Il Bolognino

Domenica, 28 Agosto 2016 10:30

Avidità vero problema nazionale

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Le cronache ci parlano di quasi 200 estratti vivi dalle macerie. Un nuovo record, dovuto alla bravura dei nostri soccorritori, alla tempestività dei soccorsi e al nostro grande senso di solidarietà. In quanto a soccorsi non siamo secondi a nessuno nel mondo noi italiani. Nella solidarietà diamo il nostro meglio. E' quando c'entrano i soldi (costruzione- ricostruzione) che gli italiani danno il peggio di loro stessi. E' l'avidità il vero problema nazionale.


Forse sarebbe il caso di smetterla di incentivare e spronare la solidarietà e invece interrogarci sull'avidità, che ci fa fare cose orribili come case costruite male, corruzione dilagante, ingiustizie sociali diffuse, debito pubblico, opere pubbliche non finite, mafie, tangenti eccetera... 
Se ci pensate bene tutte queste derivano dall'avidità. Dalla volontà, molto diffusa nella mentalità delle persone del nostro Paese di vedere i soldi come un fine e non come un mezzo.
 

Lo so, facile scriverne, un po meno trasformare le parole in fatti, ma è indubbio che cova sotto al cenere, non solo del terremoto, ma di tutte le disgrazie nazionali, questo perverso rapporto col denaro che abbiamo noi italiani. In breve, è l'avidità che ci fa vivere male. 

Butto lì un altro pezzo di ragionamento: la solidarietà non ci salverà dall'avidità. Siamo tanto più solidali quanto prima siamo stati avidi e ciechi - poco lungimiranti - come dimostrano i terremotati: padroni di case fatiscenti e/o in sasso, prima, per non spendere soldi in ristrutturazioni serie e dopo disperati terremotati. So che è una semplificazione, ma non era forse il caso di spendere un po di quei soldi prima del terremoto, per mettere in sicurezza la propria casa? Siamo sicuri che questa incuria sia imputabile sempre e solo al governo? Le case sono una nostra proprietà e una nostra responsabilità. Forse è una domanda retorica troppo provocatoria dinnanzi alla catastrofe, del senno di poi sono piene le fosse, diceva il proverbio. Tuttavia non si può vivere sperando che le catastrofi siano sempre qualcosa che capita solo agli altri.


Da non credente poi faccio una riflessione ancor più tangenziale. La Chiesa Cattolica mise San Francesco e Santa Caterina come Patroni d'Italia. Entrambi furono delle persone nate ricche che si spogliarono volontariamente di tutti i loro beni mortali e rinunciarono alle ricchezze materiali. Che la tanta vituperata Chiesa Cattolica volesse lanciarci un messaggio riguardante le nostre debolezze?

Forse che abbiamo introiettato solo il messaggio della solidarietà cristiana e non già il messaggio di critica al consumismo intrinseco al cattolicesimo?
Letto 1174 volte Ultima modifica il Domenica, 28 Agosto 2016 10:47

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