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Giovedì, 05 Dicembre 2013 20:13

L'8 dicembre si può cambiare veramente

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Ho seguito da defilato - come impone il mio istinto e la mia identità politica di ex movimentista - il lungo e affatto scontato percorso delle primarie del Pd. Lo dico subito: le primarie stavolta rappresentano la possibilità concreta di cambiare il Partito Democratico, e perciò un ottima occasione per cambiare il destino della politica italiana, e con essa forse, il destino di tutti noi.

Lo dico subito, non faccio parte di nessuno dei tre comitati, ma ascoltando tutti e tre gli sfidanti ho preso una decisione chiara, e ve la comunicherò.

 

Inoltre non sono mai stato un sostenitore dello strumento primarie, importato dal sistema politico americano e che in fondo, pensavo essere solo uno strumento di pura pubblicità elettorale. D'altro canto ora, vedendo la prima parte della campagna elettorale di Renzi, e tutta la campagna elettorale di Civati, ho decisamente cambiato idea. Stavolta le primarie sono utili e non è detto che il candidato dell'apparato possa vincere. Anzi, il candidato dell'apparato, Gianni Cuperlo - persona in gamba in ogni caso - sembra essere secondo, dopo il Renzi, ormai diventato nazional-popolare.

 

Faccio fatica a sopportare quanti accusano le primarie di essere solo una "roba loro", una cosa che riguarda esclusivamente il Pd. Primo, perché ho amici che fanno parte di due dei tre comitati che non hanno mai votato prima il Pd. Secondo, perché ritengo fuorviante e ottuso confodere la testa del partito, cioè la segreteria e i "capi", con le gambe del partito, cioè i giovani Renziani o Civattiani che siano.

Seguire la rabbia di quanti vorrebbero vedere una netta continuità tra i nuovi aspiranti alla segreteria e le vecchie armature del potere significa gettare quanto di buono c'è con ciò che di buono non è, ed è stato il passato e purtroppo è ancora il presente del partito: i D'Alema, i Violante, i Fioroni, i Rutelli eccetera. Significa gettare al vento l'ennesima possibilità di cambiamento.

"Il Pd è un partito progressista con una dirigenza conservatrice". Lo lessi su una bacheca di un amico tempo fa. Lì per lì rimasi un po' confuso e contraddetto. Ora so che l'amico aveva ragione. Ho conosciuto molti ragazzi in gamba, che si stanno impegnando in questa nuova avventura delle primarie e so per certo che loro non sono peggiori dei "ragazzi" del M5S. Ma a differenza dei ragazzi del M5S non sono sostenuti dall'apparato (Beppe Grillo e Casaleggio nel loro caso) ma sono contro l'apparato del partito. I ragazzi delle primarie stanno ingaggiando una lotta leale e lecita per entrare a far parte della Dirigenza, e da dentro portare le loro idee.

Il Pd, bisogna darne atto, è l'unico partito in Italia che permette una vita democratica al proprio interno.

Tutti i partiti dovrebbero essere democratici, ma in fin dei conti nessuno lo è, e nessuno può restare a lungo in un partito italiano se non ha le stesse idee della dirigenza. Sopratutto nessuno può sfidare la segreteria uscente e l'apparato "da dentro".

 

Perciò penso che nel Pd ci siano tanti uomini e donne che si stanno impegnando per migliorare questo Paese, e che di loro, del loro entusiasmo e della loro energia ne abbiamo tutti bisogno, indipendente dal fatto di essere o non essere elettori del Pd. lo dico da non elettore del Pd. L'apparato Pd, con le sue scelte politiche ed economiche mi ha da sempre tenuto lontano dall'apporre la fatidica X prima sui Ds o Margherita, e ora sul Pd. 

Giuseppe Civati però mi ha avvicinato a tutto questo. O meglio, io non mi sono avvicinato, le mie idee sono sempre le stesse, una sinistra laica, progressista, popolare, liberale ma non liberista. Diciamo che ho scoperto che "Pippo" ha le mie stesse idee.

