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Martedì, 23 Febbraio 2016 12:15

La scelta di Giacomo e la parotite da adulti

Scritto da  Roberto Burioni
% di persone vaccinate contro la Parotite in Italia anno 2015 % di persone vaccinate contro la Parotite in Italia anno 2015 Dati Ministero della Salute

I genitori di Giacomo decidono di non vaccinarlo contro morbillo, rosolia e parotite per non fargli correre quelli che ritengono essere rischi inaccettabili. Si sono informati su internet, hanno letto dei libri, hanno parlato con altri genitori ed hanno deciso: non lo vacciniamo. Il pediatra non è d'accordo, ma si sa come sono i medici, esagerano e magari prendono mazzette dalle case farmaceutiche.

 

 

Giacomo potrebbe crescere tranquillo se tutti gli altri si vaccinassero, ma in Italia non accade. I non vaccinati sono in numero sufficiente per permettere la circolazione del virus; ma allo stesso tempo molti sono vaccinati, per cui la conseguenza è che il virus circola molto di meno, e le epidemie sono più ristrette e rare. Come risultato finale, l'età media dei casi non è più quella di bambini, ma di giovani adulti.

Giacomo arriva a 20 anni, è stato sempre bene ed è felice. Va a sciare con gli amici a Selva di Val Gardena, dove la copertura vaccinale contro la parotite è intorno al 68%. Nell'albergo dove si trova c'è il figlio dei proprietari che non è vaccinato, e che ha contratto il virus a scuola, dove quasi metà dei suoi compagni non sono vaccinati: il bimbo sta benissimo, ma sta già diffondendo l'infezione, Giacomo ci gioca insieme perché è simpaticissimo. Se Giacomo si fosse vaccinato, sarebbe al sicuro. Invece non è immune, e si prende la parotite da adulto.


Mentre per i bambini la regola è la guarigione senza problemi, così non accade per gli adulti. Nel 50% dei casi si ha una infiammazione dei testicoli, che oltre ad essere dolorosissima, lascia nel 30-50% dei casi, a seconda delle casistiche, una atrofia che spesso porta ad una sterilità permanente.

 

Una decina di giorni dopo la vacanza Giacomo è stato malissimo, l'hanno ricoverato. E' stato male per un mese e ha perso una sessione di esami universitari ed ora rischia di non potere avere bambini. Lui e i suoi genitori girano per urologi, ma c'è ben poco da fare. Se da bimbo si fosse vaccinato non gli sarebbe accaduto niente. Invece adesso sono guai, le terapie sono difficili e gli esiti molto incerti. I genitori riusciranno a convincerlo che l'hanno salvato da pericoli immensi e che questo è il male minore?

Ora Giacomo è sterile. Forse era meglio vaccinarlo, cosa ne dite?


*Roberto Burioni è un dottore ed è professore ordinario presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Roma

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