Il Bolognino

Giovedì, 25 Agosto 2016 17:22

Cosa sono i terremoti e perché non possono essere previsti?

Scritto da  redazione
Cosa sono i terremoti e perché non possono essere previsti? INGV mappa rischio sismico in Italia

Il dottor Pazzurdo è un geologo e ci spiega cosa sono i terremoti e perché non possono essere previsti.

La Terra è costituita grossomodo da una crosta rocciosa rigida e leggera che galleggia su una massa di rocce allo stato plastico, soggette a movimenti molto lenti (dell'ordine di qualche cm l'anno) innescati dal calore interno della Terra, con risalita del materiale più caldo e sprofondamenti delle porzioni più fredde (moti convettivi).La crosta rigida reagisce a questi movimenti spezzandosi su scala globale in vari lastroni detti "placche". A scala più piccola, la crosta è suddivisa in blocchi separati da grosse e profonde fratture dette "faglie".

Le faglie separano quindi delle grandi porzioni rocciose soggette a movimento reciproco in base alle spinte causate dai moti convettivi. Ma le faglie non si muovono liberamente. Al contrario, esse offrono una forte resistenza allo scorrimento. Le spinte a cui sono soggetti i blocchi crostali si accumulano pertanto sotto forma di tensione interna alle masse rocciose, ma l'accumulo di tensione non può durare all'infinito: ad un certo momento le spinte superano le resistenze e la faglia inizia a scorrere.

Tutta la tensione accumulata negli anni/secoli/millenni si scarica quasi istantaneamente, come nello scatto di una enorme molla. In pochi secondi i due blocchi possono scorrere l'uno rispetto all'altro di parecchi metri, mentre segmenti di faglia di parecchi km si mettono in movimento. Lo scuotimento del suolo generato da tali fenomeni può essere talmente intenso da distruggere tutti gli edifici dei dintorni: è questo il distruttivo fenomeno naturale noto come "terremoto".



SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI? 

Allo stato attuale, purtroppo no. Gli studiosi cercano da tempo dei cosiddetti "fenomeni precursori", cioè degli eventi che, verificandosi poco prima del terremoto, possano avvertirci del suo imminente arrivo con almeno qualche giorno d'anticipo. Tutti i tentativi sono finora falliti: comportamento anomalo delle sorgenti e dei corsi d'acqua, emissioni di gas dal terreno, piccole scosse che precedono quelle più forti... Niente da fare: nessun metodo si è rivelato affidabile. Ad esempio, è vero che prima di forti terremoti si sono verificate emissioni anomale di gas radon dal suolo o dalle sorgenti, ma si è visto che tali fenomeni si verificano anche in assenza di terremoti, il che li rende inutilizzabili come precursori. Per non parlare di metodi più empirici come il presunto comportamento anomalo degli animali (testato pure quello: troppo imprevedibile ed aleatorio), o quello di certa gente che pretende addirittura di "sentire" i terremoti.



PREVENZIONE 

Il fatto che i terremoti non si possano prevedere non significa che non si possa fare nulla. Anzi, si può fare tantissimo. Innanzitutto, grazie alla catalogazione di tutti i terremoti avvenuti in epoca storica, noi possiamo sapere DOVE possono verificarsi i terremoti e qual è l'intensità massima che possiamo aspettarci. E non è poco. Inoltre, grazie allo studio delle faglie (anche sepolte) grazie ai metodi della geofisica, siamo in grado di costruire modelli del sottosuolo che ci aiutano nella comprensione dei fenomeni naturali. Ad esempio, l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha redatto già da diversi anni la carta della pericolosità sismica in Italia: ebbene, la zona più pericolosa d'Italia è proprio quella dell'Appennino centrale dove è avvenuto l'ultimo sisma! Alla luce di questi risultati, nessun amministratore può più dire "io non lo sapevo". Nessuno può più invocare il destino cinico e baro e parlare di "calamità imprevedibili e inattese": chi lo fa è in malafede.
La carta rappresenta uno strumento preziosissimo per la pianificazione territoriale e per la prevenzione.
L'unica via possibile per proteggerci dai terremoti è quella di costruire lontano dalle zone a rischio, oppure di costruire secondo criteri dell'ingegneria antisismica e di rinforzare le abitazioni esistenti per renderle capaci di resistere ai sismi attesi in ciascuna area. Solo così potremo smetterla di piangere i morti, e di assistere alle sfilate di giornalisti e politici che sembrano accorgersi dell'esistenza dei geologi solo quando terremoti ed alluvioni sono già passati.



post realizzato da "la civiltà planetaria", blog di divulgazione scientifica. 

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