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Mercoledì, 28 Novembre 2012 14:45

La sanità pubblica è sostenibile. Monti sbaglia

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Il Presidente non eletto del Consiglio Mario Monti ha lanciato l'allarme sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Ma è davvero così? Quanto costa il SSN nel suo complesso?

Monti, sottointendeva che se le finanze pubbliche continueranno a ridursi di anno in anno, l'Italia dovrà prima o poi fare a meno di una delle principali riforme di welfare state che contraddistingue la nostra società come una società avanzata. Pochi ricordano infatti che il sistema sanitario nazionale universale e gratuito nasce negli anni 70, e precisamente nel 1978 con la legge nunmero 833 che soppresse il sistema mutualistico precedente, fortemenente discrimnatorio e basato sul censo, ed istituì il Servizio sanitario nazionale universale, con decorrenza del 1 luglio 1980.

L'SSN è perciò una conquista recente. Il SSN inoltre volto a garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, come sancito anche dalla Costituzione italiana, antifascista e laica.

Le continue manovre di aggiustamento dei conti pubblici stanno causando il prolungamento della crisi economica e hanno fatto scivolare il paese in una dura recessione. In recesione vengono persi posti di lavoro e produzione, il che significa anche contestualmente minor gettito fiscale incamerato dalle regioni e dallo Stato.

Il Presidente Monti ha affermato che il SSN sia insostenibile per i conti pubblici.

Keynes blog, ha analizzato i dati forniti dall'OMS, organizzazione mondiale della sanità, e ha comparato i costi della sanità pubblica e privata di 33 paesi nel mondo. Nell'immagine potete apprezzare come sia falso che il sistema sanitario italiano - nonostante gli sprechi - sia insostenibile. Il grafico mostra la spesa pubblica (in azzurro scuro) e privata (in azzurro chiaro) pro capite nell'anno 2009 nei paesi OCSE, in dollari USA a parità di potere d'acquisto.

I dati OMS ci spiegano che la sanità pubblica è sostenibilissima. La spesa sanitaria totale in Italia (pubblica e privata) arriva al 9,3% del PIL ma quella pubblica è solo il 7,1%. In termini assoluti 3137 $ l'anno a testa, meno dei 3223 $ che è la media del costo della sanità nei paesi OCSE. Il dato, preso nella sua interezza si riferisce all'ammontare totale del costo della sanità in Italia, sia pubblica che privata. Il diagramma ci spiega altre cose. Dei 3137 $ poco meno di 2500 l'anno sono i costi della sanità pubblica. La sanità privata, che in Italia cura una quantità infinitesima di persone rispetto alla sanità pubblica costa da sola 600 $ l'anno. Si evince perciò che la sanità pubblica sia di gran lunga più efficiente della sanità privata.

A volte, basta mettere la testa dentro ai numeri per capire l'imprecisione e la falsità della vulgata popolare. La sanità pubblica italiana è efficente, nonostante venga spesso gestita in modo clientelare e discutibile. Il settore sanitario pubblico svizzero, ad esempio, costa il doppio di quelllo italiano.

La performance mondiale peggiore in ternimi di efficienza rimane quella degli Stati Uniti che hanno una spesa sanitaria totale (pubblica e privata) decisamente enorme, la più alta dei paesi OCSE: il 17,6% del PIL. Di questa, il 48,2% è spesa pubblica. Più della metà è spesa destinata alla sanità privata che, tuttavia, non riesce a soddisfare a pieno le esigenze di cura di tutti i cittadini statunitensi, ed esclude i più poveri o coloro che non hanno una costosa assicurazione. Ricordiamocelo, quando ci diranno che il privato è più efficiente e la sanità pubblica è da privatizzare.

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