizioni molto politically correct, ma affermate con un’aggressività e un fanatismo che nulla hanno da invidiare a quelli che contestano ai loro oppositori. Diffusi in tutti gli schieramenti (prevalentemente cripto-democristiani dell’una e dell’altra parte) nel resto del mondo sarebbero considerati dei fanatici integralisti; in Italia, invece, passano appunto per “moderati”. Ecco dunque inquisitori evangelici (Paola Binetti), omofobi compulsivi (Carlo Giovanardi), teppisti verbali che in un’altra vita potresti tranquillamente trovare dall’altra parte a urlare gli slogan peggiori (Stefano Esposito), papisti o laici clericali di vario tipo (Rocco Buttiglione, Marcello Pera) e così via.

 

 

La figura del moderato estremista è ovviamente individuabile in tutti i livelli della vita quotidiana (e Facebook, ovviamente, scatena il peggio del peggio).

Il moderato estremista può essere in buona fede o in mala fede, ma il potenziale distruttivo è pressoché identico. Se è in buona fede, cerca di ascoltare l’interlocutore, ma al primo punto di dissenso comincia a sentire odore di zolfo e lo seppellisce sotto palate di sensi di colpa, ovviamente per il suo bene. Se è in mala fede, gli pianta un coltello nella schiena e poi lo denuncia per porto d’armi abusivo.

Questa guida in due puntate ha lo scopo di fornirvi alcuni elementi caratterizzanti questa singolare figura, al fine di consentirvi di scoprire se qualcuno delle vostre conoscenze è un moderato estremista. Magari è l’amico della porta accanto e non ve ne siete accorti.

 

Culto del dialogo: Da autentico democratico, il moderato estremista ostenta un gran culto del dialogo e del confronto, lanciando alte grida di indignazione quando esso degenera in rissa verbale(vedi). Detta disponibilità al dialogo viene preventivamente ribadita ogni due minuti, contestualmente a una serie di paletti dall’aggettivazione variabile (“civile”, “rispettoso”, “onesto”, “sobrio”), ma di identica indeterminatezza. Il concetto viene ampiamente ripreso anche all’interno degli interventi successivi, per girare intorno all’argomento ed eludere le domande.

 

Ancelle: Il moderato estremista è solitamente circondato da figure ancellari, che hanno una duplice funzione: assistere in tempo di guerra e confortare in tempo di pace. In tempo di guerra -ossia durante una discussione con un interlocutore che dissente- fanno quadrato, menano sobri fendenti, reiterano lo stesso concetto all’infinito per impedire alla discussione di articolarsi, e così via. In tempo di pace, condividono l’ansia per la fame nel mondo, per l’estinzione delle balene, per i terremotati, per la dieta estiva, per le pastarelle con prosecchino DOC. E, naturalmente, per il clima di odio e di intolleranza che li perseguita.

 

Asserzioni: Il moderato estremista ha il terrore di figurare colluso con qualsiasi cosa che puzzi di politicamente scorretto, quindi sente l’esigenza di pronunciarsi sempre su tutto, compresi argomenti di cui non capisce una mazza; per non correre il rischio di essere frainteso, è solito esprimersi in termini binari, senza possibilità di sfumature intermedie, attivando una delle seguenti modalità:

 

a) manifestazione di solidarietà (“Esprimo massima solidarietà a...”)

b) presa di distanza (“Prendo ufficialmente le distanze da...”)

 

Coerenza: Must del moderato estremista, la coerenza è declinata nel senso di totale impermeabilità a visioni alternative. Una volta stabilita la propria verità, si serrano le porte a qualunque dubbio, proprio o altrui. Se qualcuno lo invitasse ad aprire la finestra per dimostrargli che il sole è diventato verde, lui accuserebbe l’interlocutore di ambiguità e si rifiuterebbe di verificare: si sentirebbe un traditore della causa del sole.

 

Rissa verbale: Il moderato estremista si esprime per slogan, dunque diffida delle domande dirette e delle argomentazioni strutturate. Pur deplorando la rissa verbale, dunque, intimamente ne apprezza i risvolti positivi: svettare come un’aquila, in quei casi, è infatti un gioco da ragazzi. A seconda della personalità, il moderato estremista può affrontare la rissa verbale in svariate modalità; le principali sono le seguenti:

  • Annientamento fisico: Modalità poco strategica, praticata solo dai moderati estremisti più audaci. Il moderato estremista, dicendo che si sta solo difendendo, sfoga apertamente i suoi istinti belluini: urla, sbraita, insulta, accusa gli interlocutori di essere intolleranti, talora li manda direttamente affanculo. In alcuni casi, precisa che mai e poi mai avrebbe voluto esprimersi in quei termini, ma purtroppo l’obbligo morale di difendere la causa lo ha costretto a farlo. 
  • Annientamento morale: Il moderato estremista più raffinato si muove nella rissa verbale con passo felpato, riuscendo agilmente a sembrare un genio: distribuisce sobrie sentenze, si perde nelle composizioni di frasi modulari (vedi), elabora pensose riflessioni sul degrado del dibattito e sul clima di intolleranza e di odio. Raramente sul clima di odio e di intolleranza, invertendo l’ordine delle parole, perché quella più forte fa più effetto se messa alla fine. 

