Il Bolognino

Mercoledì, 15 Giugno 2016 11:01

Tutti contro Renzi con qualsiasi mezzo

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Assistiamo in questi ultimi due anni di governo Renzi a una nuova polarizzazione del tutto inedita dell'elettorato e delle classi politiche, al pari di ciò che successe con Berlusconi, ci si schiera pro o contro chi sta diventando l'ago della bilancia degli equilibri politici del Paese, cioè il primo ministro. Da D'Alema a Salvini, da Grillo e Cinquestelle a Bersani, da Berlusconi alla sinistra radicale. Tutti con la Raggi per sconfiggere Giacchetti, e in seconda istanza, Renzi.


Non più sinistra e destra
, una dicotomia che regge ancora solo a Milano (con la sfida tra Parisi, cdx e Sala, renziano, csx) e forse quasi solo in Lombardia. Altrove, come a Roma, a Torino e in molte altre realtà locali, le posizioni politiche si sono attestate in pro e contro il governo Renzi, non più identificato solo con l'etichetta centrosinistra, ma più in generale con un odio viscerale nei confronti della persona politica e delle sue idee.
A fianco a questo odio delle "opposizioni" nei confronti di Renzi (e spesso anche della ministra per le riforme Boschi) appare sempre più chiaro come la politica, sia quella di Renzi, sia quella dei suoi oppositori sia una politica dell'emotività, ne trae beneficio chi grida di più, chi coinvolge emotivamente di più e non chi vuole cercare delle soluzioni ai problemi complessi. Chi ne trae maggiori dividendi politici ad oggi sono i Cinquestelle e Salvini. 


Il caso Roma è emblematico e descrive alla perfezione questi nuovi due poli della politica italiana. Il centrosinistra di ulivista memoria, non esiste più da un pezzo e ha ceduto consistenti parti di elettorato alle destre e al M5S. Nello schieramento progressista oggi si conta solo il candidato sostenuto da Renzi, Giacchetti, in verità debole, anche grazie alla vicenda Marino, che riprenderemo più tardi. 

Le destre al primo turno hanno finalmente sancito le rispettive aree di influenza con una desta più popolare e populista facente capo a Meloni e a Salvini, a livello nazionale, e l'altra più moderata e affarista facente ancora capo al vecchio capo Berlusconi. Ha vinto la destra di Meloni - Salvini, anche grazie a uno storico radicamento fascista (oggi Casapound e centri sociali di destra) in quel di Roma e Lazio. Il M5S appare invece come il vero partito della Nazione, cioè di coloro che votano contro a prescindere, non vogliono votare Giacchetti/Renzi, ma non vogliono neppure votare le destre - entrambi, centrosinistra e destre percepiti come autori del disastro Roma. Peccato che, ha compiere il disastro Roma ci abbia pensato per la stragrande parte Alemanno, con l'amministrazione del quale, la città ha conosciuto una vera e propria discesa agli inferi, con lavori pubblici assegnati sempre agli amici degli amici e il consolidamento del sistema Mafia Capitale. La colpa di Mafia Capitale però i Cinquestelle l'hanno data a Marino e a Renzi. L'operazione infangamento della verità è riuscita in pieno e ora tutti i romani o quasi credono che Mafia Capitale sia responsabilità del Pd, anche se non è vero, ne dal punto di vista giuridico ne dal punto di vista politico. 


Conseguentemente i Cinquestelle stanno incassando un rilevante dividendo politico, riuscendo, con ogni probabilità a piazzare la loro candidata Raggi, a sindaco di Roma. Rilevante sopratutto la politica dell'emotività, in cui i Cinquestelle sono maestri: non vere ricette per il comune di Roma, ma accuse agli avversari, innalzandosi loro a baluardi della legalità - quando nessuno di loro ha mai fatto nulla per la legalità durante i disastri di Alemanno e co -.
Basti fare un riassunto sommario delle proposte della Raggi per il primo turno:

- Una campagna per il riciclo dei pannolini (è davvero il problema di Roma?),
- Dare a tutti i Rom una casa, un lavoro e fargli pagare le tasse (facile, che ci vuole?),
- Sostituire i vertici Acea (la sola proposta detta a borse aperte, ha fatto perdere alla società quotata 71 milioni di € in una sola giornata, 71 milioni di € di soldi pubblici),
- Moneta complementare e baratto per risollevare il commercio (il baratto dopo la finanza speculativa, idea geniale eh?),
- Vuoto a rendere per le bottiglie di vetro (e a forza di venti centesimi il bilancio si risana, eh?),
- La funivia che dovrebbe risolvere i problemi di traffico di Roma (da dove a dove, e sopratutto, perché?),
- Bandire Uber (così la Raggi si è avvicinata anche la potente lobby dei tassisti)
- Non pagare il debito contratto dalle amministrazioni precedenti (ultimamente i 5S negano di averlo detto, ma le registrazioni e gli articoli di giornale restano)

