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Sabato, 19 Dicembre 2015 12:56

Appello a Mentana: stasera niente megafono per Gelli

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Stasera la trasmissione de La7 “Bersaglio mobile” farà vedere ed ascoltare ai telespettatori l'ultima intervista rilasciata da Licio Gelli, di cui il Tg7 ha dato una breve anticipazione. A mio parere è vergognoso che, persino da cadavere, si conceda un megafono ad un tale delinquente.

Dispiace dirlo, caro Mentana, ma un giornalismo dignitoso dovrebbe dare voce ai fatti, ai testimoni, alle fonti. E, in questo caso, ai familiari delle vittime dell'eversione. Non certo ai carnefici. Specie se non pentiti ed impuniti.

 

Sì, carnefici. Perché – è bene ricordarlo – la commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2 dimostrò la responsabilità della P2 nell'organizzazione della strage dell'Italicus, affidata alla manovalanza neofascista toscana. A dimostrazione che la verità storica non passa solo attraverso le sentenze. Come non bastasse, quando le sentenze definitive ci sono (vedi la strage di Bologna e, recentissimamente, quella di Brescia), nessuno si assume la responsabilità di raccontarne il contenuto ai cittadini-telespettatori: lo scorso luglio la condanna all'ergastolo degli ordinovisti veneti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte è stata trattata - da tutti - come una marginale notizia estiva.

 

C'è un problema di inciviltà in questo modo di fare informazione. Finché il “signor P2” era in vita, si è tollerato persino che conducesse una sua trasmissione (nel 2008, su Odeon tv); ora che è morto gli si dà la patente di “fonte”. Nonostante, in tempi non sospetti, la magistratura gli consegnò la patente di bugiardo: fu condannato a 10 anni di carcere per calunnia aggravata, per aver depistato le indagini sulla strage del 2 agosto 80. Che razza di fonte è questa? Che dignità giornalistica ha questa vetrina televisiva post mortem?

 

E non si dica che, in fin dei conti, le parole di Gelli saranno commentate e criticate, in studio, da svariati opinionisti. I meccanismi della comunicazione sono noti: è il contraddittorio durante l'intervista (e non dopo) che fa la differenza. Ma questo contraddittorio non ci sarà. Anche perché Gelli, altrimenti, non si sarebbe fatto intervistare.

 

Detto questo voi telegiornalisti avete il diritto di fare le vostre scelte. Purtroppo i familiari delle vittime (e tutti i cittadini che, più o meno consapevolemnte, hanno subito i danni irreparabili che Gelli e i suoi complici hanno provocato all'Italia) non hanno il diritto di essere rispettati. Tutto ciò non è una novità. Ma continua a non essere accettabile.

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