Il Bolognino

Martedì, 18 Gennaio 2011 00:00

Lettera dal comitato Acqua bene comune

Scritto da  Andrea Caselli
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Il Presidente della Provincia di Bologna ha approvato con piglio decisionista ed autoritario le nuove tariffe idriche e la nuova convenzione con HERA per il quinquennio 2011-2015. Tutto in “zona Cesarini” a pochi giorni dallo scioglimento di ATO Bologna a causa della nuova legge regionale approvata anch’essa il 22 dicembre 2012. A sei mesi dal referendum vittorioso per l’acqua pubblica e per togliere il profitto dalla bolletta, i sindaci hanno deciso di non applicare le conseguenze legali del referendum. Resta la remunerazione del capitale e per il futuro si introduce una nuova voce (inesistente nella normativa) che va sotto il nome di “Oneri finanziari”.

Le tariffe inoltre subiscono un consistente aumento(circa il 32%) nel quinquennio a causa del pagamento ad HERA dei mancati introiti dei tre anni precedenti causati dai minori consumi di acqua (circa 40 milioni di €). Dal 14 giugno abbiamo richiesto per iscritto almeno due volte di essere coinvolti nella discussione come comitati… inutilmente. CGIL-CISL-UIL sono state incontrate due giorni prima ed hanno espresso parere contrario. Ma se sul secondo referendum le cose vanno così ed in attesa che l’autorithy nazionale per energia e gas metta una pietra tombale su di esso, sfornando l’ennesima norma truffa , sul primo referendum assistiamo ad una raffica di provvedimenti legislativi. Prima ci ha pensato Berlusconi con la manovra estiva riproponendo il decreto Ronchi quasi alla lettera sui servizi pubblici locali (esclusa l’acqua) nonostante l’abrogazione referendaria.

Ora ci riprova Monti che dopo avere confermato l’operato di Berlusconi con il decreto “liberalizzazioni”, tenta di impedire l’esperienza di Napoli, cioè la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico. Si vieta cioè l’utilizzo di Aziende Speciali di diritto pubblico : col referendum in ossequio alla normativa europea erano di nuovo possibili tutte le forme di gestione fra le quali quella pubblica, se passasse il decreto di Monti ciò sarebbe (quasi) impossibile. Quindi l’attacco al referendum ed alla democrazia si dispiega a 360° …..ma oggi incontra la capacità del movimento dell’acqua di reagire, di difendere il risultato referendario, di contrattaccare. Dai presidi di questi giorni davanti alle prefetture, l’attivazione di campagne informative, al lancio della campagna di “obbedienza civile” che toglie la “remunerazione” dalla bolletta . Tornano in campo quei

4 milioni di cittadini che hanno partecipato attivamente alla campagna referendaria per difendere il diritto di 27 milioni di votanti.

Per dire che dalla crisi si esce solo democraticamente, contro il sistema finanziario e liberista, per i

diritti, con la gestione partecipata da lavoratori e utenti dei Beni Comuni sul territorio, a partire dall’acqua.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

 

Bologna, 18 gennaio 2012

Andrea Caselli, Forum movimenti per l'acqua pubblica Bologna

Letto 1495 volte Ultima modifica il Domenica, 18 Marzo 2012 19:49

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