Il Bolognino

Martedì, 19 Giugno 2012 15:09

La “Repubblica delle idee” censurate

Scritto da  Emiliano Galati & Paolo Perini

La festa organizzata dal quotidiano La Repubblica a Bologna ha attirato molte persone e si è svolta dal 14 al 17 giugno. La perla non sta nel dibattito, ma nella censura di una parte del dialogo tra il fondatore Eugenio Scalfari e il Presidente del Consiglio Mario Monti; Scalfari lanciatosi in un panegirico antitaliano e paternalistico allo stesso tempo, invoca l’uomo forte e auspica il controllo tecnocratico del Paese svincolato dalla volontà popolare e democratica.

 

Bologna, 16 giugno 2012, il Teatro Arena del Sole ospita l’evento clou di la “Repubblica delle idee”, la manifestazione organizzata dall’omonimo quotidiano. Il teatro è blindato da camionette di Polizia e Carabinieri che sbarrano il passo, precludendo la parte centrale di via Indipendenza. Soliti tafferugli con i contestatori dei centri sociali e corteo dell’USB. Per accedere al teatro è necessario passare un varco per verificare se ci si fosse preventivamente registrati, inviando dati anagrafici e documento tramite il sito di repubblica.it. All’ingresso dell’edificio ci s’incanala tra le transenne e si viene sottoposti a metal detector e vengono aperte le borse per controllarne il contenuto. Fin qui nulla di strano, stiamo entrando sempre in un luogo pubblico dove il Presidente del Consiglio terrà un incontro pubblico.

 

 

La conferenza la potete trovare, divisa in due parti, sul sito del giornale (Parte 1- Parte 2). Un piccolo particolare, nella registrazione proposta dal quotidiano manca una parte importante della conferenza, quella in cui Scalfari invoca l’uomo forte e il controllo del potere esecutivo da parte delle elite tecnocratiche di stampo liberista adducendone la stretta necessità e giustificandola con il fatto che per lui siamo un popolo di “scavezzacolli”.

 

Trovate in fondo all'articolo la parte censurata da Repubblica.it registrata col mio telefonino.

 

per facilitare la fruizione allego trascrizione:

 

Scalfari: “Allora no, in tutto questo discorso così ampio, emerge un punto molto interessante cioè che noi abbiamo bisogno di un vincolo esterno. L'Italia come tutti i paesi del mondo scavezzacolli che vivono di una vista corta, come aveva ricordato Padoa Schioppa, ha avuto bisogno, secondo me perché ha bisogno anche di questo, di un vincolo esterno che ha riassunto, per nostra fortuna, un prestigio internazionale perché in grado di contribuire al formarsi del vincolo esterno.

Quindi non è più "ci cala sulla testa", noi abbiamo uno che discute e fa si che il vincolo esterno sia precisato […incomprensibile]Allora quello che io adesso ripeto è questo: i compiti che ci stanno davanti non si esauriranno nel maggio 2013; non le faccio la domanda che sarebbe sciocca: lei perché non prosegue oltre il 2013. Nel 2013 ci sono le elezioni.

Allora qual'è la novità e su questo voglio il suo parere. La novità che ha determinato la nascita del suo governo è stata che il Presidente della Repubblica, innovando su una Costituzione materiale, ha deciso di nominarla. Questo è scritto nella Costituzione. Nella Costituzione c'è scritto "il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio". E non dice affatto che prima debba consultarsi con gruppi, con partiti, con segreterie; no, dice nomina. Il che vuol dire che il Presidente della Repubblica può consultarsi con chi vuole, anche con tutti i segretari dei partiti o con nessuno; o perfino con un passante, o perfino con i suoi colleghi di condominio.

