Il Bolognino

Venerdì, 20 Luglio 2012 19:01

Fondo salva stati, cos'è e cosa ci aspetta

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Lo European Stability Mechanism (Esm) o Mes, comunemente “fondo salva stati” è stato infine approvato, come già avevamo anticipato a dicembre dello scorso anno. Doppio semaforo verde dalla Camera per Fiscal Compact e Mes. Il via del Mes è stato salutato con squilli di trombe dai quotidiani tradizionali e dai capi di governo delle maggiori potenze europee e con articoli e video polemici su internet che lo descrivono come un immane catastrofe e l'inizio della fine.

Mi sono letto per voi le 62 pagine che compongono il trattato istitutivo e ora vi spiego cos'è, a cosa serve, in modo che poi siate liberi di trarre le vostre conclusioni e non siate più soggiogati al sentito dire.

 

 

Perché creare il fondo salva stati?

Il problema non è il debito in sé, ma la solvibilità degli stati debitori che chiedono nuovi prestiti, tramite l'emissione di titoli di debito pubblico. Infatti le finanze di nessuno stato al mondo sono capaci di far fronte con le sole imposte alle uscite di cassa mensili, perciò ogni stato per aver liquidità immediata, emette titoli di debito. Se un Paese è poco solvibile, cioè giudicato incapace di onorare il proprio debito dai mercati internazionali, prima o poi nessuno sarà più disposto ad acquistare i titoli di quello stato; ed allora che lo spauracchio del fallimento diverrebbe concreto.

 

La crisi dell'economia reale è dovuta ai danni causati dalla deregulation fiscale attuata negli anni 80 di matrice Reganiana e Tacheriana che hanno causato la crisi, o meglio, la frode dei mutui subprime; la crisi si è trasformata da crisi finanziaria in crisi che coinvolge da tre anni a questa parte le economie reali.

 

Le continue speculazioni sui titoli di stato emessi dagli stati deboli in moneta forte (euro) hanno contribuito a creato un forte differenziale tra i rendimenti (lo spread) dei titoli di stato emessi dal paese più florido, la Germania, e quelli emessi dai paesi meno floridi, Italia, Grecia, Spagna e altri, i cosiddetti PIIGS. Se l'asta per i nuovi titoli non vada deserta è il crack; se il tasso di interesse è eccessivamente elevato gli interessi sul debito si divorano la finanza pubblica. In Europa già Grecia, Islanda, Portogallo e Spagna hanno dovuto chiedere prestiti; chi all'Fmi, chi all'Ue e alla Bce, chi alla Troika (cioè Bce Ue e Fmi) chi solo per salvare le banche (Spagna), chi per tutto il bilancio pubblico (Grecia e in misura minore Portogallo). Ma gli interventi sono stati diversi e sopratutto erogati con modalità e regole diverse. L'idea è quindi sostituire gli interventi occasionali, tra loro diversi per modalità e entità riservati agli stati debitori fin qui adottati, con un fondo unico che abbia regole condivise e che possa aiutare tutti indistintamente e senza fare favoritismi.

 

Origini del fondo

Il Mes, o Esm in inglese, sostituisce l'Efsf, che era un fondo che agiva all'unanimità dei propri membri, mentre il Mes, funzionerà a maggioranza, prendendo però decisioni valide e cogenti per tutti i propri membri. Secondo i sostenitori, questo accelererà la reattività politica di fronte alla velocità verticosa del mercato, mentre secondo i detrattori la sola maggioranza dei membri è un modo per scavalcare i Parlamenti nazionali.

E' nato dalle modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento Europeo e ratificate dal Consiglio Europeo a Bruxelles l'11 luglio 2011.

