Il Bolognino

Lunedì, 07 Gennaio 2013 14:56

La giunta Merola spende mezzo milione di € per affossare il referendum

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Virginio Merola, sindaco di Bologna ha deciso di proseguire con l'impostazione anti-referendaria e pro finanziamenti alle scuole confessionali, che la sua amministrazione ha finora incarnato.

 

L'accorpamento tra Referendum e elezioni legislative avrebbe permesso la Comune di Bologna di risparmiare ben 534mila euro, la stima è stata fatta dal consigliere M5S Marco Piazza. Oggi Merola ha messo la pietra tombale sull'accorpamento e fatto l'ultimo tentativo di far fallire il referendum sui finanziamenti comunali alle scuole per l'infanzia. Il segretario generale del Comune Luca Uguccioni adduce motivazioni tecniche, già precedentemente smentite da insigni giurisiti e Merola con lui: "Non posso interpretare altrimenti uno statuto che vieta l’accorpamento. Chi dice il contrario come i referendari dice falsità. Tutto il resto sono ossessioni ideologiche. Il referendum si farà, ma il 26 maggio prossimo”. Lo Statuto del Comune non vieta però l'accorpamento tra un referendum comunale e elezioni legislative, ma tra un referendum comunale ed elezioni comunali. Merola mente.

Sinistra Ecologia e Libertà - che sostiene il referendum - ha parlato di "occasione persa", tuttavia si tratta di una questione assai più profonda che divide i due "alleati". E' la questione della laicità dello Stato.

Partito democratico e Sel formano il governo cittadino e si presentano uniti anche alle legislative del 24 e 25 febbraio, ma le politiche dei due alleati sono assolutamente divergenti sulla scuola pubblica e sul grande tema della laicità dello Stato. Il Pd, e con esso la giunta Merola sono da sempre strenui oppositori del referendum sullle scuole paritarie promosso e ottenuto a suon di migliaia di firme da Comitato Articolo 33. I soldi comunali alle scuole dell'infanzia private non si toccano, bisogna perciò sabotare il referendum, che seppure solo consultivo, potrebbe - qualora si concretizzasse - dimostrare che c'è una buona fetta di bolognesi che non vuole che i soldi pubblici per la scuola vengano dirottati su scuole non pubbliche, "paritarie" o private che dir si voglia.

Merola ha perciò deciso stamattina di tentare di affondare politicamente il referendum che 13 mila cittadini hanno chiesto di celebrare. L'obiettivo della giunta Merola, è in linea con la linea politica locale e nazionale del Pd, sempre molto attento a violare la Costituzione quando si parla di finanziamenti pubblici ai privati, specialmente al privato sociale, come testimonia l'emendamento milionario fatto passare dal Pd all'ultima finanziaria del governo Monti. L'asse a favore della progressiva distruzione della scuola pubblica, laica libera e gratuita, va dal Pd al Pdl con la benedizione della Curia a livello bolognese, e della Cei e del Vaticano a livello nazionale. 


Il tema della laicità dello stato può essere fortemente divisivo e foriero della precoce fine del futuro e probabile governo di centro sinistra a livello nazionale, dopo le legislative del 24-25 febbraio 2013. Intanto la strategia del Pd e della giunta almeno a Bologna è procastinare lo scontro con Sel e con la società civile dopo febbraio e precisamente a dopo il 26 maggio.

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