Il Bolognino

Lunedì, 12 Marzo 2018 14:36

Inutili autodafé

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Inutili autodafé Altan per Repubblica

Temo che la normale procedura che si segue dopo aver perso le elezioni, non sia più granché utile. Parlo dell'autodafé, anche detta autocritica. Autocritica invocata in questi giorni dai molti che la chiedono al PD e sopratutto a Renzi, già dimesso. Questi richiedenti autocritica sono proprio da chi non ha votato PD, il che come minimo è strano o sospetto. Sembra che dietro quella di richiesta non ci sia una vera necessità di autocritica, ma piuttosto una voglia molto porcina e inconfessabile di chiedere la pubblica gogna dopo aver finalmente aver scornato il toro.

 

Insomma la solita voglia di menare le mani, trasposta in politica. Non basta la sconfitta dicono i Soloni della Conservazione, Renzie deveanche umiliarsi. Più di quello che non abbia già fatto con l'umiliante campagne elettorale sottovoce impostagli dai capibastone del PD dopo la sconfitta referendaria. 

Non basta la sconfitta, ci vuole l'abiura. E poi non sarebbe male neanche un giro di Firenze ricoperto di pece e piume, con al collo un cartello che dice " sono Renzie, il ragazzino che ha provato a cambiare l'Italia, dammi un calcio!". 


E se invece che un problema con Renzi, non solo la sinistra italiana, ma proprio tutta la società italiana avesse un problema grave con il progresso, e quindi col progressismo?


E se avesse davvero ragione Enrico Sola, alias Suzukimaruti, e cioè che la sinistra o ancora più precisamente - la socialdemocrazia - non tiri più in Europa? Cioè se la realtà avesse superato la percezione di necessità di sinistra e dei suoi valori. Alla solidarietà si preferisca l'egoismo e l'ora pro me, al combattimento dell'evasione la gaiezza anarchica dell'evasione e dell'elusione, alle tasse (Ires, IMU ecc) abbassate da Renzi si preferisse proprio non pagarle, le tasse? 
E se al posto dell'immigrazione preferissimo le armi libere e una bella fucilata al negretto? Come a Firenze? E se all'Europa che ci da i vincoli di bilancio preferissimo un po' di finanza creativa alla Giulio Tremonti, o la macchina per fabbricare /stampare moneta alla Carletto "Principe dei Mostri" Sibilia.

L'Italia uscita dalle elezioni sembra un Italia che è tornata indietro di molti secoli, che ha rigurgitato la propria diffidenza nel progresso e nel socialismo. Non tanto e non solo perché il PD ha perso. Perché ha perso una visione di società condivisa e non oppositiva (contro qualcuno, contro qualcosa), di piccoli interessi individuali che vincono sull'interesse generale (flat tax - meno tasse per me, reddito di cittadinanza - reddito per me).

Le elezioni danno una pessima notizia anche all'Europa. Abbiamo perso l'Italia che invece ha abbondantemente premiato il cattivismo e l'egoismo a scapito di quella visione di società che già in Italia non fosse proprio di tutti. Un Italia che non riesce nemmeno a pensare a se non sarà più un partner affidabile, ne quel confine nei confronti delle orde africane che finora ha funzionato abbastanza bene.

Certo si dirà, ha un ruolo, sopratutto al sud, la promessa  di cambiare la classe dirigente. Questi qua che c'erano prima erano tutti ladri. Invece i grillini, vedi, sono persone come noi, il panettiere, la giovane laureata a reddito 0. Questi sono il popolo, di certo non ci tradiranno! E poi se ci portano altre pensioni al mezzogiorno - ops, intendevo reddito di cittadinanza, meglio.

Renzi sbaglia quando dice che la riscossa sarà a breve. La riscossa progressista forse arriverà, ma non è detto. Intanto bisogna fare un governo. Se si guardassero i programmi, Lega e M5S dovrebbero fare il primo governo anti europeo - Putiniano in Italia. Chi nella sinistra del PD, prima incitava per abbattere Renzi (e quindi ha favorito grillini e destra) e ora pretende un PD alleato al M5S è ovviamente un Cavallo di Troia che gioca per l'avversario e fa il gioco dei grillini, ma non è detto faccia il gioco di un Paese, che meriterebbe una semplificazione del quadro politico, con un governo che riunisse i populisti e non altri accrocchi e governicchi balneari.

In questo gran bailame pro grillini, c'è un dato, un fatto che però per ora è stato messo da parte. Non è il M5S ad aver vinto le elezioni. Ad essere arrivato prima, ancora una volta, è il centrodestra, a cui mancano una manciata di deputati e senatori per avere una maggioranza e quindi un governo. 

Certo, se il PD, incalzato magari dalla crescita dello Spread e dalle pressioni internazionali, dovesse cedere e dare il proprio sostegno diretto o indiretto al centrodestra, sarebbe finito. Chiuso. Definitivamente defunto. Altroché senso di responsabilità. L'ennesimo accordo Sx-Dx farebbe crescere alle prossime elezioni il M5S a più del 50%, con tutto ciò che ne consegue. Uscita dall'Europa o figuracce in fila, crisi economia a causa di scelte economiche lungimiranti come quelle del Venezuela. 

Forse l'unica voce sana, in questo folla di incazzati e scontenti sono i pochi (o molti?) del #senzadime, un hastag che ha raccolto l'indignazione della base democratica su Twitter negli scorsi giorni, contraria sia all'appoggio al governo Di Maio che a un governo Salvini. A volte sarebbe da ascoltarla la base. Sembra quasi abbia le idee più chiare dei capibastone PD. Gli stessi che prima hanno appoggiato Renzi, e ora se sono disfatti in quattro e quattrotto. Cosa non si fa per salvare se stessi e non fare mai un po di sana autocritica.


Letto 1572 volte Ultima modifica il Lunedì, 12 Marzo 2018 15:36

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