Il Bolognino

Lunedì, 08 Aprile 2013 18:43

L’istruzione modello CL

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Questo è un viaggio alla scoperta dell'istruzione ideologizzata e clericale di CL, Comunione e Liberazione. Una politica di scuola che è stata fatta propria da parti importanti di tutto l'arco politico e che sta cambiando i connotati dell'istruzione di tutta Italia. Mentre la scuola pubblica viene privata delle più elementari risorse, prospera con fondi e privati e pubblici una scuola privata dove vige l’omologazione culturale e l’autoritarismo pedagogico; una scuola fortemente caratterizzata ideologicamente; che prevede distinte una scuola per poveri e una scuola per ricchi; la scuola della “chiamata diretta” e del “buono scuola” come forma di finanziamento pubblico indiretto: una scuola che nulla ha a che vedere con la scuola della Costituzione. Di questo modello di scuola proponiamo una analisi in questo articolo uscito sul n. 14 della rivista «Gli Asini». E invitiamo i lettori a due firme: una alla petizione proposta dall’Associazione Nonunodimeno per abolire i buoni scuola erogati dalla Regione Lombardia; una all’appello “Bologna riguarda l’Italia” del Comitato Art. 33 per il voto a favore dell’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole private nel referendum bolognese del 26 maggio.

Sottoposta ad un procedimento disciplinare dall'Ordine dei Giornalisti a causa di un tweet, mandato dal proprio account personale. Questa è la storia di Cristiana Chiarani, giornalista di RTTR, televisione locale trentina, colpevole di aver inviato tramite il noto social network un messaggio che a qualcuno deve essere sembrato un po' troppo sopra le righe.

L'Italia è in un periodo di grandi cambiamenti: nuovo governo, nuove personalità politiche che si fanno strada, fascisti che si propongono come partito senza che nessuno glielo impedisca. Non ci si poteva certo aspettare che gli Anonymous italiani se ne stessero seduti in un angolo ad osservare.

Volendo fare un'analisi delle ultime mosse degli hacktivisti italiani, non posso certo esimermi dal riportare quanto probabilmente avrete già appreso nei giorni scorsi da stampa e social networks: il "pwn" del sito di Casa Pound, abbattuto alle ore 15 dell'11 marzo, e ancora offline nel momento in cui scrivo. Le motivazioni di questo atto sono molto chiare.

Con tutta probabilità nel momento in cui leggerete questo articolo, avrete sicuramente già sentito parlare di Aaron Swartz, del suo "torto" all' MIT e del suo suicidio; tuttavia si è spesso parlato con superficialità dell'argomento, senza troppo soffermarsi sulla persona di Aaron o sulla realtà dei fatti. Ci terrei invece ad analizzare le cose nello specifico, poiché credo sia l'unico modo per avere una visione d'insieme della vicenda e potersi formare un'opinione non viziata da titoli sensazionalisti o da un eccesso di "sentimento" da parte dei reporter a discapito della ragione, che può portare ad accusare chi invece è stato coinvolto controvoglia in questa storia.

Stuprarla come punizione per essere ebrea. A tanto può ancora arrivare l'odio politico e raziale della destra fascista in Italia, nel 2013. La notizia fa gelare il sangue, ed è anche peggio se si pensa che a progettare un abominio simile siano ragazzi tra i 18 e I 30 anni, tutti di Casapound Roma e di Blocco studentesco. Tra loro anche una ragazza diciottenne, figlia, guarda caso, di un politico missino. Ma lo stupro non era la sola ignominia di cui erano pronti a macchiarsi: progettavano assalti ad altri ragazzi, di sinistra. Si erano procurati le armi: coltelli, spranghe, caschi, mazze, ed erano pronti a punire chi non la pensa come loro, in un remake della notte dei cristalli. Tra I vari progetti c'era anche bruciare un oreficieria di un esercente romano di origine ebraica. Questo fatto di cronaca dovrebbe far riflettere sopratutto nella giornata della memoria, il 27 gennaio, che ci apprestiamo a vivere.

 


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