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Venerdì, 30 Settembre 2016 16:52

Sogno "fortissimamente" un Paese normale

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L'Italia è un Paese strano, e lo sappiamo. E' il Paese dove più di tutti gli altri, perfino più che in Russia e USA, non si è mai superata nella società come nella politica, la divisione del mondo in blocchi tipica della Guerra Fredda. Il referendum costituzionale sta polarizzando le opinioni, e sopratutto per quanto riguarda i comitati del No, assume forma di guerriglia politica totale senza esclusione di colpi. 

La sinistra Pd, cioè quella parte di Partito Democratico che da due anni e mezzo a questa parte continua nella sua sterile e masochista lotta contro il proprio eletto segretario, che ad oggi è anche Presidente del Consiglio, è uscita  giovedì 29 settembre, con una dichiarazione che dimostra come loro non siano mai usciti dalla logica che calò sull'Italia nel 45, e che probabilmente ne ha plasmato le menti da giovani. La logica della contrapposizione ideologica tipica dei due blocchi della Guerra Fredda. In risposta al Presidente Renzi, infatti la sinistra Pd ha affermato in coro:

Non si vince coi voti della destra

A quanto pare c'è ancora oggi chi divide l'elettorato in sinistra e destra, ma non solo, chi pensa che l'elettorato non sia tutto composto allo stesso modo da cittadini uguali, ma che un politico possa e debba rivolgersi solo a una parte di elettorato.

 

E' la stessa mentalità di Berlusconi, ormai fiaccato dagli 80 anni compiuti, ma sempre pronto anche lui a dare man forte al No al referendum con lo stesso meschino scopo della sinistra Pd, fare fuori Matteo Renzi. Berlusconi pensionato da Renzi stesso con la manovra del Patto del Nazareno, capendo che restare troppo vicino a Renzi lo avrebbe definitivamente offuscato, decise di scendere in campo per il No al referendum, dopo che i suoi avevano per ben 3 volte in parlamento votato favorevolmente alla Riforma Costituzionale Renzi.

Il suo, come quello della sinistra Pd come quello del M5S è un No al referendum che si nutre di lotta politica, non sta nel merito della questione: sostanzialmente della Costituzione non gliene può fregar di meno. E' un No tutto politico che ha l'obiettivo sbagliato di credere che un Referendum sia l'equivalente di elezioni politiche, con il quale "mandare a casa Renzi".


Berlusconi, ha fatto propria quest'ottica di contrapposizione politica che lo ha reso importante e con la quale è riuscito a compattare tutta la destra e a vincere. In passato in più occasioni nei suoi quasi 17 anni di governo lo disse molte volte. Lui governava per il "suo" popolo, che aveva votato lui e Forza Italia. Non è mai stato il Presidente di tutti gli italiani, ma solo di una parte, possibilmente contrapposta all'altra. L'Italia delle partite Iva contro l'Italia dei lavoratori dipendenti, l'Italia degli imprenditori contro l'Italia dei lavoratori, l'Italia degli evasori contro l'Italia dei "coglioni" (parole sue) - cioè quelli che pagano le tasse e votano "a sinistra".



La stessa mentalità, epurata dalle stanche categorie di Sinistra e Destra è la mentalità e il modus operandi del M5S fin dalle sue origini col VaffaDay. Mandare a fanculo chi non la pensa come noi, chi è percepito come causa di tutti i nostri problemi perché è il problema dell'Italia, è il corrotto, è il malvagio, è quello che fa le scie chimiche e che sostiene i politici. Un nemico da combattere con ogni mezzo, anche mentendo, come fa DiBattista, in continuazione, vedere qui per credere. La menzogna come arma politica contro il nemico, non contro l'avversario. Un modo di ragionare veramente infantile. E molto auto-assolutorio: i problemi li creano sempre gli altri, mai noi stessi. Quasi da asilo Mariuccia. 



La contrapposizione è il modo in cui ragionano da sempre i dittatori: una parte della popolazione sta con loro, e l'altra parte è il nemico, da annientare.



Matteo Renzi, reo agli occhi di tutti gli italiani che ragionano così, di smentire radicalmente con i fatti e con le dichiarazioni questa contrapposizione frontale, aveva infatti affermato ciò che per lui - e per i principali professori di scienza politica - è una realtà banale ma evidente: "si vince con i voti della destra", banale, ma rivoluzionario per l'Italia che non ha mai superato la Guerra Fredda

Con quel "voti della destra" il Presidente Renzi sottintende che il suo Pd deve puntare ai voti degli "altri", che lui non vede come nemico, ma come un cittadino uguale a quello che vota Pd. Da convincere, non da combattere. Un aria totalmente nuova in Italia, che spazza via le nuvole di un oppressione straniera che prendeva il nome di Guerra Fredda, e che non sembra mai essere appartenuta a Renzi.


Renzi non ha mai voluto essere un Presidente di sinistra. Semmai un "Presidente che fa ciò che promette" (inciso suo), non un Presidente di parte quindi. Non assimilabile come comportamento a quelli che lo hanno preceduto. Questo ha indispettito fin da subito la sinistra radicale e il M5S che ha subito percepito questo suo "rivolgersi a tutti" come letale per il M5S che opera nello stesso modo.


Renzi, però, a differenza dei membri del Direttorio Cinque Stelle e di Grillo e Casaleggio è stato eletto in modo democratico due volte: una nel suo partito, dove ottenne la maggioranza dei delegati e divenne segretario spodestando i D'Alema e i Bersani, che da allora gli hanno giurato vendetta. La seconda volta, di lì a poco, con il crollo del governo Letta, Renzi ha preso il suo posto, facendosi eleggere dal Parlamento, come è normale sia in una democrazia parlamentare come la nostra, dove è bene ricordarlo sempre noi elettori non votiamo il Presidente del Consiglio, ma il Parlamento. 


La riforma costituzionale Renzi non modifica affatto questo impianto istituzionale originario, ne modifica la prima parte della costituzione - la più bella del mondo - come in modo autoreferenziale la definiamo noi italiani.  Quello che potrebbe cambiare radicalmente dopo il 4 dicembre se dovesse vincere il SI, è l'affermazione di un nuovo modo di fare politica e finalmente il superamento della contrapposizione della Guerra Fredda. Aria fresca per l'Italia.


Personalmente sogno un Italia in cui persone "di sinistra" possano frequentare persone "di destra" e viceversa senza che questo sia un eccezione. Sogno un Italia dove la politica non sia quotidiana guerra civile tra fazioni, una lotta continua che ha così tanto danneggiato la politica in Italia facendo allontanare molti cittadini. Sogno un Italia dove sia normale avere un Presidente e poterlo valutare in baso a ciò che fa, e non in base a ciò che è o al partito rappresenta. Sogno, fortissimamente sogno. Sogno di vivere infine in un Paese normale. Spero di poter vedere l'alba di questa nuova Italia.

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