Il Bolognino

Sabato, 20 Dicembre 2014 17:42

Il rapporto tra l'uomo e il cane

Scritto da  Italia unita per la scienza
Il rapporto tra l'uomo e il cane Italia per la scienza

Spesso si sente dire che la ragione per cui alcuni animali domestici ce li mangiamo e altri no, è solo culturale, e che tra un manzo ed un cane alla fine non c'è differenza, oltre a quella che diamo loro noi. Questo vale sia per molti vegetariani-animalisti, che per esempio a proposito del fatto che in Asia si mangiano tranquillamente cani e gatti. Cultura, dicono.

 

Ma una differenza c'è, la ragione non è solo culturale ma prima ancora filogenetica ed etologica: i canidi accompagnano l'uomo nella sua evoluzione da molto tempo, in termini di decine e decine di migliaia di anni; il cane è stato il primo animale domestico in assoluto a non diventare tale in quanto schiavo e fornitura alimentare, ma come compagno e collaboratore volontario. Ci siamo evoluti con lui, è probabilmente già "scritto" nei nostri geni, che il cane è un compagno.

Inoltre i canidi (o meglio i lupi, gli antenati di tutti i cani domestici) sono animali estremamente sociali, con una socialità parecchio articolata e complessa, molto simile alla nostra come schemi. Cacciano in branco con regole e ruoli prestabiliti, c'è una gerarchia precisa, assoluto rispetto reciproco, un vero e proprio codice d'onore, regole inviolabili nei confronti degli inferiori, delle femmine, dei cuccioli. Mentalmente i loro schemi sono simili ai nostri, ed è proprio per quello che uomo e cane sono riusciti a capirsi e ad collaborare, in partenza; è stato l'inizio della domesticazione, ma non lo stesso tipo di domesticazione degli animali da lavoro e da carne, qui sta la differenza.

La socialità dei canidi si è sviluppata in quel modo perché erano cacciatori. Nel senso che i loro pasti non erano inclini a collaborare nel ruolo, quindi bisognava acchiapparli. E per acchiapparli bisognava essere in parecchi e in accordo, fino ad arrivare ad avere delle "regole" innate per attuare la collaborazione, per cui per esempio si distribuisce sempre a tutti, anche a chi non ha collaborato, dato che "serve" alla collettività. Questa è la differenza tra un branco di lupi e uno pecore per esempio: la carne bisogna guadagnarsela, l'erba non scappa, non c'è rischio che sia una preda troppo grossa per uno solo o che lo possa ferire od uccidere.

Questo ha fatto sì che gli uomini ed i cani iniziassero a collaborare, ha permesso che si "capissero" prima di tutto. Sicuramente i canidi hanno cominciato a seguire le orde umane per banchettare con gli avanzi; da lì a guidarli sulla selvaggina e poi ad aiutare alla cattura il passo è stato breve. Ed altrettanto veloce è stato l'accorgersi, da parte dell'uomo, che collaborare conveniva ad entrambe le parti.

I maiali ad esempio sono animali intelligenti, ma non si potrebbero addestrare a fare qualcosa in gruppo in modo coordinato tra loro, per ottenere uno scopo comune e vantaggioso per tutti, salvo poi spartirsi il "risultato" tra loro in modo assolutamente equo, a prescindere da chi l'ha ottenuto, da chi è il più grosso, da chi può prenderne di più, arrivando perfino a portare a casa pezzi di detto risultato a femmine immobilizzate dai cuccioli e ad animali feriti ed impossibilitati a cacciare.
Probabilmente si potrebbe insegnare ad un maiale a fare da guida per ciechi o da supporto disabili, ma c'è un problemino: se il maiale si stufa, se non ne ha voglia, se vede qualcosa che gli interessa, il maiale pianta in asso il disabile; la probabilità che lo faccia un cane è vicina allo 0. Perché un cane ha delle istruzioni genetiche (sono questi i famosi istinti) che lo "obbligano" a rispettare le regole, a collaborare, ha una dotazione di serie che si avvicina a quello che noi chiamiamo senso del dovere verso i compagni. I suini no.


Inoltre non sarebbe possibile insegnare ad un animale domestico diverso dal cane a difendere il suo compagno bipede; e come sa benissimo quasi chiunque abbia un cane, non serve nessunissimo addestramento apposito, il cane difende il padrone come voi difendereste un amico aggredito.

Vogliamo chiamarlo istinto? Benissimo, infatti è qualcosa di completamente innato. Come per noi.

 

Letture consigliate (Sono tutte abbastanza semplici, a livello divulgativo o quasi, ma gli autori non sono esattamente dei dilettanti):

Konrad Lorenz - "E l'uomo incontrò il cane", stesso autore, il famoso "L'anello di re Salomone" e "L'Aggressività" (un po' meno easy ma leggibilissimo).

H. Van Lawick, Jane Goodall - "Assassini Innocenti" (si trova in inglese ma anche il Italiano cercando su Ebay per esempio). Stessi autori "Solo".

Farley Mowat - "Mai gridare al lupo".

David Mech - "Il Lupo Artico".

 

Articolo completo:

http://italiaxlascienza.it/…/02/il-rapporto-tra-uomini-e-c…/

Letto 2060 volte Ultima modifica il Sabato, 20 Dicembre 2014 17:48

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