Come si vede, se queste sono le proposte per Roma, si possono formulare due ipotesi: o i romani sono pazzi e hanno votato e voteranno a sindaco una incompetente totale, oppure ai romani, come agli italiani, non interessano affatto i programmi, ma solo cambiare colore politico all'attuale amministrazione premiando i Cinquestelle perché percepiti come "nuovi" e "onesti". Io propendo per la seconda ipotesi. Nessuno è pazzo, nessuno è incompetente: i Cinquestelle hanno capito prima di altri che la politica non è più creare e selezionare classe dirigente e cercare e attuare soluzioni ai problemi delle persone, nella politica fatta a colpi di chi la spara più grossa per attirare più simpatia e più emotività non vince il ragionamento e la proposta sensata, ma solo l'immagine di se: se si ha un immagine di onestà (presunta più che reale) e di novità, allora si è a cavallo. si ha già la vittoria in pugno, senza bisogno di competenza, di esperienza, di idee.

Inutile dire, che la cosa mi spaventa molto, e dovrebbe allarmare molto tutte le persone senzienti.

Il caso Roma, dicevamo all'inizio è emblematico. E perché è emblematico? Perché politicamente descrive e descriverà sopratutto nei ballottaggi, il grande partito della nazione fatto da destri, fascisti, sinistra radicale, Marino e ora persino D'Alema e la sua parte di Pd contro Renzi e pronti a sostenere l'unica forte opposizione in campo, cioè i Cinquestelle. Tutti contro i renziani. La grande ammucchiata prescinde dai valori di riferimento, dalla dignità politica, dalla storia: è una disfida all'ultimo sangue molto poco cavalleresca in cui l'unico obiettivo non sono più i bisogni delle persone, ma è sconfiggere l'avversario con qualunque mezzo. Anche alleandosi con i nemici storici pur di fare uno sgambetto al governo.

La grande ammucchiata romana ha ottime possibilità di vincere, sarà percepita come la vittoria del nuovo e invece sarà la vittoria del vecchio e del marcio sul governo Renzi. Il trionfo del conservatorismo sul progressismo, il trionfo dei vecchi politici come D'Alema, che mai hanno avuto intenzione di cercare soluzioni ai problemi dei cittadini. Si sa d'altronde che le cooperative rosse guidate a Roma come nel resto d'Italia dal Pd vicino a D'Alema e Bersani erano invischiate capo e collo in Mafia Capitale. Sarà il trionfo anche dei fascisti vecchi e nuovi, degli Alemanno che esulteranno alla vittoria dei Cinquestelle anche grazie ai loro voti. Dei Salvini che penseranno di poter costruire un alleanza futura coi Cinquestelle. Il trionfo del rancore interno alle vecchie classi dirigenti del Pd, scalzate due anni e mezzo orsono dall'arrivo di Renzi, e che da allora gli fanno una guerra senza quartiere ovunque, anche tramite l'Anpi sulla riforma della Costituzione, anche votando i Cinquestelle pur di far perdere colui che ha il solo torto di vincere e convincere, a dispetto di loro che non hanno mai vinto nulla e non hanno mai convinto.

Tutti contro il Pd, o meglio, contro una parte di Pd, quella che ha deciso di dare un taglio con le pastoie del passato dei D'Alema e dei Bersani, la parte di Pd renziana. Il problema sorgerà una volta che Renzi non sarà più primo ministro cioè primo capro espiatorio d'Italia. Come faranno tutti a riprendere le rispettive posizioni politiche? Semplice, con la stessa faccia di tolla di sempre, negheranno di aver fatto alleanze con i nemici di ieri e di oggi. Tanto per la vecchia politica (sinistra, destra e ora anche i nuovi 5S) il problema non è risolvere i problemi dei cittadini, è galleggiare e mantenere il proprio potere.

 

Letto 1738 volte Ultima modifica il Mercoledì, 15 Giugno 2016 12:24

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Commenti   

 
LinneaBig
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