Il Bolognino

Martedì, 21 Gennaio 2014 17:09

Nasce l'Italicum, un sistema elettorale a misura di leader

Scritto da  Riccardo Scintu
L'accordo tra Renzi e Berlusconi ha partorito l'Italicum L'accordo tra Renzi e Berlusconi ha partorito l'Italicum

La direzione nazionale del Partito Democratico ha approvato ieri a grande maggioranza la proposta del segretario Matteo Renzi sul pacchetto di riforme dell’assetto istituzionale, riguardante la riforma del titolo V della Costituzione, la riforma del Senato e la modifica del sistema elettorale. Il dibattito sui mezzi di informazione e all’interno del partito, nei giorni precedenti alla direzione, si è concentrato in particolar modo sulle tre proposte di sistema elettorale avanzate dal segretario: il Matterellum modificato, un sistema proporzionale simile a quello applicato in Spagna, il doppio turno di collegio, simile al sistema elettorale per l’elezione dei Sindaci. 
 

 

Inutile dilungarsi sull’analisi dei tre modelli, perché il frutto dell’accordo tra Renzi e Berlusconi, così come modificato in seguito alle consultazioni con Alfano, è una quarta proposta che presenta alcune caratteristiche mutuate dal modello spagnolo, ma che di fatto è molto più somigliante al Porcellum, che la Corte Costituzionale, con una sentenza storica, ha recentemente spazzato via poiché incostituzionale. L’Italicum (sic!) è un sistema elettorale proporzionale, caratterizzato da un numero elevato di collegi circoscrizionali composti da pochi seggi ciascuno. Vengono inoltre definite delle correzioni determinate da soglie di sbarramento e un eventuale premio di maggioranza, in alcune circostanze attribuito tramite ballottaggio, che garantisce alla coalizione vincente di ottenere un’ampia maggioranza di seggi in Parlamento.

Ecco le principali caratteristiche del sistema elettorale proposto:

 

Vale, o varrà, solo per la Camera. La proposta di Renzi prevede una riforma costituzionale che modifichi le modalità di composizione e le competenze del Senato, il quale non sarebbe più un organo elettivo. L’Italicum sarebbe dunque il sistema elettorale applicabile solo per la Camera dei Deputati. Renzi ha provveduto a garantire, con l’approvazione del nuovo sistema elettorale per la Camera, una riforma transitoria del sistema del Senato, con caratteristiche simili all’Italicum, ma con l’attribuzione del premio su base regionale. Tale soluzione non risulta chiara e a rischio di mancata definizione di una maggioranza univoca tra le due Camere.

 

Il premio di maggioranza. Viene prevista l’istituzione di  un premio di maggioranza molto simile a quello garantito dal Porcellum, che garantisce alla coalizione vincente un premio in termini di seggi che permetterebbe di ottenere una percentuale tra il 53% e il 55% dei seggi. Il premio di maggioranza, tuttavia, presenta delle limitazioni: esso viene attribuito direttamente alla coalizione vincente solo se questa ha ottenuto almeno il 35% dei voti. In caso contrario, le due coalizioni maggiori vanno a un ballottaggio, per il tramite del quale si attribuisce un premio alla coalizione vincente, la quale ottiene complessivamente il 53% dei seggi. La soglia del 35% è probabilmente l’esito di un compromesso tra Renzi e Berlusconi: il ballottaggio, che storicamente avvantaggia le coalizioni di centro-sinistra, risulta poco probabile, perché il sistema elettorale incentiva alla formazione di poche coalizioni di grandi dimensioni potenzialmente in grado di raggiungere e superare il 35% dei voti complessivi. Aumentando la soglia da superare, e rendendo il ballottaggio più probabile, il sistema elettorale avrebbe probabilmente avvantaggiato le coalizioni di centro-sinistra.