Ma lui poi nomina. Ci sono pochi esempi, nella storia italiana costituzionale, bisogna risalire all'Einaudi del 53 che nominò […] e uno dei …potrebbe, forse, in parte, di Ciampi che nominò il… eh… scusi, lo Scalfaro che nominò Ciampi e Napolitano che nominò Lei”. (nota autore: è invalsa la prassi costituzionale della nomina alla Presidenza del Consiglio dell’esponente politico voluto dalle segreterie dei partiti che hanno ottenuto la maggioranza; nella cosiddetta seconda repubblica, invece, il Presidente nominato è il capo della coalizione vincente in osservanza dell’articolo 1 che recita “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”)

 

Allora Lei pensa che questo, questa innovazione, che poi non è altro che un ritorno al rispetto della Costituzione, sia opportuno che prosegua anche dopo, cioè quando lei se ne andrà. Lei però lascerà una novità alle spalle; che è stata la costituzione del suo governo di tecnici; è di tecnici, ma poteva anche essere di politici. Lei è stato nominato dal Presidente della Repubblica e non sarebbe utile che questa esperienza diventasse la nuova Costituzione materiale? Perché quella scritta già lo prevede.

 

Monti: non è la più lieve delle domande [risate del pubblico]

 

Scalfari: Però è interessante il suo parere…

 

Monti: si si, no, ma glielo dò. Ma anzitutto io penso spesso a questa cosa, e so che non tutti hanno, moltissimi si, forse non tutti, all’epoca, hanno condiviso, benché non toccasse a loro condividere o meno, la scelta fatta dal Capo dello Stato. Ma Le assicuro, a lui non l'ho mai detto, che mi sento anche caricato un pochino della responsabilità di portare a buon fine quello che è non solo la gestione politica del paese.

Un'altra cosa che vorrei osservare è che io credo molto alla Costituzione come è scritta più che alla Costituzione materiale e, al di là dei giudizi legittimamente molto diversi che ci sono stati sulla riforma del mercato del lavoro, considero come il suo aspetto più importante il fatto che il governo ha consultato le parti sociali, ma ha preso le proprie responsabilità; ha ritenuto la materia di competenza, per i tanti profili di interesse generale, così come già aveva fatto per quella delle pensioni, a maggior ragione per quella delle pensioni anzi, ha ritenuto che là dove sono in gioco interessi più generali di quelli delle parti dei sindacati, dei lavoratori o dei datori di lavoro, siano i pubblici poteri che debbano decidere. Pubblici e Poteri. Il nostro sforzo è di far si che i poteri siano veramente pubblici e non troppo sensibili a interessi, legittimi, di categoria. E siano poteri.

 

In questo punto termina il taglio, come potrete appurare voi stessi confrontando la parte 1 e la parte 2 che qui comincia del video sul sito del quotidiano.

 

Monti: È un po’ paradossale che un governo, cosi gracile si potrebbe dire, voglia esercitare fino in fondo i poteri che la Costituzione gli da? No, io credo che sia doveroso. […]

 

Il controllo dell’esecutivo sempre più stringente auspicato da Scalfari da parte di entità esterne, si è già avverato. Il Parlamento che dovrebbe controllare l’esecutivo, è oggi sotto ricatto di Istituzioni non elette direttamente dai cittadini italiani. Per stessa ammissione di Monti, il suo governo è un mero esecutore delle volontà della Bce e della Commissione europea. (lettera di Olli Rehn dell’agosto 2011 applicata successivamente dall’attuale governo) Questa situazione sovverte l’ordinamento Costituzionale, e svincola l’esecutivo dal controllo democratico.

 

Notevole, che il fondatore del maggiore quotidiano di area progressista invochi tutto questo, ossia una situazione istituzionale inedita e antidemocratica. Tanto degna di nota, che lo stesso quotidiano abbia deciso di auto - censurare questa parte dai video della serata, ma noi ve ne abbiamo riproposto la parte mancante.

 

Quindi cosa nascondono a Repubblica? Forse proprio la loro impostazione politica sfacciatamente filoliberista e a favore della potere tecnocratico sovranazionale, permissivo nei confronti della finanza e punitivo nei confronti dei cittadini.

 

 

 

Addendum: Scalfari ha ribadito lo stesso concetto nell’intervista con Concita De Gregorio apparsa il giorno successivo, vanificando il “taglio” operato!

 

P.s. Dubitiamo che il quotidiano abbia tagliato il video per questioni tecniche o di durata, come dimostrano le altre registrazioni degli eventi presenti sul sito.

 

 

Video

Letto 7630 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Giugno 2012 16:26

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