Il Bolognino

Mercoledì, 16 Gennaio 2013 16:14

Berlusconi rischia l'espulsione dal Ppe

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Il Cavaliere rischia l'espulsione dal Ppe, secondo il "precedente Schüssel". O meglio, è il suo intero partito personale, il Pdl a essere sotto l'occhio attento dei "colleghi" del Partito popolare europeo - è il grande rasseblement, contenitore dei partiti conservatori, moderati ma europeisti d'Europa. 


E' sempre stato fregio del partito personale dei berluscones italiani quello di fare parte dei popolari europei, e con quell'etichetta potersi definire europeisti e moderati. Chiunque sa che non c'è mai stato nulla di moderato nel partito di Berlusconi e che chiamarlo partito è azzardato, proprio per via dello strapotere del leader fondatore e unico candidato alla presidenza del Consiglio, il Cavaliere. Proprio quest'ultimo motivo, cioè l'essere un partito personalistico, ha finalmente smosso il Ppe, come afferma il capogruppo Joseph Daul, a margine di una conferenza stampa a Strasburgo: "Faremo la sintesi dopo le elezioni. Un partito è un partito, non è un uomo".

 

Angela Merkel è stata la fautrice della spinta europea che ha fatto cadere l'ultimo governo Berlusconi nel 2011, dopo che quest'ultimo la aveva definita "culona inchiavabile". Il Colle ha poi di seguito smentito lo scoop del Wall Street Journal, non perché non fosse vero, ma per opportunità politica. 


L'Europa, anche quella di ideologia conservatrice, vede come fumo negli occhi la figura di Berlusconi, sia come uomo sia come politico. Abbiamo potuto assistere al grande spregio e dileggio nei confronti dell'Italia e dello stesso Berlusconi, quando quest'ultimo s'è ri-candidato alla guida del nostro Paese due mesi fa. il Kapò, le leggi ad-personam, le imbarazzanti performance del Cavaliere in Europa e alle riunione del G8, sono ormai storiche, ma non sono state dimenticate fuori d'Italia. Proprio per questo membri del Ppe hanno chiesto da subito che lo stesso premier uscente Mario Monti, che gode di grande credito in Europa, si candidasse, per fare da argine all'impresentabile Berlusconi. Daul mette a verbale un nuovo, inequivoco endorsement: "Il candidato del Ppe è il signor Monti. Ma, come sempre in Italia, la situazione è molto complicata, perché abbiamo anche l'Udc e il partito di Berlusconi. Che sono tutti membri del Ppe".


Daul sottolinea quello che per gli altri europei è cosa ormai assodata, ma che in Italia nessuno vuole comunicare: la destra in Italia è sempre stata un caso anomalo tra le destre europee. I partiti di destra in Europa hanno profili molto più liberali e i loro programmi elettorali sono molto più simili a quelli del Pd che non a quelli del Pdl e nessuno oserebbe mai avere contiguità con partiti che si richiamano esplicitamente al fascismo (o al nazismo), cosa che invece Berlusconi ha sempre fatto e continua a fare tutt'ora. Nella sua coalizione figurano infatti partiti come La Destra e Fratelli d'Italia, dei quali, molti esponenti furono legati all'ideologia della dittatura fascista. 

 

Tuttavia la campagna elettorale marcatamente anti-euro di Berlusconi e di parti consistenti del Pdl, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del Ppe. Infatti il Ppe, è il maggiore fautore e sostenitore delle politiche di austerità che hanno messo in ginocchio l'Europa mediterranea, Grecia e Portogallo prima, ora Spagna e Italia. La politica dell'austerity, nonostante abbia dimostrato abbondantemente di aver aggravato e prolungato la crisi economica in Europa, è ancora fondamento della politica neoliberista del Ppe e della Cdu, il più importante partito che la compone, con a capo, la canceliera tedesca Angela Merkel.

  

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