Il Bolognino

Giovedì, 23 Agosto 2012 09:50

Non lasciamo soli i Magistrati siciliani

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Troppo spesso la solitudine degli uomini e delle donne che hanno contrastato l'illegalità è stata concausa della loro morte violenta. Cittadini che facevano il loro lavoro e il loro dovere. Giornalisti come Giuseppe Fava e Walter Tobagi; giudici come Vittorio Occorsio, Emilio Alessandrini, Mario Amato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino; avvocati come Fulvio Croce e Giorgio Ambrosoli; membri delle forze dell'ordine come Antonio Ammaturo, Pasquale Paola, Carlo Alberto dalla Chiesa; politici come Piersanti Mattarella e Pio La Torre. E tante, troppe altre persone.



La storia dell'Italia repubblicana è costellata di sangue e di ingiustizie. Tra le ingiustizie più odiose subite dal popolo italiano in 64 anni di (incompiuta) democrazia, vi sono certamente i “segreti di Stato” e i depistaggi che troppo spesso hanno ostacolato l'accertamento della verità su atti eversivi dell'ordinamento costituzionale. Si pensi, ad esempio, al depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna, compiuto dal capo della P2 Licio Gelli, dal “faccendiere” Francesco Pazienza e da ufficiali del servizio segreto militare: il generale Pietro Musumeci e il colonnello Giuseppe Belmonte.

A questi depistaggi si è sempre affiancato, fin dal 1948, un sistematico depistaggio dell'opinione pubblica, volto ad impedire la formazione di una collettiva consapevolezza delle gravi responsabilità, politiche e morali, di quegli esponenti della classe dirigente italiana che si sono resi complici dei terroristi e delle mafie. Alcuni di essi sono tuttora vivi, vegeti e potenti. Questo genere di depistaggio è forse ancor più grave dell'inquinamento di indagini giudiziarie. Quest'ultimo è penalmente perseguibile. Occultare la verità storica, invece, è un azione dettata da viltà, servilismo e/o corruzione: vizi che hanno colpito al cuore l'essenza stessa della nostra “Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Il 18 marzo 2002 la sentenza della Corte d'Assise di Caltanissetta nel processo Borsellino bis - poi confermata in Cassazione - certificò la sconvolgente esistenza di una trattativa segreta tra Cosa Nostra e singoli rappresentanti delle istituzioni italiane, finalizzata a salvare le vite di alcuni politici e ad interrompere la furia stragista che nel 1992, in Sicilia, colpì politici collusi con la mafia (per es. Salvo Lima, parlamentare europeo della Dc e sodale dell'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti), magistrati e membri delle forze dell'ordine; e che nel 1993, a Firenze e Milano, provocò la morte di 10 inermi cittadini e il ferimento di 53.

Ciò nonostante, a dieci anni di distanza, molti giornalisti e personaggi pubblici si ostinano ad affermare il falso, parlando di una “presunta” trattativa. Un vero e proprio attentato alla verità. Uno schiaffo quotidiano sulla faccia dei familiari delle vittime. Bugie e silenzi non sono più sopportabili. Sicuramente non può tacere Bologna, la nostra città, che a seguito della strage del 2 agosto 1980 ricevette la Medaglia d'oro al valor civile, perché “l'intera popolazione, pur emotivamente coinvolta, aveva dato eccezionale prova di democratica fermezza e di civile coraggio”.

Siamo stanchi di piangere e commemorare “eroi” morti. Vogliamo testimoniare la nostra solidarietà a quei magistrati siciliani – vivi! - che, applicando le leggi dello Stato, stanno indagando sulle origini criminose della cosiddetta Seconda Repubblica.



I sottoscritti:

Lorenzo Alberghini
Anna Alberigo
Monica Benati
Stefano Bernardi
Paolo Bolognesi
Gianfranco Callieri
Sergio Caserta
Corrado Crepuscoli
Lucia Cucciarelli
Isabella Filippi
Irene Fontanella
Mattia Fontanella
Rita Fortunato
Flavio Fusi Pecci
Gianluca Geri
Daniela Grillini
Norberto Lenzi
Riccardo Lenzi
Azeb Lucà Trombetta
Mauro Marchese
Claudio Nunziata
Susanna Pederzoli
Marcella Perrucci
Maddalena Piccolo
Anna Russo
Armando Sarti
Anna Vercelli

Prime adesioni di cittadini non bolognesi:
- FERDINANDO IMPOSIMATO
- Emiliano Liuzzi
- Pierluigi Sorti

- Paolo Perini

Per aderire inviare un'email a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Letto 1699 volte Ultima modifica il Giovedì, 23 Agosto 2012 10:13

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