 

Composizioni di frasi modulari: il moderato estremista ha come primario obiettivo ribadire la propria idea, senza possibilità di equivoci. Visto che un eccesso di argomentazioni potrebbe portare a domande o a dubbi, il Nostro li riduce all’osso e fa ricorso a uno strumento comunicativo più ipnotizzante: la composizione e scomposizione di frasi modulari, tutte ruotanti attorno a uno-due concetti basici.

Esercizio:

costruire cinque frasi di sdegno utilizzando le seguenti parole (o parole da esse derivate):

  • dissociazione 
  • presa di distanza
  • indignazione
  • scandalo
  • vergogna
  • fermezza
  • convinzione

Possibile soluzione:

  • Mi dissocio fermamente dalle vergognose parole di Mario Rossi, con convinta indignazione.
  • Prendo con fermezza le distanze dalle scandalose parole di Mario Rossi.
  • Sono scandalizzato dalle parole di Mario Rossi, da cui bisogna dissociarsi fermamente.
  • Sarebbe vergognoso non prendere le distanze dalle scandalose parole di Mario Rossi.
  • Mi indigna la ferma convinzione con cui Mario Rossi pronunzia parole di cui dovrebbe vergognarsi.

Andando avanti, il moderato estremista apprende nuove parole da aggiungere alla lista, aumentando il numero di combinazioni possibili. Con l’esperienza, si può giungere a soluzioni più originali, personalizzando lo stile:

  • Cosa provo? Vergogna. Scandalo. Indignazione.
  • Una parola misteriosa e fascinatrice: dissociazione.

 

(da: “Manuale di estremismo democratico” - casa editrice Esposito)

 

Pacato confronto: Teoricamente è la forma di comunicazione prediletta del moderato estremista; il pacato confronto (chiamato anche: “dibattito civile”, “dialogo costruttivo” aut similia) prevede infatti uno scambio dialettico tra due visioni differenti, privo di animosità o di intemperanze. In pratica, però, questa modalità rende difficili le composizioni di frasi modulari  (vedi), rischiando pertanto di mandare in corto circuito il moderato estremista, poco portato a mettersi in discussione. Quando poi la domanda è secca e diretta, anche se cortese, scatta la modalità dell'annientamento fisico (vedi) o, più spesso, un meno conflittuale istinto di fuga. 

Esempio:

  • Potresti citare la fonte?

 Possibili risposte:

  • Ti ho già risposto, tu vuoi semplicemente continuare a provocare.
  • Mi sento a disagio in questo clima inquisitorio, me ne vado.
  • Inutile rispondere a chi nega l’evidenza.
  • Pensavo fosse una discussione, non un quiz.
  • La risposta è complessa, non è questa la sede per parlarne.

Alcuni si rivolgono alle ancelle (vedi) facendo finta di ignorare la presenza dell’interlocutore: 

  • Che ne pensate di questo signore che è venuto qui a provocare?

I più evoluti, invece, ostentano cortesia e rispondono alla domanda nel modo più vago possibile o cambiando argomento; contestualmente, en passant fanno notare come -nonostante l’approccio lapidario dell’interlocutore- loro siano sempre disponibili e moderati.

 

Satira: Il moderato estremista ha un rapporto molto complesso con la satira. Essendo un’arte nobile e antica, pericolosamente connessa alla libertà di espressione, il Nostro non può criticarne l’esistenza o chiedere apertamente la censura. Al contempo, però, essa costituisce un gravo rischio: non solo contesta un’idea, ma addirittura la prende per il culo. Che fare? Per uscire dall’empasse, il moderato estremista parla benissimo della satira, ma specifica che l’articolo in questione (o la vignetta, o il monologo, o quel che sia) non è vera satira, con la sicumera di un esegeta della materia. Le argomentazioni sono interessanti e involontariamente comiche; verranno affrontate nella seconda parte della guida.

 

(Continua)

Letto 2811 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Giugno 2012 14:44

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