La missione del fondo europeo salvastati è acquistare bond in scadenza dei Paesi in difficoltà in cambio di titoli a lunga scadenza. L'Efsf nacque il 7 giugno 2010 con una disponibilità totale di 440 miliardi di €, 255 disponibili, gli altri fittizi, cioè messi dagli Stati europei sotto forma di garanzie varie. Fu stabilito che poteva acquistare titoli sul mercato primario (mercato mondiale dei titoli finanziari con le aste) ma non lo ha mai fatto. Inizialmente era pensato solo per Irlanda, Portogallo e Grecia. Irlanda e Portogallo ne hanno effettivamente beneficiato. La dotazione è aumentata fino a 780 miliardi di €. Il 21 luglio 2011 sono stati assegnati nuovi compiti, che poi sono stati mutuati anche dal Mes: cioè aiutare gli Stati e i sistemi bancari in difficoltà con prestiti anche senza programma di aiuto dell'Fmi, e l'acquisto di titoli sul mercato secondario (cioè quello dei titoli emessi dagli Stati). L'Italia ha garantito 139,3 miliardi di €. (fonte Sole 24 Ore)

A differenza dal suo antecedente Efsf, pare che il Mes avrà una dotazione iniziale di soli 500 miliardi di €.


I membri del Mes sono Germania, Francia, Irlanda, Grecia, Spagna, Belgio, Austria, Malta, Cipro, Portogallo, rep Slovacca, Slovenia, Lussemburgo, Finlandia, Estonia e Italia.

 

Cos'è il Mes

Il Mes è un fondo finanziario. “Il Mes è un’istituzione finanziaria internazionale (art.1) in cui le parti contraenti sono i membri (art.2) e che appartengono alla zona euro, cioè che hanno adottato la moneta non sovrana euro; fornisce prestiti ai Paesi che dovessero essere in difficoltà, in cambio di ricette economiche. Dal trattato stesso apprendiamo che “il Mes può fornire a un proprio membro un sostegno alla stabilità, (cioè denaro; n.d.r) sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto. Tali condizioni possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite” (capo4, art1). Mes quindi sarà un fondo a copertura dai rischi di rifinanziamento degli stati, un meccanismo di preservazione dall'aumento incontrollato dei rendimenti dei titoli pubblici, attribuendo agli stessi la funzione di intervenire acquistando per conto della BCE titoli di debito pubblico sul mercato secondario, a condizione che il paese richiedente sottoscriva un documento di intesa. In più viene attribuita al MES la facoltà di ricapitalizzare le banche senza l'intermediazione dei governi nazionali.

Il Mes si compone di un consiglio dei governatori, ognuno dei quali deciso da uno dei membri, un direttore generale nominato dal consiglio, di un vice, di un amministratore e di un consiglio di amministrazione, composto dalle cariche sopra indicate. C'è inoltre un collegio di revisori. (art.30) “Il consiglio dei governatori decide o di essere presieduto dal presidente dell'Eurogruppo di cuial protocollo (n. 14) sull'Eurogruppo allegato al trattato sull'Unione europea e al TFUE (Il Trattato di Lisbona n.d.r) oppure elegge fra i suoi membri un presidente e un vicepresidente per una durata di due anni. Il presidente e il vicepresidente possono essere rieletti”. (articolo 5, comma2). Dai quotidiani apprendiamo che nel Mes siederanno i ministri delle finanze dei paesi membri.

 

Il Mes è dotato di piena personalità giuridica e ha piena capacità giuridica per: a) acquisire e alienare beni mobili e immobili; b) stipulare contratti; c) convenire in giudizio; e d) concludere un accordo e/o i protocolli eventualmente necessari per garantire che il suo status giuridico e i suoi privilegi e le sue immunità siano riconosciuti e che siano efficaci”. “I beni, le disponibilità e le proprietà del Mes, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, (Art. 32) Immunità anche per le cariche del Mes. (art 35)

 

Mes, Fmi e Bce

Al pari dell'Fmi, il Mes - una sorta di Fmi intraeuropeo - può decidere delle politiche economiche dello Stato che si è reso debitore nei suoi confronti. Il Mes però non sostituisce l'Fmi, infatti: “Parimenti al Fmi, il Mes fornirà un sostegno alla stabilità ai membri del Mes il cui regolare accesso al finanziamento sul mercato risulti o rischi di essere compromesso. Su queste basi i capi di Stato o di governo hanno concordato che i prestiti del Mes fruiranno dello status di creditore privilegiato in modo analogo a quelli del Fmi, pur accettando che lo status di creditore privilegiato del Fmi prevalga su quello del Mes”. E ancora “Il Mes coopererà strettamente con l'Fmi nel fornire un sostegno alla stabilità”.

