Il Bolognino

Martedì, 06 Settembre 2016 11:46

La parabola discendente dell'onestà a cinque stelle

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Il partito che più di altri ha fatto come propria bandiera l'onestà e la trasparenza - almeno nelle intenzioni enunciate - cioè il M5S, ha smentito se stesso in modo definitivo.

 

Il M5S romano ha scelto come primo cittadino di Roma una donna, Virginia Raggi, che ha scelto come assessore un indagata per traffico di rifiuti nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale, Muraro. La stessa indagata, già consulente di AMA (azienda municipalizzata per la gestione dei rifiuti solidi urbani del comune di Roma, già commissariata e in forte deficit), era stata suggerita alla sindaca dallo studio di avvocati di Cesare Previti, già primo avvocato difensore di Silvio Berlusconi e suo sodale in molte leggi ad-personam. Sappiamo queste cose perché ce le ha dette la stessa sindaca Raggi. O meglio, non le ha dette a noi, ma le ha dette ieri alla commissione parlamentare sulle Ecomafie che l'ha ascoltata, dopo che la vicenda Muraro era uscita allo scoperto. Nei giorni scorsi, metà delle nomine della Raggi si sono dimesse dal loro incarico dopo appena un mese circa. In ordine se ne vanno il capo di Gabinetto Carla Raineri, il super-assessore al Bilancio e alle Partecipate Marcello Minenna, l’amministratore unico di Ama, fresco di nomina, dopo tutto il penare sui rifiuti, Alessandro Solidoro. A stretto giro  lasciano la municipalizzata dei trasporti Atac il direttore generale Marco Rettighieri e l’amministratore unico Armando Brandolese, che abbandonano la chiacchierata azienda dei mezzi pubblici romana "a causa delle interferenze dell’assessora Linda Meleo". Il caos della giunta Raggi, a due mesi dall'elezione è grande e nasconde almeno un paio di vicende dai torbidi risvolti, andiamo con ordine.

 

La vicenda Anac

La pronuncia dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, aveva dato proprio parere negativo al sindaco Raggi per quanto riguarda alcuni collaboratori: la assessora ai rifiuti, Paola Muraro - che rifiuta di dimettersi, Minenna, assessore al bilancio rimpiazzato poi dalla stessa Raggi, nonché il vertice di Atac, poi dimessosi anch'esso.

L'Anac aveva risposto al sindaco Raggi a una richiesta di un parere su tutte le nomine fatte secondo l’articolo 90 del Testo unico degli enti locali. Raineri, giudice in aspettativa, già a Roma con il commissario Tronca, è una candidatura bocciata da Anac perché Raineri sarebbe dovuta essere nominata ex articolo 90, invece du utilizzato ex articolo 110.


La vicenda Muraro

Paola Muraro, assessore ai rifiuti del comune di Roma, è iscritta nel registro degli indagati dal 21 aprile 2016, quindi ben prima che la sindaca Raggi la scegliesse come proprio assessore. Secondo il reportage di Fiorenza Sarzani del Corriere della Sera, esisteva un accordo illecito tra l'ex dirigenza di Ama e Manlio Cerroni, faccendiere legato al business dello smaltimento di rifiuti. Un accordo segreto che sarebbe stato siglato grazie all'intercessione di Paola Muraro, già consulente AMA per 12 anni. Su questa notizia di reato, il pm Galanti ha iscritto Paola Muraro per abuso d'ufficio e violazione delle norme ambientali nel registro degli indagati il 21 aprile 2016. La vicenda deve ancora arrivare a dibattimento, Paola Muraro ha già affermato di "essere innocente" e di "essere arrivata a conoscenza dell'iscrizione nel registro degli indagati solo a metà luglio". Ovviamente, anche le dichiarazioni della Muraro sono oggetto di indagine per appurare se corrispondano a verità. 


Commissione Ecomafie: Raggi sapeva di Muraro indagata

Sempre in commissione Ecomafie abbiamo appreso ieri, lunedì 5 settembre, che la sindaca Raggi sapeva che Paola Muraro fosse indagata prima di sceglierla come assessore. Tuttavia, nelle scorse settimane la Raggi ha mentito più volte sulla vicenda Muraro dicendo di non sapere che la sua assessora fosse indagata. Ora sappiamo che ha mentito e ha scelto volontariamente un indagata come sua assessora: questo, dal punto di vista prettamente giuridico, non costituisce un illecito. Dal punto di vista politico, per il M5S è una vera e propria bomba atomica scoppiata sotto il cuscino: si ricordi cosa avevano detto i 5stelle di De Luca, e di Penati - poi entrambi prosciolti con formula piena - anch'essi indagati - e non colpevoli, ma agli occhi del Movimento colpevolissimi e quindi "inadatti" e di cui si era chiesta a gran voce le dimissioni. Con la differenza che i suddetti, prima furono eletti da cittadini non indagati e poi vennero indagati. Muraro venne prima indagata e poi scelta per fare l'assessore, e questo è assai peggio in termini di trasparenza amministrativa di quanto sia successo con le vicende Penati e De Luca.


