Il Bolognino

Mercoledì, 15 Febbraio 2012 00:00

Fiom in piazza per un welfare meno diseguale

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Maurizio Landini, segretario Fiom Maurizio Landini, segretario Fiom

La Fiom promuove l'ennesima manifestazione nazionale in difesa dei diritti dei lavoratori. L'appuntamento è stato spostato causa maltempo dall'11 al 18 febbraio. L'attacco ai diritti è ormai palese, ma pare non interessare chi ne sarà colpito, ovvero la maggioranza della classe lavoratrice italiana che nicchia nel prendere coscienza. Maurizio Landini, nella conferenza stampa dello scorso 7 febbraio ha ribadito che la Fiom sfilerà a Roma non solo per difendere l'articolo 18 ma anche estenderlo.

 Il sindacato dei metalmeccanici pare conscio del fatto che 3 milioni di lavoratori, per la maggior parte giovani, sono esclusi dalle tutele dello Statuto dei lavoratori de facto grazie alla precarietà. «Democrazia al lavoro (il nome della manifestazione n.d.r) perché quando si attaccano i diritti – spiega Landini - inevitabilmente si attacca la democrazia. Il problema è estendere diritti a chi non li ha, ridurre le forme di precarietà, e mantenere l'articolo 18 è precondizione per ridurre la precarietà. Bisogna aprire all'idea di reddito di cittadinanza, facendo costare il lavoro a tempo determinato di più di quello a tempo indeterminato», ha concluso. Fiom sta assumendo nella realtà un ruolo che è molto più ampio del proprio. Infatti, non solo difende i diritti sindacali degli operai metalmeccanici, ma ora si pone a baluardo di difesa dei diritti di tutti. Tale compito spetterebbe alle confederazioni Cigl e Cisl Uil, se queste ultime non fossero ormai assolutamente appiattite sulle posizioni confindustriali, quasi a rasentare una situazione di “sindacati gialli”. Togliere i diritti a chi li ha già, certamente non risolverà la dualità del sistema lavorativo italiano, ne farà si che noi giovani otteniamo più diritti. Una ricerca di comparazione tra i sistemi di welfare state in Europa, compiuta dal professor Gianluca Busilacchi per Linkiesta,(vedi qr mode) mostra chiaramente come in numerosi paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna esistano un insieme di misure assistenziali per gli inoccupati, cioè per coloro che in Italia sono esclusi dalle protezioni sociali e che vengono espulsi dal mondo del lavoro a seguito della fine di un contratto precario. Queste misure completano le indennità tradizionali come la cig o il sussidio di disoccupazione e vengono spesso affiancate da strumenti per il lavoratore come formazione continua e iscrizione obbligatoria ai servizi di ricerca lavoro. Infine, in tutti i paesi europei esiste il paracadute del salario minimo di cittadinanza, con l'eccezione di Ungheria, Grecia e appunto... Italia.

Letto 1243 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Marzo 2012 13:48

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