Il Bolognino

Martedì, 03 Aprile 2012 13:28

Il Pd fa la festa alla Fiom (e ai lavoratori)

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Sulla bacheca audace l'Unità Sulla bacheca audace l'Unità l'Unità, Sergio Staino

«Sulla bacheca audace l'Unità», la serata organizzata ieri dal Pd bolognese e dalla redazione dello storico quotidiano della sinistra italiana al teatro Duse hanno smosso in me sopite riflessioni, ero felice per la Fiom, entusiasta per i cantautori che toccavano il mio cuore ma il mio senso critico mi pungeva.

L'emozionante prof Vecchioni, il sagace Simone Cristicchi, intellettuali come Moni Ovadia hanno allietato una serata dedicata alla Fiom, recentemente riammessa nello stabilimento Magneti Marelli di Crevalcore, del gruppo Fiat, esclusa dal nuovo contratto aziendale stile Pomigliano voluto dal Ceo Marchionne ed esteso a tutto il gruppo. Sul palco tra gli altri Alessandro Benvenuti, Modena City Ramblers, Tetes de Bois, Bandabardò, Gualtiero Bertelli, Leo Brizzi, Maria Grazia Campus e Alessio Lega, oltre al sindaco Virgino Merola e al direttore dell'Unità, Claudio Sarto. Questi erano i nomi di richiamo, ma la serata voleva mettere al centro i lavoratori come Tolomelli, delegato Fiom alla Ex Weber tra il 1969 e il 1984, «arrabbiato ma affatto sorpreso rispetto alla prepotenza dei padroni», e Daria Mariucci, una dei sette ex delegati delle tute blu della Cgil cacciati dalla Magneti Marelli, forte della sentenza bolognese che condanna l’azienda del gruppo del Lingotto per comportamento antisindacale.

Tuttavia se la Fiom difende effettivamente i diritti basilari dei lavoratori contro le angherie perpetrate dalla volontà di Marchionne e il Pd appoggia la Fiom contro Marchionne, ma il Pd è al tempo stesso uno dei partiti su cui si regge l'esecutivo di Mario Monti, lo stesso Monti che si schierò apertamente con Marchionne non appena quest'ultimo inaugurò il nuovo contratto Fiat, e per giunta salutò i nuovi contratti aziendali sfruttatori come un importante riforma, capite anche voi che dev'esserci un grosso cortocircuito.

Il Pd tiene il piede in due scarpe. Da un lato organizza serate per festeggiare la decisione di un giudice del reintegro della Fiom, cioè di un sindacato, ingiustamente escluso dalla possibilità di rappresentanza su un luogo di lavoro. Dall'altra però lo stesso Pd sostiene un governo che è in assoluta continuità ideologica e programmatica con quanti, come Marchionne, vogliono levare i diritti dei lavoratori e aumentare l'intensità del lavoro: riducendo le pause raddoppiando gli straodinari punendo i lavoratori se fanno sciopero non pagando il periodo maternità alle lavoratrici ed escludendo i sindacati scomodi che non si sono piegati a firmare tutto questo, come la Fiom.

L'Unità rientra perciò alla Magneti Marelli di Bologna, così come rientra la Fiom, i cui sindacalisti erano stati allontanati per contratto, un contratto che discrimina, che viola i principali diritti fondamentali e che tuttavia lo stesso Pd ha fatto passare sotto traccia, facendo passare quell'assurdità giuridica che un contratto aziendale come quello della Newco Fiat, possa superare la i contratti nazionali ma anche le stesse leggi e addirittura la Costituzione. L'Articolo 1 della Costituzione e l'art 39, sulla libertà sindacale, per la precisione. L'iniziativa del Pd perciò sarebbe pregevole se non fosse che lo stesso è il partito politico espressione di quello che il professor Riccardo Bellofiore ha identificato come social liberismo. La vicenda Fiat – Fiom infatti altro non è se non l'implementazione dei dettami neo liberisti alla cultura del lavoro italiano. Il neo liberismo si è imposto nel mondo a partire dagli anni '70-'80 dello scorso secolo e si è affermato negli anni '90 diventando la cifra di pensiero economico non solo della destra ma anche della sinistra tradizionale, quella ex comunista che fa parte del partito socialista europeo. Il neoliberismo è stato certo liberista contro il lavoro, contro il welfare a favore della finanza. Il social liberismo di cui si è fatto interprete prima il partito Pds - Ds, diretto discendente del PCI, poi anche il PD, è la risposta del socialismo europeo al liberismo di destra. Il social liberismo ha alcuni dogmi: liberizzazione dei beni e servizi (ricordate le “lenzuolate” dell'allora ministro Bersani? O la privatizzazione dei servizi pubblici locali della Lanzillotta in pieno Gov Prodi?) fondata sul presupposto mitologico della concorrenza come regolatore dei monopoli, visione che, ci siamo accorti ora, è stata smentita nei fatti con bollette sempre più esose, monopoli sempre più saldi, benzina a 2€ il litro. Il social liberismo vorrebbe piegare – come spiega Bellofiore – la finanza mondiale ad una regolamentazione statuale, cosa che non è mai successa e mai avverrà, per poi magari redistribuire le briciole dei profitti tra tutti noi. Il riferimento teorico e ideologico del Pd e del socialismo europeo è lo stesso del neo liberismo. Il problema è che, anche a sinistra del Pd, non si è ormai più messo in discussione questo neoliberismo consumista che ha svenduto tutte le più importanti aziende del Paese, che ha precarizzato la società con la balla della flessibilità, che ha ucciso le giovani generazioni, che ora vuole togliere tutti i diritti anche a chi li ha già, come l'articolo 18 ma non solo.

La cosa più grave tuttavia è il fatto che il neo liberismo & il socialiberismo hanno imposto nuovi valori universali come il profitto a tutti i costi. Profitto che ora vale di più della vita umana. L'involuzione carpiata dal PCI al Pd è perciò stata notevole sopratutto nella politica e nell'ideologia di riferimento. Con un piccolo particolare di enorme importanza. A Bologna e nelle regioni “rosse” l'elettorato del social liberista PD è grosso modo lo stesso che fu del comunista PCI. Da rossi comunisti a yuppies della finanza internazionale, però con l'accortezza di organizzare la festa dell'Unità e la sera a teatro per festeggiare la sconfitta di Marchionne.

Allora il Pd deve capire da che parte sta. Questo è il punto. Deve decidere se stare con il lavoro, con la dignità delle persone, con il rispetto della Costituzione, con la libertà; O se stare con il social liberismo e con la finanza internazionale, con Monti e con Napolitano, con Casini e con Alfano.

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao.

 

 

Letto 2127 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Aprile 2012 14:02

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