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Sabato, 04 Febbraio 2017 10:46

L'ennesima strategia dei perdenti

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Stiamo assistente in questi ultimi mesi all'ultima strategia per spaccare il Pd da parte dei capi della sinistra Pd a tutto vantaggio del M5S.

Dopo le minacce di D'Alema con i comitati del No ancora attivi in tutta Italia "pronti a qualsiasi evenienza", ora, baffino, ne ha inventata un altra. Nell'infinita saggezza di D'Alema e Bersani (sono ironico), la strategia per abbattere l'arcinemico Renzi, dopo averlo costretto alle dimissioni grazie al grande impegno profuso a favore del No nel referendum, ora è tentare di blandire il M5S, per poi magari un domani trovare un accordo o un sostegno parlamentare su singoli temi.


Non è infatti una novità assoluta che parte della minoranza Pd ravvisi qualcosa di sinistra nel M5S, quando tutti gli osservatori del Movimento, me compreso, lo indicano invece molto più prossimo alla destra radicale. Nell'ottica arcaica della politica di D'Alema e degli ex Miglioristi di scuola PCI, fare accordi tra le elites dei partiti significa anche sommare gli elettorati di quei partiti. Sappiamo da tempo che non funziona più così e l'elettore della seconda repubblica è più incline a premiare proposte politiche coerenti, piuttosto che pastrocchi di potere, ma D'Alema e Napolitano ancora non se ne sono accorti. Nel Pd infatti sono i renziani gli unici che ragionano in termini di democrazia dell'alternanza, ed è per questo che sono fortemente invisi ai dalemian-bersaniani-speranziani.


La nuova strategia della sinistra Pd, cioè il tentativo di avvicinarsi il M5S, finirà come quella volta in cui tentarono di avvicinarsi la Lega Nord (vi ricordate l'esternazione di D'Alema che diceva che la Lega Nord altro non fosse che un appendice della sinistra operaia del nord?) facendo approvare quello schifo di Titolo V: la Lega non solo non si fece blandire, ma fece la coalizione con Berlusconi e vinse le elezioni. Gli unici a rimetterci furono l'allora Pds e ovviamente noi cittadini. Paghiamo ancora oggi per le iniquità causate dal Titolo V voluto da D'Alema e dalla sua compagnia.

 
Notate come esponenti della sinistra Pd, anche locali, abbiano iniziato da qualche mese a condividere articoli grillini sulle loro bacheche social, a difendere l'indifendibile Raggi eccetera. Non sono casi isolati, fanno parte di una strategia politica. Ovviamente fallimentare, l'ennesima strategia dei perdenti.
 
Come già detto in passato, il M5S è sempre più simile alla Lega Nord degli albori: entrambe sono nate come movimento anti-corruzione e anti-politico, e sono poi diventate peggiori in termini di etica pubblica di chi criticavano.

Questo passaggio politico che viviamo negli ultimi mesi è importante, e spero si risolva con un nuovo quadro politico, che veda i populisti tutti riuniti e finalmente il Pd partito nuovo depurato dalla presenza dei dalemiani al suo interno, che dal Pds in avanti non hanno mai smesso di fare disastri politici e di favorire gli avversari. La sfida del prossimo futuro infatti non sarà più sull'asse sinistra vs destra, ma europeismo vs populismo. 
Letto 4521 volte Ultima modifica il Mercoledì, 22 Marzo 2017 12:36

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