Il Bolognino

Renzi si affacciò sulla politica italiana come un tornado. Cercò di trasformare il PD dal partito della fusione a freddo e delle élite ancora ancorate alla Prima Repubblica in un partito nuovo, più liberale e meno strutturato, fluido. Per un periodo breve ci riuscì in parte, a suon di vittorie nei ben due Congressi stravinti. Ma il PD è sempre stato un partito fatto di correnti, e le stesse vittorie di Renzi si sono dovute anche al sostegno dei Dem (ex DC) che lo avevano sostenuto, ma che dopo la sconfitta referendaria e successiva sconfitta alle urne decisero di non sostenerlo più, impedendo in questo modo a Renzi di tornare in sella nel PD e costringendolo ad abbandonare anche il suo progetto politico. Quale progetto politico? Non certo quello di distruggere il PD, come hanno martellato per anni i suoi oppositori di sinistra interni.

E' di questi giorni la notizia che la Corte Costituzionale avrebbe, in una sua sentenza, riconosciuto che se la vittima di uno stupro si è precedentemente ubriacata, allora lo stupro è senza aggravante. La notizia ha ovviamente destato grande indignazione sul web. Per fortuna però, la notizia ha distorto il contenuto della sentenza. Purtroppo la notizia distorta è stata ripresa indistintamente da molte testate nazionali, anche di comprovata serietà. Ma vediamo di cosa si tratta effettivamente.

Giovedì, 10 Maggio 2018 12:12

Primo governo populista al via

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Lega e M5S sono finalmente congolati a nozze, a breve l'annuncio della lista degli invitati, con la benedizione di Papi Silvio Berlusconi. Ovviamente la prima cosa che non si farà sarà la legge sul conflitto di interessi, già stralciata dal "contratto" di governo.

Il referendum è fallito, il governo Renzi si è dimesso e in meno di 48 ore si è già conclusa la crisi di governo più breve della storia della Repubblica, con l'avvio del governo Gentiloni, per molti versi simile al precedente. Il referendum è stato visto dagli italiani come occasione per cambiare governo, ma non ne è stata percepita la vera essenza: si trattava di scegliere tra due visioni alternative di democrazia, la democrazia dell'alternanza se avesse vinto il SI, e l'attuale democrazia, quella ideata dai padri costituenti e tanto odiata da buona parte dell'elettorato, cioè la democrazia del compromesso o della coalizione, se avesse vinto il No. Con il No, ha vinto la democrazia del compromesso, e il governo Gentiloni ne è il frutto più evidente, ma non l'unico.

Secondo appuntamento con l'approfondimento curato da Riccardo Patrian. Buona lettura.


Avere senatori eletti indirettamente (cioè scelti dai consiglieri regionali invece che dagli elettori come adesso) è grave? E che i nuovi senatori siano rappresentati dei Consigli Regionali o sindaci è un problema?

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    Mercoledì, 18 Marzo 2015 15:31 in Bologna

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