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Venerdì, 08 Luglio 2016 16:13

Strage di Bologna, il giudice priore e l'ingiustizia a orologeria

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Basta, non se ne può più. Si dice che, se sbagliare è umano, perseverare sarebbe diabolico. A prima vista non si direbbe che Rosario Priore possieda fattezze luciferine. Eppure l’insistenza di questo magistrato che, da sei anni a questa parte, non perde occasione per ravvivare, a mezzo stampa, il dolore dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, è umanamente incomprensibile.

 

Nel suo nuovo libro, I segreti di Bologna, strage-di-bologna-361x540infatti, mette apertamente in discussione la sentenza di condanna dei neofascisti romani MambroFioravanti e Luigi Ciavardini per la strage del 2 agosto 1980. Già nel 2011 mi occupai delle infelici esternazioni di Priore. La cosa più curiosa e, a dire il vero, fastidiosa, è che gli evocatori di piste internazionali per Bologna non vengono mai tacciati di “dietrologia“; come accade invece a chi mette in discussione, per esempio, la verità ufficiale sull’omicidio Pasolini o sul caso Moro. E’ bene pertanto ricordare a tutti, come ha giustamente fatto Paolo Bolognesi (che per questo sì è, meritoriamente, battuto più di chiunque altro), che da qualche giorno esiste il reato di depistaggio: la magistratura ora ha l’obbligo di perseguire i diffusori di menzogne. Nel frattempo una stampa libera avrebbe il dovere di aiutare i cittadini a distinguere i fatti accertati dalle opinioni infondate.

 

Il giudice Priore di fatto ripropone le stesse tesi – ripetutamente vagliate ed archiviate, anche di recente, dalla Magistratura – a lungo propagandate da Gelli, Cossiga, i Nar e i loro amici come il “post-fascista” Enzo Raisi. Niente di nuovo sotto il sole. Da 36 anni al depistaggio delle indagini si è affiancato un costante depistaggio dell’opinione pubblica. Un comportamento che, con vergognoso cinismo, sfrutta metodologicamente l’avvicinarsi di ogni 2 agosto, spargendo veleni e offendendo una città che – mentre Mambro e Fioravanti sono liberi da anni, nonostante i loro 15 ergastoli – sta ancora aspettando di conoscerei nomi dei mandanti. Una ingiustizia ad orologeria, che sistematicamente scatta verso la metà di luglio.

La sanzione minima, per quelli come Priore, sarebbe non essere mai più accolti a Bologna. E non comprare i loro libri. 

 
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