Il Bolognino

Mercoledì, 19 Febbraio 2014 22:45

Le consultazioni e la figura da figuranti di Di Maio e Di Battista

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Il sondaggio online aveva deciso che si doveva andare a discutere con Renzi, alle consultazioni reali. Così sentendosi tagliato fuori Beppe Grillo è intervenuto, e non solo ha accompagnato il capogruppo alla camera e il capogruppo al senato del M5S, Di Battista e Di Maio, ma anzi li ha totalmente oscurati facendosi beffe del loro ruolo istituzionale e della loro dignità di persone senzienti.

I due scolaretti, accompagnati dal padre, hanno assistito, come migliaia di italiani a quello che più che una consultazione è sembrata l'ennesimo show di Beppe Grillo a base di insulti e insolenze inutili e sinceramente stancanti.


Quando Renzi gli ha opportunamente ricordato di non trovarsi dietro allo schermo di un pc, ma nelle Istituzioni, nella vita reale con la frase molto azzeccata "Beppe esci dal blog", Grillo se n'è andato. Più che consultazioni sono sembrate ad alcuni, anche dentro al M5S l'ennesimo show del padre padrone Beppe Grillo, dopo quello dispensato il giorno prima a Sanremo.


A chi come me, non è oscurato dal fracasso quotidiano e dalle battute e butade dei politici, quella del M5S e di Beppe Grillo appare sempre di più come la replica di qualcosa di già visto. Un ex comico, avanti coll'età, fonda un partito personale e personalistico tingendolo di speranze e attese universalistiche, pescando nell'esercito del non voto e dei delusi. Usa il suo potere o infuenza mediatica per dare influenza mediatica al suo partito e poi comanda. A Beppe Grillo e ai suoi manca solo l'ultima parte della storiella, che abbiamo già vissuto a nostre spese negli ultimi 20 anni con Silvio Berlusconi.

Per ora, il Movimento, ha fatto un anno di opposizione dura. Ma da un movimento non ideologico - come amano definirsi loro - io mi aspettavo maggiore considerazione e anzi premio per le nuove idee e le nuove classi dirigenti, indipendentemente dalla provenienza delle stesse.


Invece il M5S sta facendo esattamente quello che fanno e che hanno sempre fatto tutti i partiti nessuno escluso, cioè sta coltivando il proprio elettorato coccolandolo con scelte che condivide solo il proprio elettorato, e così facendo dimenticandosi del bene della Nazione. L'unico obiettivo è diventato il potere con il fine unico del potere.


Che non avessero, per di più, intenzioni democratiche, quelli del M5S lo hanno sempre detto: Non vogliono concorrere democraticamente alle cariche monocratiche o a migliorare la vita dei cittadini che li hanno eletti. No. Loro vogliono abbattere tutti gli altri partiti e poi dominare incontrastati.

Stessa brutta storia del fascismo. Anche se ad accorgersene, per ora, c'è solo il giornalista Corrado Augias.

In questo senso ti devo dire che non essere affatto stupito. Avevo capito da subito - io e pochi altri - che questi del M5S erano entrati solo per fare una cosa: tentare di sostituirsi al partito di maggioranza relativa del centrosinistra, pur non avendo quasi nulla di sinistra, ma anche poco di progressista. Per poi chissà, abbattere anche Berlusconi e la sua ciurma e avere un potere totale.



Delle scarse attitudini democratiche e sul fatto che il M5S sia un partito personale, come Forza Italia, basta ricordare che lo stesso M5S non esiste senza Beppe Grillo perché il comico genovese ne detiene il simbolo come propria proprietà personale, al pari di Berlusconi con Forza Italia. Il Pd, invece non appartiene a nessuno e l'uso del simbolo e dell'apparato appartengono al segretario e alla presidenza che sono organi votati dagli iscritti.


Il Pd è ancora l'unico partito italiano a essere un partito e perciò ad avere una vera dialettica interna, una maggioranza un opposizione e sopratutto una segreteria votata dagli iscritti a differenza appunto di M5S che ha Grillo a capo, non votato da nessuno proprio come Forza Italia /Pdl che c'ha il Berlusconi. (Io comunque non sono un iscritto Pd, ne sono mai stato iscritto a niente e a nessuno)


La cosa più scandalosa di oggi comunque sono invece proprio i "ragazzi" del Movimento. Per di più i due più celebrati e celebri: Di Battista e Di Maio. Silenziosi e ordinati hanno dovuto tacere e assistere all'indecoroso spettacolo senza fiatare, manco fossero due figuranti.


Io se fossi in loro mi sarei vergognato come un ladro. Anzi, io fossi stato in loro non me ne sarei stato zitto. Ed è per questo che non faccio parte del M5S.

Letto 1638 volte Ultima modifica il Mercoledì, 19 Febbraio 2014 23:53

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Commenti   

 
sandro
0 #1 sandro 2014-03-12 11:06
La tua professionalità di giornalista è così grande che ti ha fatto avere le allucinazioni da streaming: dove l'avresti visto tu la figura di Di Battista?
All'incontro c'erano Grillo, Di Maio, D'Incà e Sant'Angelo.

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