Il Bolognino

Mercoledì, 28 Maggio 2014 11:11

Europee: si apre veramente una nuova pagina

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Europee: si apre veramente una nuova pagina elaborazione grafica Espresso

Lunedì i risultati delle elezioni europee hanno stupito molti. Personalmente i risultati mi hanno dato la certezza di essere riuscito a comprendere in anticipo i sentimenti degli italiani, senza per una volta essere smentito ma vedendo confermate in pieno tutte le analisi precedenti. Renzi è il vincitore, Grillo e Berlusconi i perdenti, ma c'è necessità di approfondimento.

 

Le elezioni europee sono state profondamente politiche, e con "politiche" si intende come al solito rivolte a tastare l'umore dell'elettorato nazionale più che le opinioni degli italiani sui grandi temi della politica europea, di cui nella campagna elettorale non a caso non si è parlato.

Chi ha costruito queste elezioni come un referendum contro il governo - Grillo e il Movimento 5 Stelle - ha visto perdere il referendum, il vero vincitore è Renzi. Perché il 40% dei consensi del Pd sono il 40% dei consensi per la leadership di Renzi più che per il partito, e questa è già la prima vera grande novità della politica italiana: era già successo con Berlusconi e con Grillo, ma appunto nel settore moderato / destrorso dell'elettorato.

 

Mai era successo nel settore progressista dell'elettorato italiano, di solito legato al partito e agli ideali più che al segretario /leader.

 

Infatti, queste elezioni sanciscono nelle mie speranze, ma anche negli auspici della segreteria Renzi, il posizionamento definitivo del Partito Democratico al centro nello schieramento politico italiano.

Il Pd non è più da anni, forse da decenni un partito di sinistra e questo, per i lettori de il Bolognino, non è una novità, ma è una novità per tutti gli altri.

 

Con queste elezioni finalmente anche l'elettorato democristiano, ha scelto Renzi e di continuare a dare fiducia all'esecutivo del Pd più che ai partiti che dovrebbero rappresentare i moderati, come Scelta Civica, nuovo Centrodestra - l'unico tra l'altro a fregiarsi dello Scudo Crociato -. I moderati hanno compreso che il partito moderato è il Pd. L'elettorato "di sinistra" del Pd c'è ancora ma non pare più essere preponderante, anche grazie alla leadership renziana.

 

Personamente auspicavo da tempo questo passaggio, perché in questo modo il Pd lascia spazio elettorale alla propria sinistra, spazio elettorale non ancora pienamente occupato, anche perché buona parte delle persone di sinistra non si sentono più rappresentate dai partiti della sinistra tradizionale, soprattuto da Sel. Ecco allora che la novità della prima sinistra unita dopo vent'anni di divisione, cioè la lista L'Altra Europa con Tsipras supera lo sbarramento ed è riuscita a convincere un milione di persone a rischiare il proprio voto, anche se non c'era nessuna certezza di riuscire ad eleggere alcunché.


L'Altra Europa con Tsipras, va molto bene sia al centro che anche - con le dovute diversità - nel nord, che le è sempre stato sfavorevole e terreno fertile delle destre e dei cattolici. Il risultato di una lista nuova, messa in piedi in tre mesi come la lista L'Altra Europa con Tsipras è stata sottovalutata dai principali opinionisti che non hanno capito le potenzialità di un nuovo soggetto di sinistra unita. La lista inoltre è stata la sola a parlare sempre e solo di Europa, e di tematiche europee. Chi afferma beffardamente che la lista ha preso i voti di Sel alle politiche, fa finta di non sapere che Sel aveva la certezza di tramutare in seggi tutti i voti ricevuti perché alleata del Pd, mentre l'Altra Europa era una sfida totalmente nuova e senza l'appoggio del bastione di voti del Pd.

 

Ma le novità non finiscono certo nel settore progressista dell'elettorato. Anche nel settore conservatore / reazionario abbiamo avuto notevoli rivolgimenti, forse molto più evidenti che a sinistra, per il semplice fatto che la maggior parte dei concittadini sono persone di destra e quindi il loro peso elettorale è da sempre maggiore e perciò il loro spostamento elettorale è più evidente.


I grandi sconfitti della tornata sono i populisti Grillo e Berlusconi. Grillo battuto perché non ha convinto il proprio elettorato che è rimasto principalmente a casa dopo un anno di inutilità politica dei propri rappresentanti "cittadini". L'altro, Berlusconi, sull'evidente via del declino non solo elettorale, è stato fortemente indebolito dal fatto di essere stato ridotto ai servizi sociali. Il capo non si discute e non si mette ai servizi sociali come un ladruncolo, altrimenti non è più il capo: questo è il pensiero che si agitava nelle menti di molti berlusconiani il giorno prima delle elezioni, costoro per la prima volta non hanno votato Forza Italia, preferendogli la leadership di Renzi e in misura minore la Lega Nord di Salvini o Fratelli d'Italia.

