Il Bolognino

Martedì, 20 Novembre 2012 15:04

Repubblica censura Odifreddi, lui se ne va

Scritto da  redazione
La progressiva occupazione Israeliana della Palestina La progressiva occupazione Israeliana della Palestina

La censura perpetrata dal quotidiano Repubblica al suo collaboratore e opinionista Piergiorgio Odifreddi desta scalpore e indignazione.

Al professore di logica e matematica, nonché uno dei massimi esponenti italiani del pensiero laico, va la nostra completa solidarietà.

 

Il post, scritto da Odifreddi era un post duro di denucia degli attacchi e dei bombardamenti israeliani alla striscia di Gaza, che in queste ore stanno mietendo centinaia di vittime tra i palestinesi. Odifreddi, da logico quale è, spiegava nel post che alla ritorsione nazista ai tempi delle fosse ardeatine, quando Hitler in persona diede l'ordine di giustiziare 100 italiani per ogni nazista ucciso qualche giorno prima dalla resistenza, si è arrivati in questi giorni al rapporto di 1000 a 1 tra i morti palestinesi da parte israeliana e i morti israeliani da parte palestinese. Il post, infatti, si intitolava "Peggio dei nazisti", e da un punto di vista strettamente e cinicamente contabile aveva la sua stringente logica.

Odifreddi ha scritto l'ultimo post sul suo blog ospitato nelle pagine del quotidiano Repubblica, e vista la censura subita ha deciso di andarsene. Il matematico spiega "Continuare sarebbe un problema. D’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso o scrivo può non essere gradito a coloro che lo leggono". Odifreddi sa bene che non sono le persone che leggono a non gradire le sue riflessioni su Repubblica, ma la direzione del quotidiano. Il quotidiano Repubblica infatti, un tempo espressione della classe media boghese e progressista, ha recentemente cambiato la propria linea editoriale, facendola coincidere con posizioni politiche economiche e ideologiche che nulla hanno a che vedere con le posizioni di quella parte di italiani che lo leggevano. L'appoggio incondizionato e il tifo al governo Monti è solo l'ultima di una serie di scelte di campo effettuate dal quotidiano romano che lo hanno fatto virare inevitabilmente a destra.

Tuttavia, al di là della posizione ideologica del noto quotidiano, censure il pensiero libero di un proprio opinionista è sempre una scelta discutibile sopratutto di fronte all'ennesimo genocidio da parte israeliana perpretrato sulla pelle dei civili palestinesi.

Qui di seguito riportiamo il post censurato:

Dieci volte peggio dei nazisti (18 novembre 2012)
Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.

Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali?

Piergiorgio Odifreddi

Letto 1906 volte Ultima modifica il Martedì, 20 Novembre 2012 15:35

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