Il Mes non sostituirà il ruolo della Bce, anzi. La Bce regola il mercato monetario interno, e decide della moneta; il Mes, almeno nelle intenzioni ne è invece una sorta di paracadute. La Bce, infatti, può comprare titoli di debito ma solo tramite sterilizzazioni. Il trattato che la istituisce vieta la stampa di moneta per appianare i debiti.

 

Prestiti Mes, chi decide?

Il consiglio dei governatori può decidere di concedere assistenza finanziaria a un membro del MES sotto forma di prestito” cioè una tra “l'assistenza finanziaria precauzionale sotto forma di linea di credito condizionale precauzionale o sotto forma di una linea di credito soggetto a condizioni rafforzate” (artt 12 e 13) Da notare che “la Commissione europea firma il protocollo d’intesa – a ogni prestito corrisponde un protocollo d'intesa tra Commissione, Stato debitore e Mes - in nome e per conto del MES, previa verifica del rispetto delle condizioni e approvazione del consiglio dei governatori”. (Art 13 comma 4) Quindi è il consiglio dei governatori del Mes e la Commissione europea a decidere se elargire il prestito; è il Mes, l'Fmi sentita la Bce a prescrivere le condizioni messe nero su bianco nel protocollo d'intesa e necessarie per poter usufruire del prestito.

 

Nel trattato non si parla di ingerenze come impedire ai singoli stati di indire elezioni, o altro presente in internet ma non sul trattato.

 

Conclusioni

Il Mes perciò si configura come una sorta di Fmi intraeuropeo. Un'altra sovrastruttura burocratica che gli Stati membri hanno creato e inevitabilmente finirà col dettare legge ai suoi stessi creatori. Un'altra creatura della nomenclatura europea, costituita tramite patti, perciò accordi tra le parti, che però, come tutti i trattati europei, diventa qualcosa di più forte delle stesse Costituzioni dei singoli membri firmatari, il che è una assurdità giuridica prima di tutto.

 

Anche l'Esm o Mes, come tutte le altre “creature” burocratiche europee danno per scontato che il liberismo economico sia l'unica strada possibile, che il mercato è anarchico e non si può gestire ne regolamentare, ma che anzi devono essere gli stati ad adattarsi al mercato e non viceversa. Un ottica molto miope, e marcatamente ideologica e ideologizzata. Inoltre è chiara la decisione politica di porre ancora una volta in posizione supina i parlamenti nazionali, e quindi i cittadini, di fronte al nuovo unico Dio mercato, che ultimamente combina più danni che non benefici. Se invece si fosse ragionato per una regolamentazione seria dei mercati finanziari in tutta eurolandia ci saremmo risparmiati gli effetti più nefasti della crisi, non l'avremmo fatta pagare ai più deboli e avremo difeso meglio l'euro che con un fondo.


Tuttavia la dotazione iniziale appare troppo esigua per riuscire concretamente a salvare un grande Stato europeo, come ad esempio l'Italia. 500 miliardi di € possono forse salvare il Portogallo, ma non di certo la nostra economia in caso di crack o default.


Il Mes non sarà finanziato da denaro “nuovo” ed è un fondo che permette di allungare i debiti, chiedendo ulteriori contropartite ai debitori, ma non è in grado di estinguere i debiti contratti.

La legislazione europea non prevede un tetto massimo, deliberato da un organismo esterno, al leverage (differenza fra capitale e indebitamento) fra capitale sociale autorizzato e esposizione debitoria verso gli Stati membri, quale strumento di governance per evitare che un fondo di garanzia indipendente con compiti di pubblica utilità, relative immunità e garanzie di riservatezza, possa trasformarsi in un soggetto speculativo. Quindi anche il Mes potrebbe diventare uno strumento di speculazione finanziaria. Il che, ha dell'incredibile.

Inoltre il Mes avrà la possibilità di imporre politiche economiche ai membri. Cioè imporre di nuovo tagli al welfare state, perché popoli senza protezioni sociali sono più attrattivi per gli investimenti: sulla loro pelle si possono fare più profitti.

Questo contraddice il senso della democrazia stessa, in quanto una fondamentale politica di sviluppo e indirizzo del Paese viene sottratta ai parlamenti e quindi agli elettori/cittadini e data ai burocrati dell'Esm. I quali al pari dei burocrati e banchieri dell'Fmi e della Bce, non sono eletti da alcuno.

 

Letto 5510 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Luglio 2012 22:36

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