Il Bolognino

Mercoledì, 04 Luglio 2012 16:54

ACTA muore, la democrazia vince.

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Deputati polacchi protestano contro ACTA Deputati polacchi protestano contro ACTA

ACTA è morto. Questa è la frase con cui centinaia di utenti su twitter (e sugli altri social network) oggi festeggiano una vittoria a lungo attesa.

Questa mattina (Mercoledì 4 Luglio) il Parlamento Europeo si è espresso riguardo l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement, e il graditissimo risultato è stato un plebiscito di NO: 478 contro, 39 pro, 165 astenuti.

Per usare le parole di Loz Kaye, leader dell'UK Pirate Party:

 Il voto del Parlamento Europeo è un trionfo della democrazia su interessi speciali e loschi accordi segreti. Diventa sempre più politicamente dannoso essere 'anti-Internet'.

Nonostante la forza con cui gli stati coinvolti hanno cercato di mandare avanti l'accordo commerciale, inizialmente proposto da USA e Giappone e poi firmato da 22 stati europei, fin dall'inizio del 2012 c'è stato un crescere di forze della società civile (e non) da tutta Europa, decise ad opporsi con le unghie e coi denti alla venuta di ACTA e alle implicazioni che avrebbe comportato alla libertà del web. In tutta Europa si sono tenute manifestazioni nelle piazze, nel web si firmavano petizioni, gli Anonymous diffondevano informazioni scomode sul trattato e buttavano giù siti governativi per farsi sentire. Memorabile la protesta di alcuni deputati polacchi, presentatisi in Parlamento indossando la maschera di Guy Fawkes, ormai celebre simbolo del movimento di hacker Anonymous.

Un crescendo che si è concluso oggi con la vittoria della rete, del popolo che non vuole stare alle regole di un mercato che li vuole zitti, ubbidienti e consumatori. Ma il passato ci insegna che quella vinta non è niente più che una battaglia in una guerra di gran lunga più ampia: in un passato fin troppo recente altri accordi hanno minacciato la libertà della rete: ricorderete sicuramente SOPA e PIPA, così come il decreto Fava in italia, e le recenti azioni dell'FBI contro i siti di file sharing e di streaming. Insomma il puzzle è ampio e articolato, e chi vuole controllare la libera informazione non si farà certo demoralizzare da questa sconfitta.

Oggi i poteri che volevano imbavagliare la rete hanno subito una sconfitta che possiamo definire storica, ma con tutta probabilità ACTA non verrà affossata del tutto. Sarà invece soltanto riscritta per essere più accettabile per il Parlamento Europeo.

Sicuramente è un bene godersi la vittoria, ma non è comunque il momento di abbassare la guardia.



Letto 2454 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Luglio 2012 18:47

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