 

Le soglie di sbarramento. Italicum presenta una serie di soglie legali di sbarramento: 5% ai partiti che fanno parte della coalizione, 8% ai partiti che concorrono al di fuori da una coalizione. 12% alle coalizioni. Il mancato superamento delle soglie di sbarramento impedisce l’ingresso al Parlamento da parte degli attori che ne sono soggetti. Tale accorgimento è stato ideato per facilitare la riduzione dei partiti rappresentati in Parlamento. Potrebbe avere invece delle conseguenze perverse, già sperimentate nel 2006, anno di ingresso nella scena politica del Porcellum: da un lato potrebbe portare alla formazione di coalizioni piglia-tutto, ovvero composte da una miriade di liste dal bacino elettorale ridottissimo, ma che potrebbero essere determinanti per prevalere sulle coalizioni avversarie e superare il 35%. D’altra parte, molte di queste liste non sarebbero in grado di superare la soglia del 5% dunque, in cambio del contributo per la vittoria del premio di maggioranza, potrebbero pretendere, ed ottenere, candidature più o meno sicure nelle liste dei partiti maggiori della coalizione. Questa prassi comporterebbe una proliferazione dei gruppi parlamentari, anche in presenza di un sistema elettorale così penalizzante per i piccoli partiti.

 

Circoscrizioni di piccole dimensioni: Alle soglie legali si aggiunge una soglia “naturale”: la rappresentanza di un partito a livello circoscrizionale è garantita solo con una percentuale di voti molto alta. A titolo esemplificativo: per avere un quoziente pieno in una circoscrizione da 4 seggi (e dunque un seggio sicuro), occorre il 25% di voti, per una da 5 seggi sarebbe necessario il 20% di voti. Tuttavia, Italicum è pensato per penalizzare i partiti concentrati territorialmente: paradossalmente, è possibile che un partito ottenga il 100% dei voti in più circoscrizioni, ma non raggiungendo il 5% (se in coalizione) o l’8% (se dovesse correre da solo) dei voti a livello nazionale non avrebbe diritto a eleggere i propri rappresentanti in Parlamento.

 

Preferenze: Uno degli elementi più dibattuti riguarda la possibilità di esprimere le preferenze per i candidati della lista. Su questo tema, Renzi ha dichiarato apertamente di aver ceduto alle richieste di Berlusconi per raggiungere un compromesso, mantenendo il meccanismo delle liste chiuse, come avveniva con il Porcellum. Il segretario PD ha comunicato che il suo partito ovvierà a questo difetto del sistema elettorale garantendo la selezione dei candidati del proprio partito tramite le primarie. Va aggiunto, infine, che la riduzione del numero di componenti la lista garantisce quanto meno la riconoscibilità del candidato eletto, nonché il territorio di riferimento dello stesso.

 

Appare chiaro che la proposta di legge elettorale elaborata dal PD, sulla base di un accordo con Forza Italia e il Nuovo Centro Destra, è orientata all’unico obiettivo della governabilità, che viene garantita anche in presenza di un sistema politico multipolare, in cui nessuna delle forze politiche abbia un ampio consenso elettorale. Il mantenimento delle liste bloccate, le soglie di sbarramento su base nazionale e lo stesso premio di maggioranza, mettono a disposizione del leader della coalizione un potere di controllo determinante sui partiti che la compongono.

Nel complesso, la riforma elettorale prospettata sembra rispondere in maniera adeguata alle esigenze contingenti del sistema politico italiano: rende impossibili i governi di larghe intese, garantisce un’ampia maggioranza, sterilizza le forze di opposizione anti sistema (M5S). Gli stessi punti di forza di Italicum finiscono inesorabilmente per essere i suoi punti di debolezza: il meccanismo di trasformazione artificiale di una minoranza in una maggioranza e la forte penalizzazione della rappresentatività degli eletti, appaiono delle soluzioni necessarie allo stato attuale, ma inaccettabili nel lungo periodo. 


L'autore:

Riccardo Scintu è dottorato in Scienza politica, attualmente lavora come consulente per la PA e gli enti locali.

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