Il Bolognino

Lunedì, 04 Novembre 2013 19:16

Crescita e ricerca scientifica

Marrakech (Marocco), 15 Aprile 1994. In un grande salone addobbato per l’occasione, diverse figure in eleganti completi in seta e fresco lana sfidano il caldo. Alcuni cercano di risolvere gli ultimi frenetici dettagli dopo un negoziato lungo ben otto anni. Altri, quelli vestiti meglio, si limitano a forti strette di mano e sorrisi di circostanza. Al termine della giornata, tornando ai rispettivi alberghi, i delegati sospirano soddisfatti. La giornata ha sancito la nascita dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) che rimpiazza finalmente il vecchio e derelitto GATT (General Agreement on Tariffs and Trade).

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I ragazzi italiani soffrono di allergia alle materie scientifiche? A giudicare dai deprimenti esiti delle prove PISA sembrerebbe proprio di sì. Ma non c’è bisogno di tirare in ballo il discusso strumento di analisi dell’OCSE, sulla cui capacità di leggere la realtà, lo confesso, anch’io nutro qualche dubbio. Le difficoltà degli studenti nel rapportarsi con l’universo delle scienze sono sotto gli occhi di tutti i docenti, che vedono di anno in anno crescere il numero dei debiti formativi nelle relative materie. Lo scotto si paga quando è il momento di sostenere i test per l’ammissione alle facoltà scientifiche: pubblicati gli esiti, si scopre che anche studenti con ottimi voti sono stati respinti per via delle diffuse lacune in matematica, fisica, scienze.

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Riportiamo integralmente l'ultimo comunicato di Comitato Articolo 33, il comitato referendario che ha promosso il referendum sulle scuole paritarie, a Bologna. Il comitato promotore ha vinto la sua battaglia dal punto di vista elettorale, ma l'applicazione della volontà espressa da parte del Comune è ancora al di là dal venire.

Per oltre due anni ci siamo battuti per riuscire a dare ai bolognesi e alle bolognesi la possibilità di esprimersi su un tema molto importante: il diritto all'istruzione e la destinazione dei fondi comunali per la scuola.

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Grazie a una nota trasmissione televisiva, il referendum bolognese sui finanziamenti alle scuole private / paritarie è conosciuto a buona parte d'Italia. I promotori hanno fatto tanta strada, sono riusciti a far capire che la scuola primaria è questione prioritaria per una città che guardi al proprio futuro, ma anche al proprio presente. La scuola, anche la scuola primaria, rivolta ai bambini di età prescolare non è un servizio che può essere erogato dal pubblico, come dal privato: è un diritto.

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Sabato, 13 Aprile 2013 17:18

B come Bugie sulla scuola

A Bologna, ma anche in tutto il resto d'Italia, infuriano battaglie comunali che hanno a che fare col principio della laicità e con la difesa della scuola pubblica. Da una parte Comitato Articolo 33 - composto da cittadini, qualche associazione e pochi partiti della sinistra esclusa dal Parlamento - è riuscito ad ottenere un referendum comunale consultivo tramite il quale i cittadini bolognesi potranno decidere, votando A il prossimo 26 maggio, di dare un indirizzo chiaro e netto per la fine dei finanziamenti comunali alle scuole private e paritarie. Il comitato del B invece è composto da Fism, Curia, Pd, Pdl, Udc e la Lega nord, comunali, provinciali e regionali, oltre al governo della città, marcatamente schierato a favore dei finanziamenti alle paritarie.
Qui Comitato Articolo 33 sfata alcune Bugie di chi sostiene la ineluttibilità e la bontà del sistema pubblico - privato.

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Lunedì, 08 Aprile 2013 18:43

L’istruzione modello CL

Questo è un viaggio alla scoperta dell'istruzione ideologizzata e clericale di CL, Comunione e Liberazione. Una politica di scuola che è stata fatta propria da parti importanti di tutto l'arco politico e che sta cambiando i connotati dell'istruzione di tutta Italia. Mentre la scuola pubblica viene privata delle più elementari risorse, prospera con fondi e privati e pubblici una scuola privata dove vige l’omologazione culturale e l’autoritarismo pedagogico; una scuola fortemente caratterizzata ideologicamente; che prevede distinte una scuola per poveri e una scuola per ricchi; la scuola della “chiamata diretta” e del “buono scuola” come forma di finanziamento pubblico indiretto: una scuola che nulla ha a che vedere con la scuola della Costituzione. Di questo modello di scuola proponiamo una analisi in questo articolo uscito sul n. 14 della rivista «Gli Asini». E invitiamo i lettori a due firme: una alla petizione proposta dall’Associazione Nonunodimeno per abolire i buoni scuola erogati dalla Regione Lombardia; una all’appello “Bologna riguarda l’Italia” del Comitato Art. 33 per il voto a favore dell’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole private nel referendum bolognese del 26 maggio.

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Giovanni Cocchi è un insegnante bolognese, ha scritto questo testo di rara forza comunicativa per Comitato Articolo 33.Noi ve riportiamo:

 

Immaginate di avere un figlio di 3 anni.

Immaginate di volerlo o doverlo (probabilmente tutte due) iscrivere alla scuola materna.

E’ un vostro diritto, perché lo Stato ha l’obbligo costituzionale di darvi quella scuola (art. 33, comma 2: La Repubblica… istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi).

Ma la scuola pubblica per voi non c’è. E però vi dicono che potete iscriverlo alla scuola privata parificata.

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Tra le numerose disgrazie dell’Italia 2012 – disoccupazione di massa über alles - che rendono triste questo Natale ce n’è una che, pur non essendo in cima alle preoccupazioni degli italiani, avrà non poca influenza sulle loro vite: la legge elettorale.

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Nell’immaginario collettivo la scuola privata, di ogni ordine e grado, è la scuola più elitaria e più esclusiva in cui, si suppone, I bambini e ragazzi riceveranno un istruzione di maggiore qualità rispetto alla banale e tanto vituperata scuola pubblica. Pare che questa sia una delle tante leggende metropolitane, o false certezze a cui siamo tutti legati e che non corrisponda alla realtà: le scuole pubbliche italiane preparano meglio delle scuole private o paritarie italiane! A dirlo non è un gruppo di attivisti pro referendum o un sindacato degli insegnanti, bensì una delle istituzioni internazionali che godono di maggior prestigio in Europa e nel mondo, alla quale nessuno imputerebbe mai di essere ideologicamente orientata a favore di qualcosa di vagamente pubblico o socialista: l’Ocse.

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La notizia è che da oggi è iniziata, in Piazza della Mercanzia, la raccolta firme per ottenere un referendum comunale sui finanziamenti alle scuole private paritarie dell'infanzia: 3 mesi per raccogliere 9 mila firme. La questione riguarda tutti, anche chi come me o come voi ha da tempo finito la scuola dell'obbligo e non ha figli a carico. Il Comune di Bologna spende ogni anno in convenzioni con le scuole private paritarie circa 1 milione di euro. Le scuole paritarie offrono 1700 posti circa, per quanto riguarda la scuola primaria. Per uno sguardo ai quesiti rimandiamo al precedente articolo

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