Di Maio e Raggi provano a distrarre l'opinione pubblica

Luigi Di Maio, già responsabile degli affari locali per il M5S, ha provato lo scorso weekend a spostare l'attenzione crescente affermando: "Ci attaccano perché diamo fastidio ai poteri forti", tuttavia il caos interno al M5S romano con una base molto arrabbiata per le vicende Muraro, Minenna e per le bugie della Raggi, ha fatto cambiare registro a Di Maio che ora fa il garantista, ammettendo sommessamente che i poteri forti non c'entrano nulla e che la vicenda è scottante - [Muraro] "È indagata? Non ha ancora ricevuto nessun avviso di garanzia ma il MoVimento nel caso non ha mai fatto sconti a nessuno", correggendo poi il tiro e affermando - "Stiano sereni i detrattori che cercano di azzopparci su questo caso". Sul caso Minenna, Di Maio smentisce Raggi, che aveva detto che tutte le candidature erano prima state vagliate dal Direttori affermando - "L’ho conosciuto solamente quando è diventato assessore". Tornato sulla vicenda Di Maio prova a gettare altra acqua sul fuoco ieri, affermando "La prima cosa è leggere le carte. Io non ho visto le carte e quindi non posso parlare". Raggi invece parla eccome e ieri in serata, dopo che le ripetute sue bugie su Muraro sono venute a galla in commissione Ecomafie, afferma - "vado avanti, non mi fermeranno". Tuttavia ad oggi sono in molti all'interno dello stesso Movimento ad avere dei legittimi dubbi sulla moralità e sull'etica di Virginia Raggi e del suo staff.


Previti e Alemanno

Dalla deposizione di Raggi alla commissione sulle Ecomafie, abbiamo appreso che furono persone interne allo studio Sammarco di Cesare Previti a consigliare a Raggi Paola Muraro come assessore ai rifiuti. Già questo, dal punto di vista politica, dovrebbe scandalizzare quanti all'interno del M5S hanno sempre avversato Berlusconi e dicevano di non essere "ne di sinistra ne di destra" - salvo poi alla prova dei fatti scegliere un sindaco che ha lavorato per lo studio di Previti e che ha scelto come propri collaboratori per Ama e Atac persone già vicine all'amministrazione di destra di Gianni Alemanno, che è giusto ricordarlo, è stata l'amministrazione che ha lasciato mani libere al potere di Mafia Capitale come dimostrato da inchieste tutt'ora in corso e denunciato dal libro inchiesta di Piero Orsatti "Roma Brucia". Tuttavia le commistioni tra il M5S e la destra romana non finiscono qui. Per rimpiazzare il super-assessore al bilancio Marcello Minenna, Virginia Raggi ha scelto il magistrato in pensione Raffaele De Dominicis, che accettando la candidatura in Campidoglio ha affermato: "Ho accettato perché un amico, l'avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho deciso di mettermi a disposizione". Per non parlare della presenza in giunta Raggi di Raffaele Marra, già sodale della Polverini, e storicamente vicino ad Alemanno.
A questo punto sarebbe opportuno che Raggi chiarisse i suoi rapporti non di certo trasparenti con la destra romana e con lo studio Sammarco. 



Conclusioni politiche

Visto e considerato l'atteggiamento giustizialista e per nulla garantista tenuto dai 5 stelle nei confronti degli indagati degli "altri", Pd in primis, e visto che questa mentalità da giustizieri ha portato al M5S molti consensi trasversali, le vicende Raggi, Muraro, Minenna, gettano un ombra pesante sull'etica pubblica del Movimento.
Non è solo questione di Roma come primo grande test per valutare l'affidabilità politica e le competenze del Movimento. Si tratta di capire se il Movimento stesso sia una piramide di menzogne a partire dalla trasparenza e dall'onestà tanto predicata agli altri, quanto non perseguita in casa propria.  
Ora le cose sono due:


1) Il M5S smette di fare le pulci agli altri (al Pd per esempio) e capisce che un indagato non è un condannato e ammette di ESSERE UGUALE A TUTTI GLI ALTRI PARTITI, ripercorrendo in questo senso la nascita della Lega Nord, che fu il partito che applaudiva agli arresti di Tangentopoli, salvo poi essere investito esso stesso in grandi ruberie che ne hanno irremediabilmente compromesso la credibilità pubblica in tema di onestà e trasparenza (si pensi a Belsito fuggito coi soldi, o alle lauree del Trota); oppure


2) Raggi ammette di aver mentito, rassegna le dimissioni e si va al commissariamento di Roma.

Letto 1728 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Settembre 2016 16:52

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