 

Le leadership di Grillo e Berlusconi sono assai diverse dalla leadership di Renzi: chi le mette assieme compie un errore. Grillo e Berlusconi sono capi indiscussi dei loro partiti personali e senza di loro non esisterebbero M5S e Forza Italia. Renzi è invece il leader - non il capo - capace di avere una personalità popolare e forte come Berlusconi. Renzi è il leder forte di cui parte dell'elettorato di centrosinistra ha sempre avuto bisogno ed è il leader che serviva a sinistra - o meglio - a quello che gli italiani pensano sia la sinistra, cioè al Pd. Oggi anche loro hanno la personalità forte a lungo cercata e infatti faranno vedere i sorci verdi a tutti: chi pensa che il sostegno a Renzi sia passeggero non ha ancora capito chi è Renzi.

 

La Lega Nord, ex movimento di protesta antisistema e proto grillini, (non mi sono dimenticato ancora Roma ladrona) è da ormai vent'anni invischiata con la politica governativa e puntualmente i duri e puri del nord sono assai inquisiti in numerose ruberie condotte in proprio nelle loro regioni, o assieme al loro alleato storico Berlusconi. Tuttavia la Lega di Salvini ha convinto il proprio elettorato e anche parte dell'elettorato scontento di Berlusconi, almeno nel nord, dove ha preso l'11% a nord-ovest e il 10% a nord - est. Bisogna però considerare che la Lega, grazie all'intuito politico di Salvini, è stata l'unica a cavalcare pienamente la battaglia populista anti-euro, che certamente gli ha portato migliaia di consensi. Il tema euro - antieuro era così forte nel popolo italiano che c'era, chi come me, se lo aspettava un buon risultato della Lega, nonostante le ruberie e le performance non proprio eccellenti che la Lega e Salvini stesso hanno dato in Europa fin'ora.

 

Da buon ultimo ho lasciato il Movimento Cinque Stelle, questa si vera sorpresa delle elezioni europee, ma stavolta sorpresa negativa. I movimenti politici di protesta se naufragano nell'opposizione parlamentare senza avere un costrutto, un identità, e sopratutto un obiettivo di medio termine, rischiano di prendere delle batoste. Questo è l'insegnamento che ci ha riservato il partito di Beppe Grillo e Casaleggio e che tuttavia non lo mette ancora fuori gioco. E' presto per definire il M5S in ritirata: dopotutto è ancora il secondo partito poltico italiano anche se ha perso 3 milioni di voti in un anno: aveva poco meno di 9 milioni di voti alle politiche, ha ottenuto 5 milioni 800 mila voti.

 

Se il Movimento avrà la forza interna per fare della sana autocritica potrà sopravvivere e anzi proseguire la propria avanzata, magari in futuro riuscendo a scalzare la destra berlusconiana e a sostituircisi. Se indugerà su scemenze come accuse di brogli - che non ci sono stati - o in piagnistei, potrebbe essere condannato alla scomparsa come il Movimento dell'Uomo qualunque.

Da dire, inoltre, che in Francia avrà pur vinto l'estrema destra ma a votare sono andati solo il 30% dei francesi, da noi, un piccolo partito di destra con chiaro stampo post fascista come Fratelli d'Italia ha preso il 3,8% poco meno di un milione di voti in uno scenario elettorale composito in cui la destra è divisa e in cui l'elettorato ha risposto in massa con una percentuale di partecipazione superiore al 60% dell'elettorato totale, un risultato anche questo, nient'affatto scontato prima delle elezioni.

Come avrete notato non ho parlato dell'altra metà del cielo, cioè della quasi metà degli italiani che non hanno votato. Non ne ho parlato perché si sono messi volontariamente di non scegliere e di lasciare scegliere altri per se condannandosi all'inesistenza politica: peggio per loro. Da noi c'è ancora la libertà di votare, chi non la utilizza non utilizza un proprio diritto.

 

In conclusione, le elezioni europee sono state un referendum sul governo vinto dal governo e l'affermazione definitiva della leadership di Matteo Renzi, la qual cosa è assai positiva perché ha attirato parte dei voti moderati che difficilmente torneranno a dare man forte alla destra estrema di Berlusconi, ex fascisti e leghisti come negli anni del Ventennio berlusconiano. Inoltre il Pd, finalmente partito governista e moderato avvicina la possibilità del ricompattamento a sinistra e della nascita di una sinistra moderna in Italia, occasione da non perdere perché non ce ne sarà un altra.

 

 

Letto 1258 volte Ultima modifica il Mercoledì, 28 Maggio 2014 12:30

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