Il Bolognino

Venerdì, 18 Marzo 2016 17:34

Le scie chimiche non sono cultura

Scritto da  Scientificast

Ho provato a far finta di nulla, ho provato a chiudere gli occhi e far finta di non vedere, ma non ci sono riuscito. Perugia, città di cultura e arte, ospiterà il convegno nazionale sulle scie chimiche e lo farà nella sala dei Notari, location per eventi culturali di portata internazionale tra i quali il Festival Internazionale del Giornalismo.


Quando si parla di scie chimiche è abbastanza facile trovare degli esperti da interpellare: piloti, controllori di volo, chimici… ma ovviamente nessuna di queste persone competenti sosterrebbe la tesi complottista e quindi al convegno nazionale di Perugia sono state invitate solo persone pronte a sposare le ipotesi più fantasiose e campate per aria. 
La ciliegina sulla torta è che il tutto è proposto e organizzato da Amato John De Paulis, candidato nel 2009 a sindaco di Perugia e nel 2015 a presidente della Regione, e qui si entra in un terreno spinoso. Il fatto che un politico sostenga la bufala delle scie chimiche invitando, a un convegno nazionale, una selezionatissima rosa di non esperti è già abbastanza grave, ma lo è ancora di più se lo inseriamo nel contesto attuale, nel 2016.


Il complotto delle scie chimiche nasce negli Stati Uniti nel 1995
 e prende piede in tutto il mondo approdando in Italia intorno ai primi anni 2000. Dal 2004 seguo la vicenda e posso dire con molta tranquillità che dal 2011 non è più uscita mezza novità in proposito. Le tesi portate a supporto del complotto sono state smentite da anni ed è facilissimo recuperare online tutte le possibile risposte alle presunte anomalie. Già nel 2010 l’On. Brandolini aveva organizzato un dibattito pubblico sul tema tra me e il Dott. Pattera, biologo presente anche al convegno nazionale di Perugia. In quel caso il Dott. Pattera aveva confuso microgrammi/litro con milligrammi/litro basando il suo discorso su un “banale” fraintendimento nel leggere le unità di misura che lo ha portato a sovrastimare di mille volte il contenuto di metalli nell’acqua piovana.

Ecco, nel 2016, 6 anni dopo, mi aspetto che un politico conosca lo stato dell’arte, i pregressi, le tesi dei complottisti e le relative smentite da parte dell’intera comunità scientifica nazionale. Possibile che dopo 21 anni la gente ancora faccia congressi urlando “ci stanno avvelenando, moriremo tutti”? Voglio dire, dopo due decenni chiunque avesse messo su questo piano diabolico se la starebbe prendendo davvero comoda.

 

Come se non bastasse, persino il comune ha dato il patrocinio all’evento. Intendiamoci, il supporto del comune è a titolo gratuito, nessuno spreco di soldi pubblici, almeno in teoria. Tuttavia è stata presentata un’interrogazione al comune nella quale viene chiesto se la sala è stata concessa gratuitamente oppure se l’organizzazione ha regolarmente pagato i 550 euro di affitto più gli 800 di cauzione previsti dal regolamento.  
Quando un’istituzione patrocina una bufala immancabilmente viene messa alla gogna con una valanga messaggi di protesta su Twitter e Facebook, un copione già visto dall’esito scontato. Il Comune di Perugia, infatti, di fronte alle molteplici critiche ha pubblicato un comunicato stampa nel quale, ovviamente, difende la scelta. Sono 21 anni che si parla di scie chimiche e ancora nessuna istituzione, dopo aver sostenuto una conclamata bufala, ha il coraggio di dire “Oh scusate pensavamo fosse un convegno contro l’abuso di cocaina”. Ecco come si difende il Comune:

 

Da un paio di giorni alcuni cittadini ci inviano post sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale Twitter in merito ad un patrocinio rilasciato dall’ente ad un evento alla Sala dei Notari. Vorremo informarvi che Il patrocinio gratuito di un Comune non avalla le teorie espresse durante gli eventi. In questo caso si tratta di un momento di discussione (a cui partecipano professionisti come biologi, ricercatori, ex militari) in cui si affronta un tema di interesse pubblico. Il patrocinio sarebbe stato concesso anche per una conferenza che presentava teorie contrarie. Se si concedesse il patrocinio solo alle iniziative di cui si condivide l’ideologia, la teoria o comunque l’indirizzo, si renderebbe il Comune un ente che non rappresenta tutte le sensibilità della comunità e che censura o decide a priori cosa sia giusto o sbagliato.

 

Il Comune forse dimentica il significato di patrocinio: “sostegno da parte di un’istituzione”, quindi non approva le teorie espresse negli eventi, però le sostiene. Una differenza di lana caprina che difficilmente può placare gli animi di coloro che sostengono, a ragion veduta, che un’istituzione non dovrebbe concedere il proprio sostegno a eventi che sostengano tesi non supportate da alcuna evidenza scientifica.


Il problema è che se il Comune avesse dato un minimo di attenzione alla vicenda, magari documentandosi su quanto accaduto in questi 21 anni, sicuramente non avrebbe patrocinato questo convegno nazionale. Il fatto che non abbiamo esattamente idea del livello di bufala che stanno supportando è evidente dal comunicato che precisa l’opportunità di un patrocinio anche per l’altra campana. Grazie Comune di Perugia, siamo lieti che anche l’evidenza scientifica potrà essere patrocinata, quello che però ci lascia perplessi è che se tutte le teorie, indipendentemente dalle basi scientifiche, possono avere il vostro supporto, allora ci dobbiamo aspettare patrocini sull’esistenza della Terra piatta, su invasioni aliene, gnomi con l’ascia e le scie chimiche…. Ah no aspetta l’ultima c’è già.

Aggiungiamo sul piatto anche la confusione tra professionista ed esperto. Il Comune sottolinea la presenza di professionisti, ma si tratta di persone competenti nella tematica affrontata? Al convegno solo tre invitati su 8 hanno una laurea in materie scientifiche, in particolare in biologia, che non è la laurea più indicata per trattare di chimica e fisica dell’atmosfera. Quindi certo che sono tutti professionisti, anche un muratore è un professionista, ma non è sicuramente competente a discutere di aerodinamica e saturazione atmosferica. Il punto è che non bisogna confondere l’ideologia dai fatti scientifici. Non è un’ideologia il fatto che gli aerei, da 100 anni, rilascino scie di condensazione; non è una corrente politica che tali scie siano composte da acqua e dai gas esausti della combustione del carburante; non è un’opinione che nessuna analisi ha mai trovato composti anomali nelle scie degli aerei. Questi sono fatti e patrocinare eventi che contrastano i fatti è sbagliato, indipendentemente dalla sensibilità della comunità.


Forse sarebbe legittimo sostenere che il cielo sia verde solo perché tra le “sensibilità della comunità” c’è qualcuno che ne è convinto? Dopo 18 interrogazioni parlamentari direi che si è già fatto abbastanza per diffondere una tesi campata per aria, non è ora di finirla?

Nella speranza di una inversione di rotta da parte delle istituzioni perugine per conservare la credibilità di una città ricca di storia e di iniziative culturali, che dite, ci vado al convegno nazionale sulle scie chimiche per poi raccontarvi quanta cultura hanno dispensato alla comunità?


Scritto originariamente da Simone Angioni per Scientificast 

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