Vediamole alcune proposte del candidato Civati, o meglio le proposte dei tanti che insieme a Civati concorrono a cambiare il Pd:


- Laicità, salute e diritti della donna: Rendere obbligatorio un certo numero minimo di ginecologi non obiettori (e ripristinare così la 194 che oggi è disattesa da un esercito di obiettori);

- Giovani: Subito reddito di cittadinanza, come opportunità per calmierare la precarietà e ridurre la povertà;

- Diritti civili: si al matrimonio per gli omosessuali;

- Riforme Istituzionali: la priorità non è la leadership, bisogna ridurre il numero di Decreti e restituire peso e sostanza al Parlamento; (oggi mero ring per scazzottate televisive e per sostegno di maggioranze improbabili);

- Grandi opere: Rendere obbligatorio il Debat publìc come in Francia, prima dell'avvio dell'iter per la costruzione di qualsiasi grande opera. Coinvolgere i cittadini e ascoltarli, prima di divedersi gli appalti (maii più un altra Tav, o un altro Muos ecc);

- Governo: basta larghe intese con la destra berlusconiana e subito al voto nel 2014; (con Civati segretario basta inciuci con Silvietto);

- Rifiuti: no alla costruzione di nuovi inceneritori;

- Partito: gli elettori del Pd devono sempre essere ascoltati per le decisioni importanti, anche tramite nuovi strumenti tipo internet;

- Sinistra: BASTA a un Pd che si definisce in tutti i modi tranne che di sinistra. "Diamo vita a una sola grande realtà di centrosinistra tra Pd e Sel;

- Istruzione e formazione: Università sia sempre accessibile a tutti (guarda "caso" Civati sarebbe l'unico leader a non aver studiato dai preti o in Università private, ma all'università Statale come tutti i poveri cristi). E' sbagliato lasciare che gli studenti si indebitino per pagarsi gli studi. (Le persone istruite possono essere il cuore della ripresa, un popolo di ignoranti è più facile da comandare);

- Carceri sovraffollate: Si all'indulto, da applicare per i ruba galline e i drogati, non per i banchieri e per gli amici della Cancellieri;

- Acqua: applicare e rendere effettivo e rispettato il Referendum che vuole che l'acqua sia pubblica e non in mano a multiutility che ne traggono profitto;

- Fisco e patrimoni: E' sbagliato togliere l'Imu a chi piò pagarla (leggi alle seconde case e a chi vive nel lusso);

- Europa: No alla confederazione dei partiti democratici europei, si a un Pd che faccia parte del partito socialista europeo (anche se c'è da dire caro Pippo, che anche il PSE è fin troppo "democratico" e per nulla socialista);

 

Devo ammettere che io a queste proposte ci credo. Primo perché seguo Civati da molti anni. Prima di fondare il Bolognino,e prima ancora di prendere parte alla mia esperienza movimentista seguivo ai primordi dell'internet di massa in Italia alcuni blog: uno era il blog di critica sociale di un noto comico genovese, che ora la critica la fa solo a chi fa comodo a lui e al suo partito, l'altro blog era quello di Beppe Civati.

 

Civati, però non è Renzi. Renzi è leader, Civati è una persona perbene, un politico responsabile, ma non un leader. E questo lo sfavorisce e lo ha negli anni messo in ombra nei confronti del "rottamatore" di Firenze. Il quale, pensando di aver già vinto è parso in tv, nell'ultimo confronto a tre, quello più democristiano; per non spaccare il partito prima ancora di averlo conquistato Renzi ha già iniziato da ora a fare tutta una serie di retromarce sui temi che gli sono sempre stati cari, non da ultimo, m' è andata parecchio di traverso la sviolinata al governo Letta e il sostegno alla Cancellieri - che, è giusto ricordarlo - ha fatto un abuso di potere, e per questo merita la sfiducia da ministro. Perciò Renzi, è già pronto ad abbandonare la rottamazione: d'altronde non se la può più permettere. Renzi ha cercato e trovato l'accordo con gli ex democristiani del Pd. Perciò non rappresenta più la netta discontinuità col passato che era prima.

 

Civati, invece è stato l'unico a non cercare consensi nelle correnti Pd, ma nei cittadini e negli elettori del Pd. E questo dimostra che è uno che vuole cambiare davvero le pastoie di una politica, troppo chiusa nei palazzi e troppo adusa ai soliti giochini di potere col bilancino Cencelli.

Civati è l'outsider, e si dice che si sia "avvicinato" a Renzi, dato per sicuro vincitore e a Cuperlo, ma che probabilmente non vincerà. Gli italiani, d'altronde sbraitano sempre il cambiamento, poi però quando gli si presenta gli voltano le spalle, salvo poi lamentarsene. Oggi Civati può essere la risposta, domani non so, non ho la sfera di cristallo. Ma anche solo il fatto che sia stato l'unico politico a pronunciare la parola tabù laicità in tv, dopo circa 10 anni mi fa ben sperare.

 

Con i se e con i ma però non si fa la storia. Perciò prima di darmi sconfitto in partenza, proverò anch'io a contribuire con il mio voto a perché l'Italia non perda l'ennesimo treno del cambiamento votando il prossimo 8 dicembre Giuseppe Civati, segretario del Pd.

 

Letto 3537 volte Ultima modifica il Giovedì, 05 Dicembre 2013 22:19

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