Il Bolognino

Lunedì, 09 Novembre 2015 10:34

8 novembre 2015: manifestazione leghisto-fascista a Bologna

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Immagine dei cortei antifascisti, 8 novembre 2015, Bologna Immagine dei cortei antifascisti, 8 novembre 2015, Bologna

8 novembre, in piazza Maggiore a momenti c'erano più bandiere di quanti non fossero i fascio-leghisti, appena poche centinaia contro i quarantamila propagandati dall'ufficio stampa della Lega. Assieme a loro, molti esponenti della destra estrema - appunto fascista - di Casapound, come hanno raccontato le immagini dei molti che sono andati a dare un occhiata alla manifestazione organizzata da Salvini, alla quale hanno partecipato anche Berlusconi e Meloni. 

 

Giornata trasbordante di tensione con più cortei antifascisti, i cui percorsi sono stati bloccati ed i cui partecipanti sono stati ripetutamente senza alcuna ragione caricati dalle forze dell'ordine. Le stesse, che hanno intimato a giornalisti e fotoreporter la censura: ""E' sospesa la libertà d'informazione", come però Twitter e i tweet di molti partecipanti hanno testimoniato eloquentemente.Alla manifestazione c'erano molti nostalgici fascisti

La convinzione e l'implacabile tenacia dei manifestanti anti fascisti è stata premiata a fine giornata, quando hanno conquistato piazza Maggiore, teatro pomeridiano del raduno fascio-leghista. La manifestazione del centrodestra non è piaciuta a Bologna Carlo Garella, partigiano bolognese vivente, solidale con i giovani antifascisti. Un quotidiano bolognese ci riferisce i sentimenti di Carlo Garella, 90 anni, solidale con gli antifascisti in corteo:"Lui quel “Bella ciao” che il coro anti-Salvini urla per le vie di Bologna lui l’ha più combattuto che cantato. Forse è per questo che, con l’entusiasmo di un ragazzino, si è affacciato dalla sua abitazione salutando i ragazzi che passavano sotto la finestra.“Sono comunista dal ’44 – dice Garella, che nella vita ha fatto il costruttore – Ora il Pd deve decidere cosa essere, perché in questo momento è solo un pasticcio”. E su Salvini: “Sono andato a vedere la manifestazione della Lega: mi si è gelato lo stomaco, era una manifestazione fascista bella e buona”.


Dispiace vedere, capire quel che è successo ieri a Bologna. Una riunione che era stata pensata da Matteo Salvini più come un evento mediatico - con l'intento di cavalcare poi gli inevitabili tafferugli che una simile trovata politica avrebbe suscitato - più che un saluto alla "sua" gente. Infatti in piazza c'erano oggettivamente pochi leghisti. Di questi, ancora meno erano quelli di Bologna, molti venivano dal Veneto, e da altre parti dell'Emilia Romagna, per non parlare poi della presenza di altri elettorati: alcuni berlusconiani - pochi anche quelli - e Casapound.

Cagnetto Casapound

Certo, la manifestazione è stata pensata dal segretario della Lega Matteo Salvini sin da principio come un occasione per far parlare di sé, altrimenti la location non sarebbe stata Bologna, da sempre una delle capitali italiane dell'antifascismo, ma sarebbe stata scelta una delle patrie del leghismo più acceso o uno dei tanti luoghi in Italia dove una manifestazione della destra avrebbe riempito la piazza. 

 

Purtroppo per il partigiano Garella, bisogna ricordare che siamo stati governati per 17 anni dall'alleanza Berlusconi + fascisti + leghisti, e che fu lo stesso Berlusconi che sdoganò il ritorno dei fascisti al governo alle idi del 1994, facendo una coalizione con Fini nel centrosud (Il Polo del Buon governo), e con i leghisti nel centronord (il Polo delle Libertà), vincendo così le elezioni per la prima volta. La strategia politica di Berlusconi è poi rimasta sostanzialmente la stessa e sostanzialmente vincente per i 17 anni dopo: tenere unito il centrodestra, cioè Berlusconiani, fascisti (ed ex) e leghisti. Ultimamente le posizioni tra la Lega e Forza Italia sembravano parecchio distanti. Ma Salvini ha capito che senza i voti di Berlusconi e dei fascisti (ed ex) della Meloni, non avrà alcuna speranza contro Pd e M5S. Ecco allora il ritorno al passato, che per il centrodestra italiano - mai stato antifascista, purtroppo - è anche l'unica strada obbligata: la riunione di tutte le destre (o quasi mancano gli alfaniani, che ancora stanno con Renzi, ma c'è tempo), per fare fronte comune e tentare di nuovo di prendere il potere.

Se questo è il campo della destra italiana, ancora nostalgica non solo del leghismo, non solo del berlusconismo, ma perfino del Ventennio, rimane da capire chi rappresenta gli antifascisti che ieri hanno manifestato il loro orgoglio antifa per tutta Bologna. 

Infatti, Pd e M5S, gli altri due grandi partiti e con tutta probabilità, le due compagini che affronteranno il blocco fascio-leghista, non erano ieri, né in piazza con Salvini né - e questo è sintomatico - per le strade con gli antifascisti. 
L'antifascismo e i suoi valori sono elettoralmente poco utili alla politica oggi, ma a quanto pare i valori del fascismo non sono ancora stati rinnegati. 

 

Letto 1396 volte Ultima modifica il Lunedì, 09 Novembre 2015 11:22

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