Il Bolognino

Mercoledì, 24 Aprile 2019 15:52

Vorrei un 25 Aprile di tutti

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Il 25 Aprile è purtroppo una festa che ancora oggi divide invece di unire, lo si deve alla nostra storia patria travagliata ma anche e soprattutto al secondo dopoguerra.

 

Laddove in Germania e in altri Paesi europei si procedette alla de-nazificazione e de- fascistizzazione dei luoghi di lavoro e della società, da noi si gettò tutto dietro alla schiena e non si fece mai comprendere all'italiano medio di essere stato complice di uno dei regimi peggiori della storia europea con il suo sostegno entusiasta al fascismo e a Mussolini. Oggi il cittadino medio, lo raccontano tutti i giorni le cronache, è ancora affascinato dall'uomo forte che risolve i problemi in spregio alle regole, è ancora affascinato da una spiegazione semplicistica della realtà dove ci sono da una parte noi e dall'altra un indistinto loro da rispedire a casa, o peggio da distruggere. Questo è stato possibile grazie alla pessima gestione del dopoguerra, dove le persone di potere durante il regime rimasero in sella anche dopo la fine del fascismo, non pagando per il proprio sostegno al Fascismo (la storia racconta che solo la Magistratura fece pulizia nel proprio corpo). In Francia molti Presidenti di destra, oltre al socialista Mitterrand, hanno ammesso e ricordato le colpe di tutti i francesi nei confronti degli ebrei e dei perseguitati della Shoah. Aspetto con trepidazione il giorno in cui sarà fatta la stessa cosa anche in Italia. Dove finalmente una destra epurata dal male della nostalgia per il regime dittatoriale e disastroso fascista, possa finalmente e pienamente riconoscersi nei valori della Costituzione senza se e senza ma e senza tirare in mezzo altre dittature di altri colori politici o le foibe, che con la Liberazione non c'entrano nulla.

 

Il 25 Aprile è la festa in cui si ricordano le gesta di una piccola minoranza di italiani e italiane, giovani e coraggiosi, che combatterono per donare a tutti noi la libertà di cui godiamo. E lo fecero senza interessi personali, rischiando tutto.

È la festa in cui si ricordano delle persone coraggiose e giuste.

E in cui bisognerà prima o poi ammettere che come italiani tutti noi portiamo addosso parte di colpa storica per aver voluto, sostenuto e favorito un regime che ha costruito la repressione in casa e la Shoah in Italia e in Europa.

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