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Lunedì, 30 Gennaio 2017 15:38

Non facciamo che siano solo i trumpisti ad avere soluzioni

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Non facciamo che siano solo i trumpisti ad avere soluzioni Un ottima immagine de il blog "il populista" di Matteo Salvini

Per frenare l'avanzata dei sovranisti alla Trump, la gogna mediatica e la protesta di piazza (le marce Usa, che sono già iniziate) serviranno a poco, o li rafforzeranno. Per frenare l'avanzata inarrestabile dei sovranisti, di Trump, di Salvini – Meloni – Grillo, di Le Pen e di altri, servono risposte politiche da parte dei loro oppositori, che definiremo per semplicità progressisti-internazionalisti. Risposte che ad oggi non ci sono.

Gli Usa, patria immaginaria della libertà di tutti i progressisti mondiali oggi è in mano a Trump. In Francia ed Europa spira forte il vento dei populismi e del razzismo Lepenista. In Italia abbiamo tanti trumpini, pronti a cavalcare l'onda: Grillo e i suoi "ragazzi", Salvini, Meloni. La Russia è la patria dello Zar Putin, che strizza gli occhi ai sopra citati. Ad oggi i sovranisti sembrano inarrestabili, anche perché i liberals non hanno soluzioni. Questa semplice ma rivoluzionaria piccola verità è stata oggi notata anche da Sohrab Ahmari sul Washington Post 


Il Muslim Ban (divieto di entrata negli Usa firmato da Trump per i cittadini di alcuni Paesi islamici) è ripugnante, stupido e controproducente. Ma un opposizione stile 68, fatta di marce e di editoriali indignati può rendere Trump e i trumpisti ancora più forti perché convince ancora di più il loro elettorato che essi sono rivoluzionari e si oppongono all'establishment. Non abbiamo bisogno solo di indignazione, proteste e petizioni. Abbiamo bisogno di soluzioni, o almeno di una narrazione credibile delle nostre idee. Il fatto che oggi il terrorismo sia Musulmano e che l'estremismo islamico abbia colonizzato una parte importante, seppur non maggioritaria, dell'Islam mondiale è una realtà. Ed è una realtà che non si può edulcorare, ammansire, o ignorare. Una realtà che sta crescendo nelle nostre società e tra di noi. È spaventosa e minacciosa.
E i trumpisti rispondono a questa minaccia con il sovranismo, cioè riportando in auge la differenza anche giuridica, tra noi, “cittadini” e loro, “stranieri”.
Essi danno risposte a questo spavento diffuso, sopratutto tra i ceti meno colti. Queste risposte possono essere viste da noi come sbagliate, ma sono comunque percepite come risposte. C'è un problema di immigrazione? Faccio il muro. C'è il problema del terrorismo islamico? Difendo le frontiere vietando l'ingresso ai musulmani (che poi, ad alcuni musulmani, non a tutti). La globalizzazione ha fatto chiudere fabbrica nella quale lavoravo? Chiudiamo le frontiere e ricusiamo i trattati internazionali. Risposte semplici e nette, tipiche della destra, a domande e a condizioni difficili.

Dobbiamo combattere Trump usando le sue armi? No. Diventare salvianiani più di Salvini, o antipolitici più dei grillini non è la soluzione. Perché come dimostrato in passato tra la copia e l'originale, la gente sceglie l'originale. Ma di certo la risposta dei progressisti – internazionalisti al terrorismo islamico e all'immigrazione non è credibile. Il "Benvenuti a tutti" non funziona, né come risposta né come politica. L'integrazione si può fare, ma solo fino a un certo punto, e non certo con un immigrazione di massa.

Se, per converso volessimo ignorare i problemi, o sostenere che i problemi non sono l'immigrazione, la globalizzazione che ha impoverito i Paesi occidentali e il terrorismo islamico, finiremo per perdere, ancora e ancora. Per perdere non solo le elezioni, ma anche il contatto con la realtà, che è sempre fatta dalla percezione delle persone comuni, e mai corrisponde alla percezione che hanno invece le elites, economiche e politiche. L'opinione del benzinaio e della panettiera conta di più della fine analisi sulla rivista, proprio perché siamo in una democrazia dove chi ha la maggioranza decide anche per gli altri.

Ci ricordiamo del terrorismo solo dopo un attentato terroristico, e sempre più spesso vogliamo rispondere al terrorismo con leggi liberticide, - come sta facendo la Francia -, leggi che negano la libertà individuale che vogliamo difendere, stiamo facendo un favore ai terroristi. Se siamo solo preoccupati per i discorsi razzisti dei Trump, dei Le Pen e dei Salvini e dei Grillo, non coglieremo il senso della sfida, che prima ancora che razzismo – antirazzismo, si muove su un piano più ampio e più alto: la sfida è tra chi si vuole rinchiudere nella fortezza perché ha paura – i sovranisti -, e chi non ha paura di affrontare i terroristi, l'Islam, l'immigrazione di massa e le disuguaglianze della globalizzazione tenendo a mente i propri valori di libertà e con quei valori vuole trovare delle risposte non demagogiche.

Ancora, se nelle marce per la libertà contro Trump, dovessimo marciare assieme a musulmani conservatori che nelle loro patrie umiliano la libertà tutti i giorni, finiremo per UMILIARE LA NOSTRA LIBERTA' di pensiero (individualismo), di parola (laicità) e di politica (democrazia), che sono i valori occidentali più alti e più puri, che vogliamo e dobbiamo difendere. La difesa di questi nostri valori che identifichiamo col termine "civiltà", sono anche il motivo per cui da un lato combattiamo parallelamente gli estremisti islamici e dall'altro vogliamo combattere i trumpisti/sovranisti. C'è perciò bisogno di soluzioni, non di indignazione. L'indignazione passa, i problemi restano. Non facciamo che siano solo i trumpisti ad avere le soluzioni.

 

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