Il Bolognino

Mercoledì, 15 Febbraio 2012 00:00

La crisi colpisce Bologna

Scritto da 
Bologna Bologna

Bologna vive la crisi della propria economia reale, al pari di altri luoghi in Italia, ma forse con effetti più duri, anche se taciuti. Ma altrove il capitalismo sta benissimo, anzi fiorisce. I capitali stanno lasciando l'Italia, il processo di de-industrializzazione è in fase avanzata anche a Bologna e provincia. Le imprese manifatturiere, che producono ricchezza reale, stanno chiudendo una dopo l'altra e si trasferiscono altrove. Ricordiamo la cassa integrazione alla storica Breda Menarini, la chiusura della Moto Morini, i tagli alla Yamaha e le lotte dei lavoratori della Verlicchi.

Bologna vive la crisi della propria economia reale, al pari di altri luoghi in Italia, ma forse con effetti più duri, anche se taciuti. Ma altrove il capitalismo sta benissimo, anzi fiorisce. I capitali stanno lasciando l'Italia, il processo di de-industrializzazione è in fase avanzata anche a Bologna e provincia. Le imprese manifatturiere, che producono ricchezza reale, stanno chiudendo una dopo l'altra e si trasferiscono altrove. Ricordiamo la cassa integrazione alla storica Breda Menarini, la chiusura della Moto Morini, i tagli alla Yamaha e le lotte dei lavoratori della Verlicchi.

Secondo un rapporto Cisl, i disoccupati in provincia di Bologna sono cresciuti del 70% negli ultimi 5 anni, oltrepassando quota 70mila. Va male per i giovani, fra cui crescono gli iscritti ai centri per l'impiego (+40% rispetto al 2006, per un totale di 26.400 iscritti). A tutto ciò si somma la precarietà: fra le assunzioni effettuate nei primi sei mesi dell'anno, i contratti a tempo indeterminato sono stati meno del 16%. Aumentano i contratti a tempo determinato, a Co.co.co., a progetto e in somministrazione. Aumenta la precarietà. E' evidente che manca una politica industriale e sopratutto un progetto, una visione di futuro complessiva che il governo precedente e le destre non hanno mai avuto e che questo non può avere perché a breve scadenza. Non è solo questione di essere indignati, arrabbiati perché non si trova lavoro, perché non si hanno prospettive. Cresce in noi la presa di coscienza che sono stati proprio i rappresentanti degli interessi sociali, i sindacati confederali in primis, a non difendere i diritti dei lavoratori e ad accettare per tutti gli anni 90 la menzogna che maggiore flessibilità avrebbe dato produttività. Per questo la ritrovata unità sindacale di lunedì 12 dicembre non è l'inizio di un percorso diverso, ma solo un caso. Non c'è la volontà politica ne sindacale di puntare su un progresso che metta al centro le risorse umane. Si punta tutto sulla compressione dei salari e dei costi e non a investire nell'unica strada percorribile, cioè l'innovazione di processo. Paul Krugman, premio nobel per l'economia, ha definito il liberismo come “l'ideologia perdente più vincente”. E lo abbiamo visto a Durban, dove non si sono volute fermare le emissioni di gas tossici nell'atmosfera per non fermare lo sviluppo dei paesi Bric e per volontà degli Usa, così come lo vediamo nella lettera Bce all'Italia e nell'accordo sui nuovi trattati Ue raggiunto tra le potenze europee la scorsa settimana.

Letto 3166 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Marzo 2012 23:19

Potrebbe interessarti anche:

  • La lontananza tra working class e riformisti in Francia e Italia

    C'è un filo che lega Italia e Francia. Non è solo la comune identità romanza, l'amore per il vino, le belle donne, l'arte e la cultura. Si tratta di una dinamica politica molto simile, dove pare rinascere e riprendere vigore la teoria politica della maggiore possibilità di vittoria se si occupa lo spazio politico detto centro. Macron, da ieri sera il più giovane Presidente della Repubblica Francese, ne è un indizio.

  • 1° Maggio, sindacato dove sei?

    Se i sindacati usassero il 1° Maggio per capire i propri errori invece di fare il Concertone, forse, sarebbe meglio per tutti. La butto là come riflessione, non come polemica, ma come critica costruttiva. Sopratutto alla luce del fatto che la produttività del settore privato italiano è pari a quella di Francia e Germania, le ore lavorate sono 1/3 in più, ma gli stipendi sono la metà.

  • Capire il problema lavoro significa amministrare il presente

    Poletti, Fornero o Sacconi, a quanto pare non possiamo avere dei ministri del lavoro capaci di benché minima empatia nei confronti dei giovani italiani senza lavoro.

Commenti   

 
Смотреть Н
0 #1 Смотреть Н 2015-03-06 00:40
Смотреть онлайн бесплатно 5 канал можно на нашем
проекте. Смотреть Нтв Онлайн Прямая Трансляция: http://xn----ctbk1acjofgfc4j.xn--p1ai/
Citazione | Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Dove ci porta l'UE

Memoria Collettiva

La voce di Bologna

  • Vaccini tra paure e realtà, la serata
    Scritto da

    L'iniziativa “Vaccini tra paure e realtà” promossa dall'associazione ‘Minerva Associazione di Divulgazione” e dal blog ‘Bufale un tanto al chilo’, si terrà sabato 21 Marzo alle ore 20.45 presso lasala sala consigliare Cenerini del quartiere Saragozza. Noi de ilbolognino.info segnaliamo ...

    Mercoledì, 18 Marzo 2015 15:31 in Bologna

Multimedia

  • Fuori Tempi 4x20 finale stagione

    Paolo Perini, in collaborazione con Ipn e ilbolognino.info, con questa ultima puntata salutano gli appassionati e gli ascoltatori cogliendo l’occasione per una breve analisi dei fatti politici più importanti che abbiamo seguito in questa Quarta stagione di Fuori Tempi, a cavallo tra la seconda parte del 2014 e il 2015.

    Ho scelto per voi di ricordare e di approfondire, come ...

Questo sito utilizza cookies e tecnologie simili, anche di terze parti. Proseguendo accetti l'utilizzo dei cookies nel tuo browser Voglio saperne di più